Artrosi al ginocchio

L’artrosi al ginocchio (o gonartrosi) è un processo degenerativo della cartilagine articolare

L’artrosi al ginocchio (o gonartrosi) è un processo degenerativo della cartilagine articolare e può essere:
  • primaria: causata da fattori genetici e costituzionali (come il ginocchio vero o valgo);
  • secondaria: come conseguenza di traumi o di malattie infiammatorie come l’artrite reumatoide o di interventi chirurgici al ginocchio (per es. post-meniscectomia). 
La cartilagine funge da rivestimento protettivo delle superfici articolari ed ha la funzione di limitare l’attrito tra le ossa che formano il ginocchio (femore, tibia e rotula). Fisiologicamente nel corso degli anni tende ad usurarsi e tale condizione progressiva e irreversibile provoca dolore soprattutto quando l’articolazione è sotto sforzo.

La cartilagine articolare del ginocchio è una cartilagine di tipo Ialina ed è un tessuto perenne che non ha la capacità di rigenerarsi; proprio per questo motivo, nel momento in cui comincia a deteriorarsi si determina un aumento dell’attrito a carico delle superfici articolari che comporta una graduale riduzione del movimento articolare seguita da gonfiori e dolori a carico del ginocchio stesso. 
Ci sono diversi fattori che portano a questa condizione, fra i quali: 
  • età: l’assottigliamento della cartilagine e il suo conseguente deterioramento è favorito dal naturale invecchiamento delle strutture dell’organismo. L’artrosi al ginocchio compare generalmente dopo i 50 anni, ma può riguardare anche persone di giovane età,
  • sesso: secondo le ricerche, in Italia la patologia interessa il 12,1% della popolazione (Fonte: https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/tools-della-salute/glossario-delle-malattie/artrosi), e in maniera più significativa le donne (soprattutto durante e dopo la menopausa) rispetto agli uomini,
  • sovrappeso o obesità: il peso eccessivo favorisce l’usura della cartilagine e delle strutture meniscali, 
  • familiarità: se uno o più familiari sono affetti da artrosi, ci sono più probabilità di soffrirne,
  • predisposizione genetica: la presenza di alcune malattie genetiche (come l’emofilia) e malattie reumatiche (come l’artrite reumatoide) favoriscono la comparsa di artrite al ginocchio, 
  • traumi al ginocchio: possono danneggiare o direttamente le superfici articolari o indirettamente le strutture tipo i menischi che concorrono alla protezione della cartilagine stessa, 
  • deviazioni assiali degli arti: deviazioni importanti dell’asse degli arti inferiori in varo o in valgo determinano inevitabilmente un precoce sovraccarico rispettivamente del compartimento interno o esterno del ginocchio che quindi svilupperà precocemente un quadro artrosico. 

L’artrosi di ginocchio provoca una graduale deformazione dell’articolazione con una limitazione progressiva dei. Il dolore è uno dei principali sintomi ed in genere aumenta quando si fa eccessivo movimento o attività fisica, mentre tende a migliorare con il riposo. 
Altri sintomi che si possono verificare sono: 

  • gonfiore, 
  • scricchiolii e scrosci dell’articolazione, soprattutto quando si fanno movimenti del ginocchio,
  • rigidità articolare,
  • senso di calore eccessivo, visibile a occhio per presenza di rossore

Dopo l’anamnesi e l’esame obiettivo, il medico può richiedere esami di approfondimento per accertare la presenza di artrosi al ginocchio e soprattutto per stadiare il grado ed impostare le terapie più adeguate. Gli esami principali sono: radiografia delle ginocchia sotto carico ed in proiezioni di Rosemberg e Risonanza Magnetica.
 

Quando l’artrosi è sintomatica, il medico può prescrivere farmaci per uso orale (antinfiammatori e analgesici) per alleviare il dolore. Comuni sono anche le infiltrazioni con acido ialuronico o cortisonici che donano sollievo all’articolazione e facilitano i movimenti e più di recente, in casi selezionati, si può ricorrere alle infiltrazioni di gel piastrinico.
In associazione, il paziente può svolgere anche della fisioterapia adeguata, così da migliorare la mobilità del ginocchio, alleviando i sintomi.
Di fronte al fallimento dei trattamenti di tipo conservativo e nei casi di grave danno artrosico diventa necessario il ricorso al trattamento di tipo chirurgico che consiste nel rivestire la parte usurata mediante l’impianto di una protesi di ginocchio.
L’intervento di protesi di ginocchio può essere: 
  • totale: nel caso in cui venga ricostruita e rivestita l’intera superficie articolare del femore, della tibia ed in alcuni casi anche della rotula; 
  • mono-compartimentale o parziale: quando viene rivestita solo la parte maggiormente danneggiata conservando i legamenti articolari del ginocchio e le parti ancora sane dell’articolazione.
Si tratta di interventi che possono essere eseguiti con tecniche mininvasive, grazie alle quali, non solo l’incisione per l’inserimento della protesi è di pochi centimetri, ma si riducono i rischi legati a un intervento classico e anche i tempi di degenza e di recupero sono estremamente ridotti.

Inoltre, per gli interventi di protesi al ginocchio, alcune strutture di GVM Care & Research utilizzano la chirurgia robotica sia per le protesi totali che per le mono-compartimentali: tale tecnologia consente una estrema precisione ed accuratezza nel posizionamento delle componenti protesiche e permette al chirurgo esperto di ricreare una perfetta anatomia dell’articolazione, requisito indispensabile per un risultato funzionale ottimale e per una durata maggiore nel tempo dell’impianto protesico.
Fondamentale rimane il trattamento riabilitativo post-operatorio, necessario per garantire una rapida e completa ripresa della funzionalità del ginocchio operato.
Le informazioni contenute nel Sito, seppur validate dai nostri medici, non intendono sostituire il rapporto diretto medico-paziente o la visita specialistica.

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