Salus Hospital / 21 luglio 2020

Oculista, ottico e optometrista, quali sono le differenze?

Oculista, ottico e optometrista, quali sono le differenze?
L’occhio è l’organo base del nostro sistema visivo. Funziona come una macchina fotografica, registra le immagini del mondo che ci circonda e, come un computer, le trasforma in impulsi nervosi. L’occhio è però un organo delicato e per garantirne la salute è essenziale effettuare periodiche visite dall’oculista. I principali professionisti che si prendono cura dei nostri occhi sono tre: oculista o oftalmologo, ottico-optometrista e ottico. Vediamo insieme quali differenze li contraddistinguono.

L’oftalmologo – spiega il dott. Massimo Bitossi, oculista presso il Salus Hospital di Reggio Emilia – è un medico specializzato in cure oculistiche e in qualsiasi altro disturbo che colpisce la vista. Per diventare oftalmologo o oculista è necessaria la Laurea in Medicina e Chirurgia e successiva specializzazione in Oftalmologia. Durante gli anni della specializzazione si acquisiscono conoscenze su tutti gli aspetti delle patologie e delle cure dell’apparato visivo nell’età pediatrica e adulta, compresa la prevenzione, la diagnosi e il trattamento medico e chirurgico.

Gli oftalmologi hanno competenze sull’intera gamma dei trattamenti oculistici, dalla prescrizione di occhiali e lenti a contatto all'esecuzione di interventi chirurgici complessi e delicati sull’occhio e nell’area intorno all’occhio. L’oculista tratta tutti i problemi che coinvolgono i nostri occhi quali patologie della cornea, retinopatie, glaucomi, chirurgia refrattiva, neuro-oftalmologia e oftalmologia pediatrica.

Essendo un laureato in medicina, l’oftalmologo è consapevole di come diverse malattie possano influenzare l'occhio e di come i diversi risultati rilevati durante un esame oculistico possano indicare una grave malattia in altre parti del corpo. Inoltre, gli oftalmologi, comprendono come i farmaci prescritti da altri medici possono causare effetti collaterali, non intenzionali, agli occhi e come i farmaci oculari possono interferire con altre condizioni di salute.

Gli ottici sono professionisti che frequentano corsi di uno o due anni dopo la scuola superiore, effettuano la misurazione della vista, scelgono le caratteristiche ottiche delle lenti e provvedono alla loro corretta collocazione nella montatura data la loro preparazione in ambito ottico-fisico. L' ottico realizza e vende occhiali correttivi su prescrizione del medico oculista oppure su prescrizione sua, ma solo per i difetti visivi quali l’ipermetropia, l’astigmatismo, la miopia e la presbiopia.

In Italia molti hanno la qualifica di ottico-optometrista. L’optometrista si occupa dell’analisi visiva, ne scopre i difetti, prescrive al cliente le lenti a contatto, che possono essere correttive o estetiche o gli occhiali adatti per correggere la problematica visiva. L'ottico-optometrista può suggerire al cliente idonee attività di rieducazione visiva. Provvede alla fornitura diretta al pubblico e alla riparazione di lenti e occhiali.
 
Sia l’ottico che l’ottico-optometrista non possono, in nessun caso, effettuare accertamenti per l’individuazione di patologie, formulare diagnosi, utilizzare e prescrive terapie farmacologiche o chirurgiche. Qualora abbiano il sospetto dell’esistenza di una patologia devono indirizzare il paziente dall’oculista.

 
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Revisionato da: Bitossi Massimo
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