L’arteriosclerosi è un termine generico che indica un
processo cronico e degenerativo caratterizzato dall’ispessimento, dall’indurimento e dalla perdita di elasticità delle pareti arteriose. Questo fenomeno, che colpisce prevalentemente le arterie di medio e grosso calibro, compromette il flusso sanguigno e può portare a gravi complicanze cardiovascolari e cerebrali. Dato che con questo termine si indica tutta una serie di condizioni e che l’arteriosclerosi si manifesta spesso
in concomitanza con altre patologie, è abbastanza frequente confonderla con esse.
In genere, una delle domande più tipiche su questa patologia è: si tratta di arteriosclerosi o aterosclerosi?
Arteriosclerosi e aterosclerosi
C’è infatti una fondamentale differenza tra
arteriosclerosi e
aterosclerosi: la seconda è
la più comune e clinicamente significativa forma della prima. L’aterosclerosi è causata da insulti ripetuti alle pareti arteriose, con diversi fattori che contribuiscono a queste lesioni, tra cui
ipertensione arteriosa,
fumo di tabacco,
diabete e
alti livelli di colesterolo nel sangue. Si distingue per la formazione di placche aterosclerotiche – o ateromi – costituite da depositi di colesterolo, fibrina, cellule infiammatorie e calcificazioni. Queste placche si sviluppano all’interno delle pareti arteriose,
restringendo progressivamente il lume vascolare e ostacolando il flusso sanguigno. Le arterie più frequentemente colpite sono
le coronarie, le carotidi, l’aorta e le arterie degli arti inferiori. Ecco perché è assolutamente indispensabile prevenire e trattare l’aterosclerosi per ridurre il rischio di patologie cardiovascolari e non solo.
Differenza tra Alzheimer e arteriosclerosi
La correlazione tra
aterosclerosi e patologie neurodegenerative, come il
morbo di Alzheimer e la
demenza senile, è infatti oggetto di numerosi studi. In particolare, per quanto riguarda arteriosclerosi e Alzheimer si è osservato che
l’alterazione dei livelli di lipidi plasmatici, caratteristica dell’aterosclerosi, potrebbe essere direttamente coinvolta nell’insorgenza della patologia. La
dislipidemia, ovvero anomalie nella concentrazione di lipidi nel sangue, è un fattore di rischio riconosciuto per entrambe le condizioni, suggerendo una stretta associazione tra i due disturbi. Inoltre, anche
la compromissione della perfusione cerebrale, dovuta a lesioni vascolari aterosclerotiche, è stata indicata come un possibile
fattore scatenante primario. La riduzione del flusso sanguigno al cervello può portare a danni neuronali e deficit cognitivi, contribuendo alla progressione della patologia. Dunque, il morbo di Alzheimer e l’arteriosclerosi non rappresentano la stessa condizione, ma sono assai probabilmente collegati.
Demenza e arteriosclerosi
La
demenza senile è un declino progressivo delle funzioni cognitive che si manifesta tipicamente in età avanzata. Che differenza c’è tra demenza senile e
arteriosclerosi? Sebbene le cause possano essere diverse, anche in questo caso
l’arteriosclerosi gioca un ruolo importante nel peggioramento della funzione cerebrale delle persone anziane. L’indurimento e il restringimento delle arterie causati dall’arteriosclerosi riducono il flusso sanguigno al cervello,
impedendo un adeguato apporto di ossigeno e nutrienti alle cellule cerebrali. Questo deficit circolatorio
può contribuire a perdita di memoria, difficoltà di pensiero e rallentamento delle capacità cognitive, caratteristiche tipiche della demenza senile. Ecco quindi il legame fra arteriosclerosi e demenza senile: sebbene la demenza non sia causata esclusivamente da problemi vascolari, l’arteriosclerosi è un
fattore di rischio che accelera il deterioramento cognitivo in età avanzata, favorendo l’insorgenza dei sintomi.