Il sistema nervoso è il “regista” che coordina e controlla, in modo diretto o indiretto, tutte le funzioni del nostro corpo, adattandole di volta in volta agli stimoli che riceviamo dall’ambiente esterno e per interagire con esso.
Per svolgere queste funzioni, le sue diramazioni raggiungono i diversi distretti anatomici, ed è per questo che un problema del sistema nervoso può manifestarsi in vari modi nelle diverse parti del corpo.
Per indagare le cause di questi sintomi è importante risalire alla causa principale. Oggi è possibile farlo grazie a una branca specialistica della Radiologia, la Neuroradiologia.
Ne abbiamo parlato con la Dott.ssa Manuela Napoli, neuroradiologa presso Salus Hospital di Reggio Emilia. In questa intervista ci spiega in che cosa consiste la Neuroradiologia, di quali tecnologie si avvale e quali sono le sue principali applicazioni diagnostiche.
Che cosa si intende per Neuroradiologia?
La Neuroradiologia è una branca ultraspecialistica della Radiologia dedicata allo studio del sistema nervoso centrale e periferico. Grazie a tecnologie all’avanguardia ed in continua evoluzione, oggi è possibile ottenere
immagini molto accurate delle strutture del cervello, del midollo spinale, del rachide e dei nervi periferici. «
La potremmo definire come l’occhio tecnologico che supporta il lavoro di molti specialisti quali, in primis, i neurologi ed i neurochirurghi», sottolinea la Dott.ssa Napoli.
Di quali tecnologie si avvale la Neuroradiologia?
Come la Radiologia in generale, anche la Neuroradiologia è una disciplina in continua evoluzione, che si avvale di tecnologie sempre più precise ed accurate. Se, in passato, la Risonanza Magnetica e la TC hanno permesso di
osservare l’anatomia delle strutture e la presenza di alterazioni patologiche, oggi le nuove tecnologie forniscono informazioni accurate non solo sulla struttura degli organi, ma anche sul loro funzionamento.
Per esempio, è possibile valutare l’attività metabolica di una determinata zona del cervello, osservare il flusso sanguigno che la irrora, oppure determinare il modo in cui risponde ad un determinato stimolo esterno. Grazie alla Trattografia, per esempio, è inoltre possibile studiare le fibre nervose e valutare la loro integrità o la presenza di danni nel contesto di numerose patologie, una su tutte la patologia tumorale, per il planning terapeutico neurochirurgico.
Negli ultimi anni, la capacità di ottenere e analizzare questo tipo di informazioni è aumentata in maniera esponenziale grazie anche all’Intelligenza Artificiale: l’occhio e l’esperienza umana rimangono insostituibili, ma con l’ausilio dell’Intelligenza Artificiale è possibile aumentare la precisione diagnostica e identificare a uno stadio più precoce le alterazioni dovute a diversi tipi di patologie. Inoltre,
l’utilizzo di sistemi di Intelligenza Artificiale permette ai neuroradiologi di ridurre eventualmente i tempi di studio, in caso di pazienti poco collaboranti o con difficoltà a mantenere la posizione richiesta (disabili o pazienti pediatrici).
L’U.O. di Diagnostica per immagini di Salus Hospital si avvale oggi di tecnologie digitali d’avanguardia, come due apparecchiature TC e una Risonanza Magnetica ad alto campo da 1,5 Tesla con alto potere risolutivo. A breve, sono previste ulteriori implementazioni delle apparecchiature con capacità diagnostica ancora superiore ed in grado di fornire il massimo comfort ai Pazienti.
Quali sono le principali applicazioni per la diagnostica?
Nell’ambito della diagnostica clinica, le tecniche di imaging neuroradiologico trovano applicazioni nel contesto di diverse patologie del sistema nervoso centrale o periferico.
- Urgenze vascolari, come ictus ischemici o emorragici. La Neuroradiologia consente di capire in tempi rapidi l’origine del disturbo (vaso ostruito oppure lesionato) e di indirizzare immediatamente il paziente verso il trattamento più indicato.
- Patologie neurodegenerative, come Alzheimer o Parkinson. La Neuroradiologia permette di distinguere le fisiologiche alterazioni imputabili all’invecchiamento, da quelle dovute a una patologia neurodegenerativa in fase iniziale.
- Patologie infiammatorie demielinizzanti, come la Sclerosi Multipla. Gli esami di imaging monitorano la velocità di progressione della patologia e sono un ausilio per eventuali aggiustamenti del percorso terapeutico.
- Oncologia. Gli esami neuroradiologici permettono di identificare tumori del sistema nervoso centrale e periferico, ma sono fondamentali anche per monitorare le metastasi provocate da tumori originatisi in altri organi; inoltre, sono un utile sistema di controllo per distinguere gli effetti del tumore dalle modificazioni indotte dalla terapia stessa.
- Patologie della colonna vertebrale, molto comuni nella popolazione, che possono essere di varia natura; le piu frequenti sono le forme degenerative (ernie, protrusioni, artrosi ed infiammazione).
La Neuroradiologia fornisce un quadro dettagliato della situazione e permette di individuare i casi che devono essere indirizzati al trattamento medico o che necessitano di un approccio chirurgico o mininvasivo interventistico.
Come si inserisce la neuroradiologia nel percorso diagnostico?
Il grande potenziale della Neuroradiologia emerge e si giova dalla collaborazione continua con neurologi e neurochirurghi, sia in fase di formazione specialistica del neuroradiologo, che durante l’attività clinica di routine.
L’interazione con il neurologo è il primo passo fondamentale, che permette di inquadrare i sintomi ed i segni clinici del Paziente; a partire da queste indicazioni, i neuroradiologi possono leggere e interpretare nel modo più accurato possibile le immagini che vengono prodotte dagli esami diagnostici. Sulla base delle immagini neuroradiologiche è poi possibile fornire indicazioni preziose per definire l’iter terapeutico, oppure per guidare l'azione dei neurochirurghi durante l’intervento chirurgico e nei controlli post-operatori. Per esempio, le indagini di Neuroradiologia possono fornire una ricostruzione dettagliata dei fasci nervosi, che è fondamentale in fase chirurgica per capire quali strutture risparmiare e di conseguenza per limitare eventuali effetti indesiderati dopo l’intervento.
Quella del neuroradiologo è una figura di riferimento anche in altri ambiti clinici. Sono infatti comuni le collaborazioni con endocrinologi, oculisti, otorinolaringoiatri, chirurghi maxillofacciali, infettivologi, oncologi, reumatologi, chirurghi vascolari e ovviamente ortopedici e fisiatri per le patologie specifiche della colonna; senza dimenticare l’interazione con i pediatri e i neuropsichiatri infantili per le patologie del bambino. In definitiva, risultano fondamentali le collaborazioni con tutte le specialità mediche in cui si manifestino sintomatologie riconducibili, in modo diretto o indiretto, ad alterazioni del distretto nervoso in Pazienti adulti ed in età pediatrica.