Arteriosclerosi

L’arteriosclerosi è una patologia cronica e progressiva che comporta l’ispessimento e la riduzione di elasticità delle arterie.

Introduzione

L’arteriosclerosi è una patologia cronica e progressiva che interessa i vasi sanguigni, manifestandosi prevalentemente in età adulta o avanzata. 

Spesso i termini “arteriosclerosi” e “aterosclerosi” vengono citati come fossero sinonimi, ma presentano differenze specifiche. L’arteriosclerosi, infatti, comprende tutte le forme di indurimento, ispessimento e perdita di elasticità della parete arteriosa. Tra queste, l’aterosclerosi è caratterizzata dall’accumulo di materiali lipidici, proteici e fibrosi all’interno delle arterie. Un’altra patologia, ossia l’arteriolosclerosi, è invece causata da ispessimenti e calcificazioni nelle pareti dei vasi sanguigni di piccolo calibro (arteriole e vasi capillari). In generale, si può oggi dire che l’aterosclerosi è la forma di arteriosclerosi più diffusa nel mondo occidentale.

Per capire esattamente l’arteriosclerosi, cos’è e come si manifesta, è utile recuperare alcune informazioni sul sistema cardiovascolare.

Che cos’è l’arteriosclerosi e la sua relazione con il sistema cardiovascolare

L’arteriosclerosi comporta un ispessimento e una riduzione dell’elasticità delle arterie, causando una diminuzione del flusso sanguigno destinato ai tessuti irrorati dall’arteria compromessa. Il processo arteriosclerotico si sviluppa lentamente nell’arco di diversi anni o decenni, spesso in assenza di sintomi evidenti. Le arterie possono restringersi progressivamente a causa di depositi lipidici senza che il soggetto avverta alcun disturbo, rendendo difficile una diagnosi precoce. Sebbene infatti i primi segni possano comparire già durante l’infanzia sotto forma di strie lipidiche, l’arteriosclerosi rimane spesso asintomatica fino a stadi avanzati.

Essenziale per una buona circolazione del sangue, il sistema cardiovascolare è composto dai seguenti elementi:
  • Cuore, la pompa centrale che garantisce la propulsione del sangue nell’organismo.
  • Arterie e arteriole, i vasi che trasportano il sangue dal cuore verso i tessuti e gli organi periferici.
  • Capillari, i vasi più sottili derivanti dalla ramificazione delle arterie, che consentono lo scambio di nutrienti e gas con i tessuti.
  • Vene, responsabili del ritorno del sangue al cuore dopo la distribuzione periferica.
La circolazione sanguigna garantisce alcune fondamentali funzioni, tra cui:
  • L’apporto di ossigeno e nutrienti alle cellule.
  • Il trasporto di globuli bianchi per la difesa immunitaria e di ormoni per la regolazione dell’organismo.
  • L’eliminazione delle sostanze di scarto e dell’anidride carbonica.
  • Il mantenimento del pH corporeo e della temperatura.
Se essa viene ostacolata dalla presenza di ispessimenti, il benessere dell’organismo ne risente gradualmente, fino a conseguenze anche molto rischiose. 

I sintomi di arteriosclerosi

Come si manifesta l’arteriosclerosi? Non è semplice rispondere a questa domanda, in quanto essa non provoca segnali particolari se non nelle sue fasi più avanzate. Non sono quindi identificabili primi sintomi di arteriosclerosi. Questa condizione si rende quindi evidentemente manifesta nel caso in cui insorgano sintomi distintivi di restringimenti oppure ostruzioni significative in specifiche zone del corpo.
 

Arteriosclerosi coronarica

In caso di coinvolgimento delle arterie coronarie, il sintomo principale è l’angina pectoris, un dolore toracico che si manifesta quando una parte del muscolo cardiaco non riceve una quantità sufficiente di sangue. Questo dolore può a sua volta evolversi nelle seguenti modalità:
  • Oppressione o senso di peso sul petto.
  • Irradiazione del dolore toracico a spalle, braccia, collo, mandibola, addome o schiena.
  • Peggioramento con lo sforzo fisico e miglioramento con il riposo.
  • Innesco del dolore in situazioni di stress emotivo, freddo o digestione.
Altri sintomi di arteriosclerosi comprendono:
  • Affanno (dispnea).
  • Aritmie, ovvero alterazioni del ritmo cardiaco.
Se le placche aterosclerotiche interessano anche le arterie coronariche più piccole, causando la malattia microvascolare coronarica, caratterizzata da angina pectoris, affanno, disturbi del sonno, stanchezza e mancanza di energia.
 

Arteriosclerosi carotidea e cerebrale

Le arterie carotidi trasportano sangue ossigenato al cervello. Quando le placche riducono o bloccano il flusso sanguigno, si può sviluppare l’arteriopatia carotidea, con sintomi che possono preannunciare un ictus:
  • Debolezza improvvisa.
  • Paralisi o intorpidimento di faccia, braccia o gambe, solitamente su un lato del corpo.
  • Confusione e difficoltà a comprendere o esprimere il linguaggio.
  • Disturbi della vista, fino alla perdita totale della visione di uno o entrambi gli occhi.
  • Problemi respiratori.
  • Vertigini, difficoltà a camminare, perdita di equilibrio o coordinazione.
  • Svenimenti improvvisi.
  • Cefalea intensa e improvvisa.
 

Arteriosclerosi periferica

Quando le placche si formano nei vasi sanguigni che irrorano le gambe, le braccia e la pelvi, si parla di arteriopatia periferica. I sintomi includono:
  • Dolori crampiformi alle gambe durante il movimento (claudicatio intermittens).
  • Intorpidimento e formicolio agli arti colpiti.
  • Sensazione di freddo nella zona interessata.
  • Infezioni difficilmente guaribili e, nei casi più gravi, rischio di ulcere o gangrena.
 

Arteriosclerosi renale

Le arterie renali trasportano sangue ossigenato ai reni. La formazione di placche può determinare una nefropatia cronica, che si manifesta con il progressivo deterioramento della funzionalità renale. I sintomi iniziali possono essere assenti, ma con la progressione della patologia possono comparire:
  • Ipertensione mal controllata.
  • Affaticamento persistente.
  • Cambiamenti nelle abitudini urinarie (aumento o riduzione della minzione).
  • Perdita di appetito.
  • Nausea e disturbi gastrointestinali.
  • Gonfiore a mani e piedi.
  • Prurito persistente o intorpidimento.
  • Difficoltà di concentrazione.

Arteriosclerosi: cosa provoca

L’arteriosclerosi può avere conseguenze di varia natura per il sistema cardiocircolatorio, in alcuni casi anche potenzialmente fatali. Esse si sono già rese riconoscibili attraverso i sintomi sopra descritti:
  • Cardiopatia ischemica cronica, caratterizzata dal restringimento o dall’ostruzione delle arterie coronarie, responsabili del trasporto di sangue ossigenato al cuore. Tale condizione è dovuta alla formazione di placche composte da grassi, colesterolo, calcio e altre sostanze presenti nel sangue. 
  • Angina pectoris, dolore toracico di tipo costrittivo provocato da una temporanea riduzione dell’afflusso di sangue al cuore, determinato da una carenza di ossigeno nel tessuto cardiaco. Generalmente si manifesta durante sforzi fisici intensi e si attenua con il riposo entro pochi minuti.
  • Infarto del miocardio, evento acuto caratterizzato da un dolore toracico improvviso e costrittivo, causato dalla necrosi di una porzione del muscolo cardiaco per via di un’ostruzione coronarica che riduce drasticamente l’apporto di ossigeno, causando quindi danni irreversibili al tessuto. Questa è una condizione tempo dipendente che richiede un trattamento in emergenza.
  • Ictus: la riduzione o l’interruzione del flusso sanguigno in un’arteria del cervello provocano la morte delle cellule cerebrali. Può essere di tipo ischemico, causato dall’ostruzione di un’arteria, o emorragico, dovuto alla rottura di un vaso sanguigno.
  • Attacco ischemico transitorio (TIA): si tratta di una breve interruzione dell’afflusso sanguigno cerebrale, con sintomi simili a quelli di un ictus, ma che si risolvono entro 24 ore. Rappresenta comunque un importante segnale d’allarme per un possibile ictus futuro.
  • Arteriopatia periferica, causata dal restringimento delle arterie che forniscono sangue agli arti inferiori e, meno frequentemente, a quelli superiori.
Date le possibili conseguenze e la fondamentale asintomaticità della condizione, è indispensabile adottare un approccio proattivo dal punto di vista della prevenzione, compresi regolari controlli presso centri specializzati.

Arteriosclerosi: le cause

L’arteriosclerosi ha origine da un progressivo restringimento delle arterie, in particolare nell’aterosclerosi, a causa della formazione di placche, chiamate ateromi. Queste placche sono composte da accumuli di grasso, come colesterolo, nonché da cellule infiammatorie che si depositano sotto il rivestimento interno dell’arteria, noto come endotelio. Inoltre, la proliferazione di tessuto connettivo contribuisce alla progressiva riduzione del lume arterioso, ovvero della cavità interna del vaso sanguigno, ostacolando il flusso del sangue. È da ricordare che il tessuto connettivo svolge una funzione fondamentale di sostegno, collegamento e nutrimento per gli altri tessuti del corpo umano. Con il tempo, l’evoluzione della placca aterosclerotica può provocare una riduzione significativa della dimensione del lume arterioso, ulcerazioni della placca stessa e la formazione di coaguli di sangue (trombi), che possono portare all’occlusione totale e improvvisa del vaso.

Numerosi fattori possono aumentare il rischio di sviluppare l’arteriosclerosi. Sebbene l’avanzare dell’età rappresenti il principale elemento predisponente, in quanto comporta una naturale perdita di elasticità delle arterie e l’accumulo progressivo di placche aterosclerotiche, esistono molteplici condizioni e stili di vita che possono accelerare il processo patologico:
  • Ipertensione arteriosa: l’aumento cronico della pressione sanguigna esercita un’eccessiva sollecitazione sulle pareti arteriose, provocandone l’infiammazione e il danneggiamento e favorendo la deposizione di placche aterosclerotiche.
  • Ipercolesterolemia: livelli elevati di colesterolo LDL ("colesterolo cattivo") favoriscono l’accumulo di lipidi nelle arterie, mentre concentrazioni più alte di colesterolo HDL ("colesterolo buono") hanno un effetto protettivo sulla salute vascolare.
  • Fumo di tabacco: le sostanze chimiche presenti nel fumo danneggiano l’endotelio vascolare, contribuendo alla formazione di placche e aumentando il rischio di trombosi e malattie cardiovascolari.
  • Diabete mellito: l’eccesso di glucosio nel sangue provoca alterazioni vascolari, infiammazione cronica e un aumento dello stress ossidativo, tutti fattori che accelerano il processo aterosclerotico.
  • Obesità e sovrappeso: l’accumulo di grasso corporeo è associato a un incremento della pressione arteriosa, alterazioni dei lipidi ematici e resistenza all’insulina.
  • Sedentarietà: l’assenza di attività fisica riduce l’efficienza del sistema cardiovascolare, compromettendo la circolazione sanguigna e favorendo l’accumulo di grassi nel sangue.
  • Alimentazione scorretta: una dieta ricca di sale, grassi saturi e zuccheri raffinati, nonché povera di fibre, frutta e verdura, contribuisce all’ipercolesterolemia e all’infiammazione cronica.
  • Consumo eccessivo di alcol: può aumentare la pressione sanguigna, promuovere l’accumulo di grassi nel fegato e alterare il metabolismo lipidico.
  • Stress cronico: l’esposizione prolungata a stress psico-fisico può determinare un aumento della pressione arteriosa e della produzione di ormoni come il cortisolo, con effetti negativi sulla salute cardiovascolare.
  • Familiarità: la predisposizione genetica gioca un ruolo importante, in particolare se in famiglia si sono verificati casi di patologie cardiovascolari in età precoce (prima dei 55 anni negli uomini e prima dei 60 nelle donne).

Come si accerta la diagnosi di arteriosclerosi

Si è già accennato all’importanza della prevenzione attiva: l’arteriosclerosi deve infatti essere individuata quanto più precocemente possibile e, dato che non provoca sintomi particolari se non in stadio avanzato, è essenziale sottoporsi a regolari visite cardiologiche per valutare la situazione, soprattutto dopo i 40 anni d’età.

Imprescindibile in questo contesto è il ruolo degli esami del sangue, che permettono di misurare i livelli di colesterolo totale, colesterolo LDL e HDL, trigliceridi, omocisteina (aminoacido la cui presenza elevata nel sangue può significare rischio cardiovascolare o carenze vitaminiche), oltre ad alcuni marcatori infiammatori specifici.

Se si sospettano ostruzioni delle arterie, sono infine da eseguire alcuni esami strumentali:
  • Ecocolordoppler: grazie all’uso di ultrasuoni, è possibile studiare il flusso sanguigno attraverso le arterie. Consente di individuare un’eventuale ostruzione del flusso sanguigno nelle carotidi, nelle arterie periferiche e in altri vasi sanguigni.
  • Angio-TAC: esame non invasivo che mediante l’utilizzo di mezzo di contrasto permette di fare una fotografia alle arterie di vari distretti (coronarico, carotideo o periferico). 
  • Angiografia, accertamento interventistico che prevede l’uso di radiazioni e di un mezzo di contrasto. Le arterie diventano visibili con grande precisione e altrettanto evidenti sono quindi le possibili ostruzioni. 

La cura per l’arteriosclerosi

Come curare l’arteriosclerosi una volta individuata? 

Il trattamento  prevede un approccio che include modifiche dello stile di vita, terapie farmacologiche e, nei casi più gravi, interventi medici o chirurgici per ridurre il rischio di complicanze cardiovascolari. In sintesi, l’arteriosclerosi necessita di cure di tipo combinato e multidisciplinare. 

Uno stile di vita sano deve comprendere:
  • Alimentazione equilibrata, con una riduzione del consumo di grassi saturi e un aumento di frutta, verdura, cereali integrali e grassi sani come quelli presenti negli oli vegetali, nelle noci e nell’avocado.
  • Attività fisica regolare, come camminata, nuoto, ciclismo o jogging, per favorire la salute del cuore, il controllo del peso e la riduzione della pressione arteriosa e dei livelli di colesterolo. Si consiglia almeno 150 minuti di attività aerobica moderata o 75 minuti di attività intensa a settimana, accompagnati da esercizi di potenziamento muscolare almeno due volte a settimana.
  • Abolizione del fumo, essenziale per ridurre il rischio di danni vascolari e migliorare la salute generale.

Quando le modifiche dello stile di vita non sono sufficienti, come si cura l’arteriosclerosi? Il medico può prescrivere farmaci per controllare i fattori di rischio:
  • Statine, che riducono i livelli di colesterolo LDL e il rischio di eventi cardiovascolari.
  • Antipertensivi, per il controllo della pressione arteriosa e la protezione delle arterie.
  • Antiaggreganti piastrinici, come l’aspirina, per prevenire la formazione di coaguli e ridurre il rischio di infarto o ictus.
  • Farmaci ipolipemizzanti, per regolare i livelli di colesterolo LDL e HDL.
  • Farmaci antidiabetici, per mantenere sotto controllo i livelli di glucosio nel sangue.

Nei casi più gravi, possono essere necessari interventi chirurgici, tra cui:
 
  • Angioplastica con stent, che prevede l’inserimento di una protesi metallica per mantenere aperta l’arteria (attuabile in distretto coronarico, carotideo o periferico).
  • Endoarteriectomia carotidea, procedura chirurgica per rimuovere le placche dalle arterie carotidi e prevenire l’ictus.
  • Bypass arterioso, che crea un percorso alternativo per il flusso sanguigno aggirando le arterie ostruite.
  • Chirurgia di rivascolarizzazione periferica, per ripristinare il flusso sanguigno nelle arterie periferiche.

Come si fa prevenzione per l’aterosclerosi

Le strategie preventive comprendono innanzitutto pratiche simili a quelle utilizzate per il trattamento:
  • Adozione di una dieta sana ed equilibrata.
  • Attività fisica costante.
  • Abolizione del fumo.
  • Mantenimento di un peso corporeo ottimale.
Ulteriori azioni includono:
  • Gestione dello stress, mediante tecniche di rilassamento come meditazione, yoga e respirazione profonda.
  • Controllo regolare della pressione arteriosa.
  • Screening periodici, con esami di routine per la misurazione del colesterolo, della pressione sanguigna e dei livelli di glucosio.

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