Risonanza magnetica multiparametrica della prostata: i vantaggi in ambito diagnostico

Risonanza magnetica multiparametrica della prostata: i vantaggi in ambito diagnostico

Il Carcinoma prostatico è una patologia che colpisce prevalentemente gli uomini dopo i 50 anni; le nuove tecnologie diagnostiche permettono una diagnosi preventiva e, di conseguenza, una miglior capacità di risoluzione della patologia. Fra queste, la Risonanza Magnetica multiparametrica rappresenta una tecnologia centrale nell’iter diagnostico.   

Il dott. Valerio Forte, medico del servizio di Radiologia dell’Ospedale San Carlo di Nancy di Roma, ci spiega meglio in cosa consiste.  

 

Che cos’è la Risonanza Magnetica multiparametrica? 

Questo strumento di nuova generazione consente una valutazione approfondita della ghiandola prostatica. Si definisce multiparametrica perché vengono usati una serie di parametri per valutare l'organo, nello specifico parametri morfologici, di perfusione e di diffusione. L'insieme di questi elementi consente una valutazione più approfondita della ghiandola rispetto a quanto è stato fatto fino ad oggi per altri esami, come ad esempio l’ecografia transrettale.  
I pazienti che possono accedere alla risonanza magnetica multiparametrica della prostata sono solitamente pazienti dai 50 anni in su, spesso indirizzati da un urologo, per valutare l'eventuale presenza di infiammazione o lesione tumorale. A questo esame diagnostico si associano quelli clinici come, ad esempio, il rialzo del PSA, l’antigene prostatico specifico.

 

Quali sono i vantaggi della Risonanza Magnetica multiparametrica? 

"I vantaggi della risonanza magnetica multiparametrica della prostata” - spiega il dottor Forti - “sono innanzitutto una maggiore capacità di valutazione della ghiandola e identificazione di infiammazioni o dell'eventuale patologia neoplastica dell’organo. Un altro vantaggio molto importante è che si tratta di un esame poco invasivo: a differenza dell'ecografia transrettale non è necessario introdurre una sonda nel retto del paziente, che deve solo stendersi all’interno della risonanza magnetica, aspettare 20 minuti e poi può tornare alle sue attività quotidiane".  
 

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Revisione medica a cura di: Forte Valerio
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