Città di Lecce Hospital / 10 ottobre 2021

Occhio rosso nel bambino: cosa può significare?

Occhio rosso nel bambino: cosa può significare?
Occhio rosso nel bambino: questa manifestazione può essere sintomo non solo di congiuntiviti, ma anche di affaticamento, infiammazioni e lesioni della cornea. Per questo i genitori e la famiglia devono essere attenti osservatori - in quanto i più piccoli non sono in grado di riferire con precisioni il sintomo - e devono sempre consultare lo specialista oftalmologo in caso il fastidio perduri per più di qualche giorno, evitando il fai da te.
Se, infatti, nel 90% dei casi di occhio rosso si tratta di congiuntivite, per cui difficilmente possono insorgere conseguenze nella funzionalità visiva, al tempo stesso nel 20% di queste è comunque necessario un trattamento farmacologico, con antibiotici o antistaminici (per congiuntivite allergica).

Dell’occhio rosso in età evolutiva abbiamo parlato con il Dott. Antonio Provenzano, responsabile dell’Unità Operativa di Oculistica di Città di Lecce Hospital.

I sintomi

Il bambino con occhio rosso può presentare o lamentare altri sintomi. In caso di tutte e due gli occhi arrossati, con una secrezione mucosa o mucopurulenta giallastra, è molto probabile che si tratti di una congiuntivite. Quando, oltre all’occhio rosso, sono presenti dolore, fotofobia, lacrimazione intensa, si può sospettare una lesione corneale, una ferita superficiale. Se il fastidio è monolaterale, potrebbe trattarsi di un corpo estraneo o, in casi gravi, di una cheratite erpetica.

Le cause

All’origine dell’occhio rosso possono esserci problematiche e patologie anche molto differenti tra loro.

Fattori ambientali

I fattori ambientali possono portare a un’infiammazione importante degli occhi. Fra questi troviamo l’utilizzo di lenti a contatto, il fumo passivo in casa, il cloro delle piscine, l’uso prolungato di dispositivi elettronici (smartphone, tablet e PC). In questi casi, è opportuno approfondire con lo specialista, per capire se si tratta di una problematica temporanea o se il sintomo nasconde patologie o un difetto visivo (miopia, ipermetropia, astigmatismo).

Blefariti

Si tratta di processi infiammatori che coinvolgono il bordo delle palpebre. La palpebra appare con il bordo arrossato e gonfio, e l’infiammazione può riguardare anche il bulbo oculare, la congiuntiva e la cornea. La causa delle blefariti non è nota, ma spesso il processo è correlato alla presenza di un batterio, lo Staphylococcus aureus, che può causare una disfunzione del sistema delle ghiandole palpebrali. Le blefariti possono essere acute o croniche e, in caso di cronicità, possono dare origine a piccole cisti sulle palpebre (calazi), frequenti nei bambini, che portano gonfiore e indolenzimento. Il trattamento di solito consiste nella pulizia della palpebra e nella somministrazione di un antibiotico.

Cheratite

La cheratite è un’infiammazione della cornea. Tra i sintomi, può comportare occhio rosso, con rossore intorno all’iride, e un prurito che indica generalmente - soprattutto nei bambini - una cheratite da herpes, di origine virale. La problematica può passare da sola in alcuni giorni, ma anche lasciare cicatrici e avere una tendenza alle recidive. Ricorrere allo specialista consente di scongiurare forme gravi.

Adenovirus

Sono lesioni sulla cornea frequenti in inverno, legate a forme influenzali e parainfluenzali. Non esiste una terapia specifica, se non quella sintomatica e di sostegno.

Congiuntiviti

Le congiuntiviti si riconoscono da arrossamento dell’occhio e secrezione mucopurulenta, giallastra e densa, che indica origine batterica. Lacrimazione e secrezione acquosa, invece, possono indicare un’origine virale. In tutti e due i casi, quando i genitori osservano queste secrezioni anomale, è opportuno fare riferimento all’oculista, anche se solitamente la maggior parte delle congiuntiviti passa con una guarigione quasi spontanea.

Congiuntiviti allergiche

Il 40% della popolazione di tutte le età, di tanto in tanto, risulta affetto da congiuntivite allergica. Le forme più comuni sono quelle stagionali, legate a fioriture e alla presenza di sostanze nell’aria provenienti dallo smog nei mesi invernali, a cui si aggiungono congiuntiviti allergiche causate da farmaci o da contatto. In tutti i casi (come nel cheratocono con sintomi di prurito), bisogna fare attenzione. La prurigine, infatti, porta il bambino a strofinare e stropicciare gli occhi, ed è provata l’alta correlazione tra lo strofinamento (il grattage) e la successiva comparsa di cheratocono, patologia molto grave che si manifesta in età evolutiva e adolescenziale.

Cosa fare per prevenire l’occhio rosso

L’educazione al corretto uso dei device è fondamentale nella prevenzione sia degli arrossamenti sia dello sforzo accomodativo che alla lunga crea un danno permanente all’occhio. Smartphone, tablet e PC non devono essere utilizzati a distanza ravvicinata, ma devono restare almeno a 30-40 cm dal viso, anche per limitare l’influenza delle radiazioni emesse. In caso di occhio rosso, se il sintomo perdura per più di qualche giorno, è importante consultare l’oculista di fiducia.
Per ulteriori informazioni chiama lo 0832.229111 o compila il form contatti
Revisione medica a cura di: Provenzano Antonio
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