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Diverticoli, diverticolite e diverticolosi


Diverticoli, diverticolosi e diverticolite: cosa sono e come si sviluppano


I diverticoli sono delle estroflessioni (immaginate delle tasche sporgenti) che si trovano nella parete dell’apparato digerente e in particolare del colon. I diverticoli si manifestano più frequentemente nel tratto del colon denominato sigma (la zona che precede il retto) e di per sé non rappresentano una patologia ma un’alterazione anatomica. Quando i muscoli del colon si indeboliscono o la parete intestinale subisce un amento della pressione, per esempio a causa di stitichezza, si formano queste estroflessioni rivolte all’esterno.
 
Si parla di diverticolosi per intendere la semplice presenza di diverticoli nel colon e in particolare nel sigma che però non sono associati a infiammazione né ad altri sintomi. Questa condizione interessa almeno il 10% della popolazione dopo i 40 anni; colpisce invece metà della popolazione over 60.
 
Quando invece i diverticoli sono infiammati si manifestano sintomi più o meno dolorosi e si instaura la diverticolite. La diverticolite è più rara e interessa il 2-3% di chi è affetto da diverticoli e in genere si manifesta in forma acuta.


Diverticoli: sintomi


Nella maggior parte dei casi, come abbiamo già detto, le persone scoprono di avere dei diverticoli in modo del tutto casuale, molto spesso nel corso di indagini radiologiche o endoscopiche del colon, effettuate per altri motivi. Non ci sono dei veri e propri sintomi dei diverticoli.
 
Non è raro che alcune persone affette da diverticoli del colon riscontrino cambiamenti delle normali abitudini intestinali, come diarrea o stitichezza; l’alvo alternato e irregolare è un campanello d’allarme da tenere in considerazione, soprattutto se le feci si accompagnano ad abbondante muco. 
Tuttavia i diverticoli possono essere anche asintomatici; si possono poi anche manifestare con dolori e con sanguinamenti, a cui può far seguito la perforazione dei diverticoli stessi (l’evoluzione più grave della malattia).


Diverticoli: le cause


Gli studiosi non sono ancora del tutto concordi sulle cause e, più in generale sul perché vengono i diverticoli. Di sicuro c’è  che sono considerati una patologia dei Paesi occidentali, mentre è più rara in Oriente: la causa principale sarebbe una alimentazione scorretta, povera di fibre, quindi di frutta, verdura, legumi e cereali integrali. Questa condizione crea stitichezza, per cui l’espulsione delle feci diventa difficoltosa e dolorosa. Compiendo uno sforzo durante l’evacuazione, la mucosa della parete intestinale tende a cedere,  nei  punti più deboli; così si formano i diverticoli.

Va tenuta in considerazione anche l’età; con l’invecchiamento il colon perde progressivamente la propria elasticità e questo unitamente alla stitichezza favorisce la formazione dei diverticoli
Fra le altre cause dei diverticoli si ricordano:
  • Obesità;
  • Sedentarietà;
  • Assunzione  cronica  di antinfiammatori;
  • Il sesso femminile.


Colonscopia e diverticoli


Per scoprire la presenza dei diverticoli la colonscopia è l’esame più indicato.
Spesso questo esame viene prescritto per motivi del tutto diversi, come ad esempio escludere la presenza del tumore nel retto o di altre malattie del colon: durante l’indagine viene messa in evidenza la presenza dei diverticoli.

La colonscopia viene invece prescritta appositamente quando, in seguito a un episodio acuto, si sospetta la presenza di diverticoli nel colon.


Diverticolosi del sigma


Situazione completamente diversa e meno grave è la diverticolosi che colpisce le persone oltre i 40 anni, soprattutto quando seguono una dieta povera di fibre.

Questa condizione è spesso asintomatica, nonostante la presenza dei diverticoli nel sigma; la persona non lamenta alcun disturbo o dolore e i diverticoli vengono scoperti “per caso”, in seguito a indagini endoscopiche o radiologiche, fatte per altri motivi.

Nel 10-15% dei casi si può manifestare sanguinamento senza dolore; ciò probabilmente è dovuto all’erosione dei vasi adiacenti o al trauma causato dalle feci. Generalmente, il sanguinamento cessa in maniera spontanea nella maggior parte dei casi.


Diverticolite: la diagnosi


Come accennavamo in precedenza, quando i diverticoli rimangono silenti, la diagnosi avviene spesso per “caso”, in genere quando ci si sottopone a una colonscopia per altri accertamenti.
La diagnosi dei diverticoli infiammati avviene invece in seguito a un episodio acuto, che si manifesta con sintomi anche intensi.

Per accertare l’origine di tali episodi, vengono effettuate diverse indagini diagnostiche fra cui:
  • Esami del sangue, delle urine e delle feci;
  • Test della funzionalità epatica;
  • TAC addominale;
  • Colonscopia.


Diverticolite acuta


Quando l’infiammazione dei diverticoli si complica, si manifesta la diverticolite acuta che ha sintomi intensi, fra i quali:
  • Dolore addominale acuto;
  • Resistenza della parete addominale al tatto;
  • Vomito e nausea;
  • Febbre;
  • Chiusura dell’alvo che impedisce la normale evacuazione delle feci e dei gas intestinali.
Le conseguenze della diverticolite acuta possono essere molto gravi tanto da determinare la peritonite. I batteri presenti nel colon provocano una infezione della membrana sierosa che riveste la cavità addominale e molti organi qui contenuti. L’unica soluzione per risolvere questa condizione, che si definisce diverticolite acuta perforata, è l’intervento chirurgico.
 

Diverticolite: la terapia più indicata


A seconda della gravità con cui si manifestano i sintomi della diverticolite, ci possono essere diversi tipi di terapia da poter intraprendere. Vediamo le più comuni.
  • Diverticolite e terapia antibiotica: verrà prescritto un ciclo di antibiotici per contrastare l’infezione creata dai batteri intestinali. Anche nella diverticolite la terapia antibiotica segue le linee guida generali adottate per l’assunzione di questa classe di farmaci: vanno assunti per un tempo limitato stabilito dal medico che li prescrive, senza interrompere l’assunzione prima del termine stabilito, a meno di indicazioni particolari. È possibile anche assumere probiotici durante il ciclo di antibiotico, in modo da favorire il ripristino di una buona flora batterica intestinale (eubiosi). Oltre all’antibiotico, in caso di dolore, il medico può prescrivere un antidolorifico a base di paracetamolo, utile anche per ridurre la febbre. Fra i farmaci per diverticolite che possono essere prescritti con prudenza ci sono anche quelli ad azione antispastica intestinale, in caso si manifestino spasmi e dolori forti. Accanto ai farmaci, il riposo e la dieta sono una parte importante di una efficace terapia per la diverticolite.
  • Diverticolite acuta: se la terapia da sola non è in grado di risolvere il quadro clinico, si può prospettare la necessità di un ricovero ospedaliero se:
    • i sintomi non migliorano nel giro di 2-3 giorni nemmeno con  terapia a base di antibiotici;
    • il dolore non si riduce nonostante la somministrazione di antidolorifici;
    • la persona ha difficoltà a restare idratata.
In caso di ricovero, gli antibiotici e altri farmaci che si rendesse eventualmente  necessario utilizzare sono somministrati per via endovenosa, e nella maggior parte dei casi si registra un sensibile miglioramento nel giro di qualche giorno.

Nei casi più gravi, può essere necessario sottoporsi a un intervento chirurgico con il quale viene asportata la parte di colon interessata dai diverticoli. In genere l’intervento viene eseguito in due modi, tramite:
  • colectomia laporoscopica: è la tecnica meno invasiva delle due, che permette di inserire una telecamera per l’esplorazione del colon e gli strumenti per la rimozione del tratto intestinale colpito dai diverticoli praticando delle mini incisioni nell’addome;
  • colectomia aperta: è un intervento più complesso, che prevede un’ampia incisione della parete addominale per poter procedere alla resezione del segmento colico con i diverticoli.


Diverticoli e Diverticolite: la dieta più indicata


Il tipo di alimentazione ha molta influenza sullo sviluppo dei diverticoli. Cibi ricchi di grassi animali, raffinati e cosiddetti processati possono favorire la comparsa dei diverticoli e favorirne le complicanze al contrario di una alimentazione ricca in fibre.

Vediamo cosa è consigliato mangiare e cosa è bene evitare a seconda della fase della malattia.


Dieta per diverticoli: L’alimentazione per i diverticoli più indicata è quella che prevede una buona e adeguata fonte di fibre. Queste si trovano in frutta, verdura e cereali integrali. Se non si riesce a fare a meno della pasta, è da preferire quella di farine semintegrali.


Anche rimanere adeguatamente idratati è importante; l’acqua o le tisane naturali senza aggiunta di zuccheri, aiutano la digestione e favoriscono il transito intestinale. Con i diverticoli, i cibi da evitare sono: i fritti e quelli ricchi di grassi animali, le carni rosse o processate, come gli insaccati. Gli zuccheri e le bevande zuccherate vanno limitati il più possibile.

Moderare al massimo le spezie piccanti, che potrebbero aumentare l’infiammazione; stesso discorso per il cacao, il cioccolato e il caffè. I legumi possono essere assunti saltuariamente, ma è consigliabile passarli in modo che siano meglio digeribili.
  • Dieta per diverticoli infiammati:  se i diverticoli si sono manifestati con qualche sintomo, oltre ai suggerimenti appena citati, è bene evitare i latticini: il lattosio potrebbe creare problemi di intolleranza, quindi meglio evitare i cibi che lo contengono. Anche la frutta con i semi va limitata: fragole, kiwi, frutti di bosco, pomodori così come le verdure molto fibrose, come sedano e finocchi, possono creare ulteriori disturbi.
  • Diverticolite e dieta liquida: la dieta consigliata per la diverticolite acuta dovrebbe essere prevalentemente liquida o semiliquida, senza fibre. Si tratta, ovviamente, di misure drastiche legate alla gravità della situazione, che è bene seguire sotto controllo medico e per un tempo limitato, fino a quando la situazione non sarà migliorata.

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