Anthea Hospital / 20 settembre 2021

Combattere un meningioma con la Gamma Knife: la storia di Rosanna

Combattere un meningioma con la Gamma Knife: la storia di Rosanna
Il meningioma è un tumore delle membrane meningee che, a seconda della zona in cui si localizza, può causare alterazioni della sensibilità, paralisi, variazioni dell’umore, attacchi epilettici, cefalea localizzata, disturbi del linguaggio e compromissione delle facoltà intellettive.

Abbiamo intervistato Rosanna, donna e mamma che proprio alla vigilia della Festa della Mamma ha scoperto di soffrire di questa patologia ma oggi, grazie anche ad un intervento di Gamma Knife effettuato presso l’Anthea Hospital di Bari, sta piano piano ritornando a prendere in mano la sua vita e le attività quotidiane, senza smettere mai di combattere. 

Rosanna, cosa è successo alla vigilia della Festa della mamma?

Il mio racconto inizia nel maggio del 2020, dove nella prima domenica del mese ho un malore con crisi convulsive. Vengo così ricoverata all’ospedale di Potenza, dove, dopo alcune analisi mi viene diagnosticato un meningioma alla tempia sinistra da operare.

Dopo alcuni giorni di immobilizzazione a letto, esattamente nel giorno della Festa della Mamma, vengo operata. Il mio primo pensiero è andato subito alla mia condizione e alla mancanza di affetto verso mio figlio che potevo vedere solo in videochiamata, vista la situazione sanitaria che ancora oggi viviamo. Mi aspettava una dura prova e quello che mi ha dato la forza di affrontare questo lungo intervento, anche se a distanza, sono stati proprio loro, i miei cari. Tutto questo anche per poter essere ancora una mamma.   

Quali sensazioni ha provato nel momento della diagnosi e come è cambiata la sua quotidianità?

Per me ritrovarmi in un letto di ospedale ferma ed immobile per alcuni giorni è stata un’esperienza quasi traumatizzante. Ho sempre avuto una vita molto frenetica: dal mattino presto fino alla sera gli impegni non mancavano, tra scuola di mio figlio, lavoro e faccende domestiche. Tanto stress ma anche molte soddisfazioni sia a livello professionale che umano.

In quel momento tutto sembrava finito per sempre e questo stato mi faceva sentire anche inutile.

L’affetto dei miei cari e la possibilità di riprendermi, anche se non del tutto, è stata una molla che mi ha spinto ad affrontare questa nuova situazione

Cosa sapeva di questa patologia prima della diagnosi?

Purtroppo, avevo già avuto a che fare con questa patologia, seppur non direttamente. Mio suocero alcuni anni prima era stato colpito da un glioblastoma di più di 5,5 cm che se l’era portato via. Tre mesi dopo questo evento nacque mio figlio quasi a ricevere il testimone dal nonno. In quei mesi nonostante il mio stato di gravidanza, ero l’unica persona da cui mio suocero si faceva toccare così da poterlo accudire: posso quindi dire di averla vissuta da vicino.

In quel momento invece mi trovavo io nella veste di paziente e lo sconforto era tantissimo.   

Quale è stato il percorso successivo all'operazione che l'ha portata ad Anthea Hospital?

L’operazione aveva ridotto le dimensioni del meningioma ma per completare l’asportazione degli altri residui mi è stato consigliato di effettuare un intervento di Gamma Knife presso un’altra struttura. Dopo una serie di valutazioni e sotto consiglio dei miei familiari mi metto così in contatto con l’Anthea Hospital di Bari e in particolare con il Reparto di Neuro-Chirurgia-Gamma Knife, diretto dal Dott. Antonello Ceddia.

Conosceva già questa struttura e che trattamenti ha poi effettuato?

Conoscevo Anthea Hospital perchè mia sorella si era sottoposta li ad un intervento alla colonna vertebrale. Così quando ho appreso che la Gamma Knife negli Ospedali GVM, oltre ad essere presente a Ravenna presso il Maria Cecilia Hospital era anche a Bari, tramite il neurochirurgo Dott. Paolo Severino mi sono rivolta a loro.

Vengo quindi ricoverata per l’intervento di Gamma Knife, una prima volta a novembre per il trattamento di una prima parte del meningioma e a dicembre per la restante parte.

In che modo il personale medico e infermieristico l'ha aiutata e supportata nell'affrontare la terapia?

Fin dal primo momento in cui mi sono rivolta al Dott. Paolo Severino, e successivamente al Dott. Antonio Nardella, mi sono sentita seguita in tutte le mie esigenze.

Ringrazio tutti i medici che mi hanno seguito, il Dott. Luigi Lattanzi, Ruggiero Filannino e la Dott.ssa Miriam Bisceglia, oltre a tutto il personale tecnico e infermieristico che mi hanno dato la forza e il coraggio di affrontare queste prove per me durissime.

Anche nel post-operatorio sono stata seguita passo dopo passo fino alla dimissione. Questa situazione mi ha resa tranquilla e mi ha dato la forza per riprendere in mano la mia vita e dedicarmi ai miei affetti, a cominciare da mio figlio.

Cosa si sente di dire alle persone che si trovano ad affrontare la sua stessa situazione?

Capisco le persone che si trovano a vivere situazioni di malattia e mi rendo conto quanto di quanto sia difficile rinunciare alla propria vita e sentirsi a volte inutili o messi da parte, ma spero che anche loro trovino persone che gli diano la forza di continuare a vivere e lottare per poter essere ancora più forti e utili, sia per sé stessi che per gli altri.
Il trattamento con Gamma Knife è disponibile presso Anthea Hospital (Bari) e Maria Cecilia Hospital (Cotignola). 

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