Clinica Privata Villalba / 18 luglio 2022

Colonscopia virtuale, cos’è e come si esegue?

Colonscopia virtuale, cos’è e come si esegue?
La colonscopia virtuale è un esame diagnostico di primo livello per la diagnosi precoce delle patologie del colon retto, consente di identificare neoformazioni potenzialmente pericolose, anche di entità millimetrica, e di valutare il grado di interessamento della parete intestinale, dei tessuti e degli organi addominali adiacenti. In pochi minuti, consente di esaminare l’intestino cieco, il colon e il sigma-retto in maniera completa ed esauriente anche quando non possono essere esplorati tramite la tradizionale colonscopia ottica. Ne abbiamo parlato con il dott. Andrea Calafiore, specialista in Gastroenterologia presso Clinica Privata Villalba di Bologna.

Solitamente è un esame prescritto a pazienti che riportano anomali dolori addominali, stitichezza improvvisa, dissenteria per lunghi periodi e perdite di sangue dal retto. Permette di individuare ed esaminare:
  • Infiammazioni dei tessuti
  • Lesioni, diverticolipolipi
  • Occlusioni
  • Neoplasie benigne o maligne anche di entità millimetrica
  • Il grado di interessamento della parete intestinale, dei tessuti e degli organi addominali adiacenti.
 
Come si svolge l’esame?
La colonscopia virtuale – spiega il dott. Calafiore – consiste in un esame TC a bassa dose di radiazioni, che permette una ricostruzione 3D al computer della superficie mucosa del colon. L’esame dura pochi minuti e si svolge in questo modo:
  • Lo studio si esegue in doppio decubito, con il paziente in posizione prona e supina allo scopo di differenziare le lesioni da eventuali residui fecali.
  • Tramite l’inserimento di un sondino sottile e flessibile nel retto s’introduce dell’aria (anidride carbonica), per distendere le pareti del colon e permettere la visualizzazione.
  • Vengono effettuate 2 scansioni TC che hanno una durata media di pochi secondi.
  • Con le immagini acquisite e l’uso di particolari software si realizza una sorta di navigazione all’interno del lume del colon per identificare differenti lesioni e patologie.

A differenza della colonscopia tradizionale nella quale è possibile intervenire immediatamente, con quella virtuale viene effettuato il solo studio diagnostico. In caso venisse rilevata la presenza di polipi, per rimuoverli sarà necessario effettuare in un secondo momento la colonscopia tradizionale.
 
Quale preparazione è prevista?
La preparazione è analoga a quella della colonscopia tradizionale, preparazione intestinale con dieta apposita nei tre giorni precedenti l’esame e utilizzo di un blando lassativo il giorno precedente. La colonscopia virtuale non necessita di sedazione e viene effettuata utilizzando un’apparecchiatura radiologica non invasiva TC multistrato e un software per immagini dedicato. L’esame prevede la somministrazione, per bocca o in vena, di un mezzo di contrasto contenente iodio. Per tale motivo verrà richiesto di eseguire anche le analisi del sangue per valutare i valori della creatinina e dell’urea.
 
Ci sono controindicazioni?
La colonscopia virtuale è un esame sicuro, che non presenta rischi né particolari controindicazioni, accurato, e ben tollerato dal paziente. Le uniche controindicazioni all’esecuzione sono la presenza di addome acuto, colite ulcerosa, diverticolite attiva, recenti interventi chirurgici sul grosso intestino o sulla pelvi e gravidanza.

Il posizionamento della sonda rettale non comporta di norma dolore per il paziente. Potrebbe, invece, risultare un po’ fastidiosa l’insufflazione di aria nell’intestino, per tale motivo le verrà iniettato un farmaco che serve a rilassare la muscolatura intestinale e a diminuire la sensazione di tensione addominale.
 
Che differenza c’è rispetto alla colonscopia tradizionale?
Questa procedura rappresenta attualmente una valida alternativa alla colonscopia convenzionale nella prevenzione del tumore del colon-retto, e risulta, in alcuni casi, più precisa perché consente di superare ostacoli naturali che l’endoscopia non riesce a oltrepassare. Una delle principali indicazioni riguarda infatti i pazienti sottoposti a colonscopia ottica risultata incompleta per cause anatomiche o aderenze post-chirurgiche o meccaniche (stenosi). A scopo preventivo invece, la colonscopia virtuale può essere indicata per tutti i soggetti, maschi e femmine, di età superiore ai 50 anni.

L’esame non è doloroso perché viene insufflata anidride carbonica, che viene assorbita naturalmente dal colon senza creare alcun disagio. Rispetto alla colonscopia tradizionale gli unici giudizi che non può fornire sono quelli istologici, per esempio sulla mucosa. La colonscopia virtuale è inoltre “non-interventiva”: il principale limite o svantaggio rispetto alla colonscopia tradizionale rimane l'impossibilità di intervenire durante l'esame stesso per eseguire piccoli prelievi bioptici o per asportare un polipo anomalo.
 
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Revisione medica a cura di: Dott. Andrea Calafiore
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