Ospedale Cortina / 13 agosto 2020

La ricostruzione dei legamenti crociati, con la tecnica Allograft

La ricostruzione dei legamenti crociati, con la tecnica Allograft
I legamenti sono fasci fibrosi molto resistenti che nel ginocchio hanno la funzione di stabilizzare l’articolazione, consentire il movimento, la deambulazione e l’equilibrio.

Nel ginocchio sono presenti 4 legamenti:

- collaterale interno (LCM) ed esterno (LCL);
- crociato anteriore (LCA) che si incrocia con il legamento crociato posteriore.

 La lesione dei legamenti crociati è tra gli infortuni più frequenti al ginocchio. “Può essere isolata o associata ad una rottura del collaterale mediale o laterale - spiega il Dottor Manuel Sanavio dell'Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale Cortina – e avviene, spesso, in seguito ad un trauma distorsivo sportivo, frequente per chi pratica sport da contatto come il calcio, l’hockey, la pallacanestro ma anche lo sci, lo snowboard e il tennis. I sintomi che si avvertono sono dolore, gonfiore, sensazione di un vero e proprio cedimento del ginocchio e limitazione funzionale. Per verificare la presenza di un trauma è sempre di fondamentale importanza l’esame clinico di un Ortopedico seguito da indagini strumentali come la Risonanza Magnetica, che mettono in evidenza con precisione la sede e l’entità della lesione”.

Quando ogni trattamento conservativo ha dato esito negativo, si ripristina la stabilità dell’articolazione con il trattamento chirurgico. Tra le diverse procedure, per la ricostruzione dei legamenti vi è quella che utilizza tendini da donatore, chiamata Allograft. Il tendine prelevato viene trattato sia per garantire la sterilità assoluta, sia per renderlo fisicamente adatto agli spazi creati per l’innesto.

“In base al tipo di lesione - spiega il Dottore - viene scelta una diversa soluzione ricostruttiva:
  • nei casi di rottura del legamento crociato anteriore (LCA), senza interessamento dei legamenti collaterali, ai fini della ricostruzione del LCA si possono utilizzare i tendini autologhi semitendinoso e gracile (tendini dei muscoli flessori nella parte posteriore della coscia che vengono prelevati dalla parte interna del ginocchio);
  • nelle lesioni del LCA con lesione parziale del legamento collaterale mediale (LCM), si preferisce interviene con innesto del tendine con tecnica Allograft, ai fini di non indebolire le strutture stabilizzanti attive del ginocchio stesso;
  • nelle lesioni del LCA con lesione del LCL (legamento collaterale laterale), si procede con la tecnica Allograft (innesto da donatore) ed una plastica del LCL;
  • nelle lesioni del LCA con discreta/importante detensione del LCM, si ricostruisce con la tecnica BTB (Bone-Tendon-Bone), eventualmente associata ad una plastica del collaterale mediale. Ossia si preleva il terzo centrale del tendine rotuleo (tendine che dalla rotula si inserisce anteriormente alla tibia) con due piccole porzioni di osso dalla tibia e dalla rotula”.
I vantaggi della tecnica Allograft sono molti.

“Certamente – precisa il Dottore – il più importante è che non eseguendo alcun prelievo dal paziente, ma da un donatore, si conservano le strutture tendinee del ginocchio del paziente, riducendo, nell'immediato, il dolore da prelievo, ematomi, il dolore muscolare a causa dello stress delle fibre muscolari e le complicanza post-operatorie quali la trombosi venosa profonda e le infezioni, e nel lungo periodo, eventuali insufficienze muscolari da pregresso prelievo (gli ST-G sono dei muscoli stabilizzatori del compartimento mediale del ginocchio).

I tempi chirurgici si riducono, l'intervento dura circa 20 minuti e, solitamente, il dolore post-operatorio è davvero contenuto. La ripresa necessita di un periodo di riposo e stampelle al fine di favorire la corretta integrazione del LCA”.

La ricostruzione del legamento crociato anteriore con Allograft è una procedura a minima invasività perché non è necessario prelevare tessuti dal paziente; questo consente una guarigione più rapida, come pure una veloce ripresa del lavoro e delle attività quotidiane. Inoltre modificando l’approccio chirurgico in relazione alla tipologia di lesione, si migliora notevolmente il rischio di recidiva di rottura.

Per informazioni e prenotazioni contatta Ospedale Cortina.
Revisionato da: Sanavio Manuel