I settori della
Chirurgia ortopedica e dei
trattamenti non chirurgici negli ultimi anni hanno fatto grandi passi in avanti con tecnologie innovative e terapie personalizzate.
Il
dott.
Gioachino Lo Bianco,
responsabile dell’U.O. di
Ortopedia e Traumatologia di
Villa Lucia Hospital, a Conversano (Bari), approfondisce le innovazioni principali da conoscere,
la chirurgia robotica applicata alla protesica,
il protocollo Fast Track per il percorso perioperatorio del paziente e il trattamento con cellule staminali nei casi di artrosi al ginocchio e
dell'anca.
Chirurgia robotica
Si tratta di un’implementazione della chirurgia tradizionale, una tecnica che assiste con un robot di ultima generazione lo specialista esperto durante l’intervento, consentendo di ridurre al massimo complicanze ed errori nel posizionamento della protesi e di rispettare al meglio il tessuto osseo e le parti circostanti. In questo modo è possibile ridurre l’impatto sulla zona, il dolore e il sanguinamento, favorendo un recupero ottimale e dimissioni più rapide rispetto alla procedura tradizionale (a 2-5 giorni dall’intervento).
Per cosa si utilizza la Chirurgia robotica in Ortopedia
La
Chirurgia robotica trova applicazione in
Ortopedia nell’impianto protesico di ginocchio (sia monocompartimentale, detto anche mini protesi, sia totale) e di anca.
La sala di
Ortopedia e Traumatologia di
Villa Lucia Hospital è dotata di sistema
robotico Navio, una tecnologia che assicura maggiore precisione e personalizzazione negli interventi di protesi.
Come funziona il sistema Navio
Il
sistema Navio, guidato da un chirurgo esperto,
consente di:
- pianificare l’intervento, utilizzando sensori che rilevano l’anatomia e il movimento dell’articolazione, creando una ricostruzione tridimensionale (solitamente senza la necessità di studi preliminari come TC, TC 3D o altre metodiche invasive);
- guidare la procedura in sala operatoria, assicurando tagli precisi e mirati;
- posizionare la protesi in maniera ottimale, con maggiore precisione e sicurezza.
I principali
vantaggi per il paziente sono:
- riduzione del dolore e del rischio di complicazioni postoperatorie;
- recupero più rapido e ottimale;
- miglior posizionamento della protesi, che si adatta meglio all’anatomia del ginocchio.
Protocollo Fast Track
Il
protocollo Fast Track può essere applicato sia alla chirurgia protesica tradizionale sia a quella robot assistita.
Si tratta di un approccio multidisciplinare che mira a ottimizzare la gestione del paziente in tutte le fasi dell’intervento chirurgico, dalla preparazione preoperatoria alla riabilitazione post-intervento, favorendo un recupero più rapido e un ritorno alla normale funzionalità.
Questo protocollo prevede un’integrazione tra competenze diverse, come chirurgia, anestesia, riabilitazione e fisiatria, per garantire un percorso personalizzato e mirato alle esigenze del paziente, attuando strategie come
vie di accesso mininvasive e speciali punti di sutura per una guarigione di tessuti molli e cicatrice ottimale, oltre che un recupero migliore e più rapido dell’articolarità.
Trattamenti non chirurgici: le cellule staminali
Le novità nel trattamento di
artrosi al ginocchio e
dell'anca si basano sull’impiego di
cellule staminali.
Prelevando dal grasso - generalmente periombelicale - tramite un sistema di ultrafiltraggio, si estraggono le cellule staminali, che in un secondo momento con un’infiltrazione raggiungono l’ambiente articolare di anca o ginocchio.
Più giovane è il paziente e maggiori risultano qualità e quantità delle cellule staminali prelevate, per questo i pazienti sono selezionati al massimo fino a 60-65 anni, per ottenere un’efficacia ottimale o soddisfacente.
Si tratta di una medicina “
riparativa” che consente di riequilibrare l’ambiente articolare in maniera tale che il paziente subisca meno dolore e meno limitazione funzionale.
Importante sapere che il trattamento con staminali non ha una vera e propria capacità rigenerativa della cartilagine: la situazione osteo-articolare risulta pressoché invariata, tanto che (di solito a medio o lungo termine) è necessario comunque valutare un intervento protesico.