San Pier Damiano Hospital

​L’adenotonsillectomia, cos'è e come trattarla

18 luglio 2018
​L’adenotonsillectomia, cos'è e come trattarla
L’intervento di adenotonsillectomia è una procedura chirurgica con la quale vengono rimosse tonsille ed adenoidi per facilitare la respirazione del bambino. Solitamente si consiglia di procedere all’intervento per evitare che queste si infettino frequentemente, comportando dolore e frequenti influenze. Nel gergo comune le conosciamo come le “tonsille”, cioè le ghiandole posizionate ai due lati della parte posteriore della bocca.
Le adenoidi, si trovano sulla parete posteriore della rinofaringe (che collega le fosse nasali con l'orofaringe). Insieme alle tonsille, formano la nostra difesa linfatica, anello di Waldeyer, creando una prima barriera difensiva nei confronti dei microrganismi provenienti dall'esterno.

Ci guida ad approfondire l’argomento, comprenderne l’entità e la possibile prevenzione il Dott. Andrea Cimatti, Coordinatore dell’Unità Operativa di Otorinolaringoiatria di San Pier Damiano Hospital.


Ma quand’è che si rende necessario operare per rimuovere le tonsille? 


Una delle cause più riscontrate nei pazienti è la sindrome da apnea ostruttiva (OSAS). Si presenta come un disturbo della respirazione, principalmente nelle ore notturne, con un’ostruzione che impedisce un corretto passaggio dell’aria e quindi la ventilazione adeguata e sufficiente dei polmoni. Nei pazienti in età pediatrica i genitori possono riconoscere questa sindrome dal episodi di russamento notturni, respirazione orale durante il sonno, sonno e deficit di attenzione durante il giorno. Il bambino può succedere che abbia anche episodi di enuresi notturna, tendenza nel fare pipì nel letto durante la notte. 
Le ripercussioni sulla salute sono facilmente intuibili: Si hanno quindi disturbi neuro cognitivi e comportamentali si ripercuotono facilmente dopo episodi simili.


Quando si rende necessario intervenire chirurgicamente?


Per essere candidabile all’intervento chirurgico, una tonsillite cronica deve presentarsi con almeno 5 episodi all’anno, durare per almeno un anno e dare una sintomatologia così grave da compromettere il normale svolgimento delle attività quotidiane. 

Occorre precisare che non saranno i soli puntini bianchi sulle tonsille a candidare un paziente all’intervento. Spesso depositi alimentari possono creare delle piccole raccolte biancastre all’interno degli avvallamenti tonsillari e simulare una placca. Si parla di placche successivamente un episodio febbrile importante (38° – 39°C).

Negli adolescenti o gli adulti poi, un episodio infettivo isolato può essere così aggressivo da generare un ascesso, ovvero una raccolta di pus tra la tonsilla e la parete della faringe sulla quale poggia. L’ascesso fa si che le terapie antibiotiche siano inefficaci e il caso è da trattare chirurgicamente.

Anche un’otite media acuta ricorrente può essere una condizione correlabile ad un aumento di volume delle tonsille, siamo di fronte ad episodi simili quando si verifica almeno tre volte all’anno, con sintomi locali e sistemici. 
In questi casi il bambino presenta un modesto calo dell’udito e sarà più taciturno. 


Le tecniche chirurgiche: esiste una tecnica migliore delle altre?


Ad oggi non si può ancora affermare che una delle tecniche sia, in assoluto, migliore delle altre. Qui subentra una forte componente di formazione personale, il chirurgo in base al paziente che deve operare. 


Ma quali sono le tecniche che possono essere proposte ai pazienti? 


A San Pier Damiano Hospital proponiamo la dissezione “a freddo”, la tecnica più storica ma ancora oggi molto efficace. Essa prevede la rimozione della tonsilla e la perdita ematica viene controllata con appositi tamponi per esercitare compressione e attraverso la legatura dei vasi con punti di sutura.

Tecnica più recente invece, che eseguiamo sempre a Faenza, è quella “a caldo”, che prevede di asportare la tonsilla e nello stesso tempo coagulare tutte le piccole emorragie che si vengono a formare. L’innovazione è proprio nella simultaneità tra la rimozione e la coagulazione. 

Dopo gli interventi i pazienti possono lamentare dolore alla gola, nausea e possono presentare episodi di vomito. Sono sintomi assolutamente normali, connessi alla ferita che viene arrecata dall’operazione e successivi all’anestesia. 
 

Quali possono essere le complicanze di questi interventi?


E’ importante sottolineare come l’adenotonsillectomia sia una delle procedure chirurgiche che registra il tasso più basso di complicanze.  

Non esistono certamente interventi chirurgici banali, le difficoltà si presentano in base all’anatomia e alle condizioni di salute del paziente. Alterazioni anatomiche dei vasi sanguigni che irrorano le tonsille, ad esempio, possono causare emorragie. Altre complicanze possono essere riconducibili all’anestesia.

Queste complicanze non devono scoraggiare ad effettuare visite ed interventi.Quando vi è una indicazione medica a procedere, l’intervento chirurgico è una soluzione che va praticata per apportare  tutti i benefici necessari al paziente, spesso pediatrico.
 
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