Anthea Hospital / 10 settembre 2020

Vene varicose: quando intervenire?

Vene varicose: quando intervenire?
Le cosiddette vene varicose sono il segno di una incontinenza valvolare a livello dei vasi sanguigni delle gambe, generalmente la grande safena e la piccola safena.

Cosa significa incontinenza valvolare

Le vene sono i vasi deputati a riportare il sangue verso il cuore. Ora, partendo dagli arti inferiori, questo percorso a ritroso è più faticoso perché il sangue deve scorrere dal basso verso l’alto. Proprio per facilitare questa circolazione, le vene sono dotate di valvole a nido di rondine che si chiudono dopo il passaggio del sangue, impedendogli di defluire e aiutandone la risalita verso il cuore.
Quando queste valvole si indeboliscono e si dilatano, si ha l’incontinenza valvolare che si manifesta nelle vene varicose.

I sintomi della patologia

I sintomi più tipici sono:
  • presenza di varici (dilatazioni delle vene, visibili dalla gamba perché sporgenti e tortuose)
  • colorazione rossiccia o bluastra attorno ai vasi degli arti inferiori
  • comparsa di nodi fibrosi
  • senso di pesantezza delle gambe
  • trombosi venosa superficiale
  • in alcuni casi prurito e bruciore.
Quando questa situazione diventa costante, si parla di malattia venosa cronica.

I fattori di rischio più comuni

L’incontinenza valvolare delle vene colpisce più le donne che gli uomini, con una percentuale del 60% per le prime, contro il 40% per i secondi.
Le cause accertate della patologia sono:
  • familiarità
  • sedentarietà
  • posizione eretta mantenuta a lungo
  • gravidanza.
 
Tuttavia, il fattore di rischio più importante sembrerebbe essere la postura: chi svolge professioni che richiedono di stare a lungo in piedi e in ambienti caldi, è più soggetto all’incontinenza valvolare.
Tra i professionisti più “a rischio”, da questo punto di vista, vi sono parrucchieri, baristi, assistenti di volo, infermieri e altri operatori sanitari.
 

Come intervenire

Se si avvertono i sintomi dell’incontinenza venosa, è sempre opportuno rivolgersi in prima battuta ad uno specialista. La terapia più frequente è con integratori naturali per esempio a base di polifenoli, flavonoidi come la diosmina, o derivati della vitis vinifera.
Alcuni rimedi casalinghi aiutano a trovare sollievo in caso di vene varicose, come per esempio mantenere le gambe sollevate.
La terapia farmacologica è invece necessaria quando vi sono altre patologie concomitanti o in caso di trombosi venosa.
 
Per quanto concerne la soluzione chirurgica, che è sia curativa che estetica, la tecnica tradizionale è quello dello stripping, che consiste nello sfilare le vene incontinenti dalla loro posizione, facendo in modo che il sangue defluisca verso i vasi sani e riprenda a circolare normalmente.

Il trattamento mininvasivo e indolore con scleromousse

Da circa vent’anni, invece, ha preso sempre più piede la tecnica mininvasiva di Ablazione Chimica Endovascolare Ecoguidata con scleromousse, sviluppata da un’équipe di medici europei tra i quali il dott. Gianluigi Rosi, responsabile dell’Ambulatorio di Angiologia di Anthea Hospital a Bari.

La procedura con scleromousse e i suoi vantaggi

La terapia con scleromousse è svolta con l’ausilio di un eco-color doppler che mostra al medico l’immagine dei vasi e delle loro diramazioni. Con aghi molto piccoli, si inietta nella vena una schiuma sclerotizzante (la scleromousse) che la chiude e la cicatrizza. La vena è perciò estromessa dal flusso sanguigno, che defluisce invece verso le vene sane. Si tratta di una terapia mininvasiva, che non richiede anestesia, adatta anche a pazienti di età avanzata. 
 
Osservate alcune piccole precauzioni dopo l’intervento, come per esempio indossare la calza elastica per alcuni giorni, una volta ottenuto un feedback positivo dall’angiologo è possibile ripetere la procedura già un mese dopo la prima somministrazione. Così si può intervenire anche su diramazioni periferiche del vaso, rimaste escluse dal primo trattamento.
Ad ogni modo, la terapia dà risultati visibili già dopo il primo intervento.
 
Per informazioni e appuntamenti, contatta l’Ambulatorio di Angiologia di Anthea Hospital 
Revisionato da: Rosi Gianluigi