TMS e terapia cognitivo comportamentale per ridurre il desiderio di fumare

TMS e terapia cognitivo comportamentale per ridurre il desiderio di fumare
La stimolazione magnetica transcranica, TMS, accompagnata dalla terapia cognitivo comportamentale, CBT (Cognitive Behavioral Therapy), aiuta a ridurre il desiderio di fumare o di consumare altre sostanze psicostimolanti, se di uso frequente.
La TMS è già stata sperimentata come un trattamento efficace per migliorare i sintomi di patologie neurologiche e psichiatriche, come ad esempio la malattia di Parkinson o di Alzheimer, la depressione e altre patologie.
Questa tecnica agisce attivando una plasticità dei sistemi e circuiti cerebrali stimolando i neuroni, le cellule presenti nel cervello, e le loro connessioni, le sinapsi, attraverso onde magnetiche applicate in zone specifiche, in prossimità della superficie esterna del capo. A seconda dell’area del cervello su cui agisce e del quadro clinico del paziente, la TMS aiuta a:
  1. rallentare i processi degenerativi tipici delle patologie neurologiche;
  2. ripristinare il funzionamento dei circuiti cerebrali preposti al controllo dell’umore nei pazienti con depressione;
  3. ridurre il desiderio di assunzione nei pazienti assuefatti a sostanze psicostimolanti, come la nicotina o altre sostanze e farmaci.
Presso la Clinica Santa Caterina da Siena di Torino, il collaborazione con la Casa di Cura San Giorgio, viene effettuato il trattamento di stimolazione magnetica transcranica.
Il dottor Augusto Consoli, neuropsichiatra, spiega come la TMS venga applicata in sinergia con la terapia cognitivo-comportamentale per superare l’uso problematico di sostanze.

Dottor Consoli, in che modo il fumo di sigaretta o altre sostanze psicostimolanti agiscono sul cervello creando assuefazione?

Il cervello regola le emozioni specialmente attraverso il sistema limbico, composto da una serie di nuclei e fibre nervose profonde che si collegano, tra l’altro, con la corteccia cerebrale orbito-frontale, area del cervello che riveste un ruolo fondamentale nella risposta emotiva e nella conseguente presa di decisioni. La funzione di regolazione di questo sistema, sia per la sua attivazione che per la sua inibizione, è svolta dai neurotrasmettitori, sostanze chimiche naturalmente presenti nel sistema nervoso, che hanno la capacità di eccitare o di inibire i circuiti cerebrali preposti allo sviluppo delle emozioni e di molte altre funzioni del sistema nervoso.
La nicotina, e in generale gli psicostimolanti, interferiscono con l’azione di diversi neurotrasmettitori. In parole semplici, queste sostanze alterano i messaggi che il cervello processa in particolare nel sistema limbico. I meccanismi attraverso i quali queste sostanze svolgono questa azione sono diversi ma, in generale, si può dire che modificano la quantità di alcuni neurotrasmettitori presenti nel nostro cervello come la dopamina, neurotrasmettitore utile al consolidamento della memoria e mediatore di sensazioni piacevoli, e il glutammato, che favorisce lo scambio di informazioni tra i neuroni ed ha una funzione stimolante e di naturale attivazione dei circuiti del nostro sistema nervoso.
Le sostanze psicostimolanti o un eccesso di farmaci psicoattivi introdotti nell’organismo dall’esterno, attraverso l’attivazione dei circuiti del sistema limbico, intensificano la sensazione del piacere e del senso di gratificazione. Da qui una sensazione di falso benessere che, in caso di uso problematico e prolungato, porta all’assuefazione e al desiderio difficilmente controllabile, definito craving, di assumere la sostanza psicostimolante a cui l’intero organismo, e in particolare il cervello, è ormai abituato.

Come agisce il trattamento combinato di TMS e terapia cognitivo comportamentale?

Sono tre gli aspetti che permettono di trattare efficacemente l'assuefazione a sostanze psicoattive:
  1. l’approccio clinico di alta specializzazione che permette una precisa valutazione clinica e una definizione personalizzata del trattamento
  2. la presa in carico complessiva della persona e della sua problematica di salute
  3. l’abbinamento tra stimolazione magnetica transcranica e terapia cognitivo comportamentale 
In base alla situazione clinica, possono essere prescritti anche dei farmaci, ma spesso TMS e CBT, utilizzate in sinergia e tenendo conto del quadro clinico del paziente, sono efficaci per trattare pazienti che fanno un uso problematico di nicotina o altre sostanze psicostimolanti.

Questo abbinamento di terapie agisce soprattutto sul craving, il desiderio di assumere la sostanza psicoattiva di cui si fa uso abituale che sostiene comportamenti impulsivi e difficili da controllare. Infatti, uno dei problemi più importanti nel divezzamento da tabacco e da altri psicostimolanti non è tanto la disintossicazione iniziale, ma è proprio la riduzione del desiderio di consumo sia nelle fasi precoci della terapia che a lungo termine.

La parte fondamentale della cura, allora, è controllare questo impulso per ridurre il rischio di ricadute.
Lo scopo del trattamento è che la persona abbia la possibilità di scegliere di smettere di utilizzare la nicotina o altre sostanze psicoattive, senza essere dominata dal desiderio. Questo è possibile solo ripristinando il controllo delle decisioni, che avviene soprattutto nell’area orbito-frontale del cervello liberando questa funzione dal condizionamento di false emozioni.

Qual è l’azione della TMS in questi casi?

La stimolazione magnetica transcranica interviene sui circuiti cerebrali alterati e aumenta la loro neuroplasticità: possiamo dire che ristabilisce il funzionamento delle cellule neuronali e delle loro connessioni, permettendo così un ritorno ad un funzionamento fisiologico dei meccanismi di neurotrasmissione e di controllo delle emozioni e delle decisioni.
La TMS viene utilizzata in combinazione con la Terapia Cognitivo Comportamentale perché mentre la Stimolazione Magnetica agisce sulla neurofisiologia, la psicoterapia permette al paziente di ridefinire in profondità l’approccio alla comprensione dei propri problemi e delle proprie decisioni e di rimodulare i comportamenti in modo più funzionale e coerente alle proprie scelte razionali.

Il trattamento con TMS è rischioso? Quanto dura?

Il trattamento con TMS non è rischioso e non è affatto doloroso. Poiché la tecnologia funziona producendo onde magnetiche, non è indicato per pazienti epilettici o per pazienti che hanno dispositivi metallici nel distretto testa-collo (clip chirurgiche, stent, schegge).
Il percorso, dalla valutazione clinica iniziale del paziente al completamento della serie di sedute di trattamento con TMS, dura circa un mese. In alcuni casi è utile proseguire con dei richiami con sedute di TMS nei mesi successivi.
La terapia cognitivo comportamentale e la presa in carico del paziente, invece, può spesso utilmente proseguire oltre il termine del ciclo di stimolazione magnetica transcranica.
Per maggiori informazioni contatta Clinica Santa Caterina da Siena allo +39 011 8199300 oppure tramite il form dedicato 
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