Linfedema: quando si ricorre alla microchirurgia per trattare la patologia del sistema linfatico

Data ultimo aggiornamento: 08 settembre 2023
Linfedema: quando si ricorre alla microchirurgia per trattare la patologia del sistema linfatico
Il linfedema o edema linfatico è una patologia diffusa e in costante aumento, conta  quasi 300 milioni di casi in tutto il mondo (OMS). In Italia l'incidenza è pari a circa 40 mila nuovi casi ogni anno e quasi 2 milioni sono i pazienti con un linfedema cronico.

Un tempestivo inquadramento diagnostico e innovative tecniche microchirurgiche per trattarlo consentono di risolvere la sua incidenza che mina significativamente la qualità della vita di chi ne soffre perché colpisce profondamente  soprattutto le funzioni di  braccia e gambe.

Linfedema: quel gonfiore ingravescente agli arti

Il linfedema è una patologia cronica, progressiva e invalidante - spiega il dottor Corrado Campisi, specialista in Microchirurgia dei vasi linfatici, a ICLAS di Rapallo e Villa Serena di Genova - caratterizzata da un accumulo anormale di linfa, solitamente a livello di mani, braccia o gambe, a causa di un malfunzionamento del sistema linfatico. Se l’edema linfatico non viene identificato tempestivamente oppure se viene trattato in modo parziale o solo per ottenere sollievi immediati, può evolvere fino all’elefantiasi (aumento sproporzionato del volume degli arti), con significativa compromissione funzionale della regione corporea interessata e gravi ripercussioni.

Dall’11 al 15 settembre a Genova, al Centro Congressi dei Magazzini del Cotone,  si tiene il 29° Congresso mondiale ISL di Linfologia e in questa occasione la comunità medico-scientifica si confronterà anche sulle metodiche di trattamento più innovative, in particolare sulle ultime tecniche microchirurgiche sul sistema linfatico” - specifica il dottor Campisi in qualità di Presidente dell’evento. “ Si tratta di un evento  di rilevante importanza scientifica – prosegue il dottor Campisi – con oltre 45 Sessioni, una delle quali, il 14 settembre,  è dedicata specificamente ai pazienti. Invito a visitare il sito del Congresso per approfondire il programma nel dettaglio www.isl2023lymphology.com ”.

I fattori che possono essere  all’origine del linfedema

Il linfedema – chiarisce il dottore - ha un’incidenza maggiore nelle donne rispetto agli uomini e può essere di natura:
  • primaria o congenita per anomalie strutturali o funzionali del sistema linfatico che possono insorgere alla nascita o tardivamente e manifestarsi in qualsiasi parte del corpo;
  • secondaria o acquisita per infezioni, storte, traumi. Più frequentemente è una conseguenza della chirurgia oncologica per cancro della prostata, dell’utero, della mammella o per melanoma, con asportazione linfonodale inguinale, sovra-inguinale, pelvica o ascellare.
L'insorgenza del linfedema non è comune a tutti i pazienti sottoposti a linfadenectomia o radioterapia. Tuttavia, il rischio di sviluppare questa patologia aumenta se vengono rimossi un elevato numero di linfonodi e se, in seguito, viene eseguita la radioterapia nella stessa area.

Quali sono i sintomi del linfedema

Inizialmente i sintomi cui prestare attenzione sono:
  • pesantezza
  • gonfiore
  • arrossamenti
Nei casi in cui il gonfiore, anche se lieve, non viene trattato tempestivamente, può diventare progressivo e cronico e provocare complicanze cliniche. Se i liquidi, infatti, non vengono drenati, possono diventare talmente densi, per l’alto contenuto in proteine, da compromettere la corretta ossigenazione dei tessuti provocando arrossamenti, dermatiti, eczemi, infezioni e lesioni cutanee che possono progredire fino alle ulcere.
Il sintomo che non deve essere ignorato è la difficoltà con cui le gambe si sgonfiano: se l’edema non regredisce sollevandole, rinfrescandole con getti d'acqua fredda, o con il riposo notturno è bene rivolgersi a uno specialista.

Il percorso diagnostico

Durante la visita, passaggi fondamentali sono l’anamnesi e l’esame obiettivo. La storia clinica del paziente è utile per capire le cause dell’insorgenza della patologia, informazioni necessarie per la presa in cura del paziente e per valutare un iter diagnostico-terapeutico personalizzato.
L’esame obiettivo serve al medico, nella fase iniziale, per identificare la presenza di una disfunzione linfatica, basta, infatti, la pressione esercitata dal dito sulla gamba o caviglia per verificare la formazione di una fossetta transitoria, segno evidente di presenza di un accumulo anomalo di liquidi nei tessuti.
In seguito, il medico può decidere di predisporre ulteriori esami strumentali specifici, non invasivi, come l’Ecocolordoppler, per lo studio della circolazione venosa, e la linfoscintigrafia che permette di visualizzare, in modo dettagliato la circolazione linfatica e verificare la presenza di possibili ostruzioni. A quel punto si può optare per la terapia più idonea e meno invasiva.
Nei pazienti oncologici sottoposti a interventi chirurgici complessi, poter valutare il rischio di sviluppare un linfedema secondario è essenziale. In questo modo si può supportare il paziente con una diagnosi precoce e consigliare un trattamento adeguato, inclusa la prevenzione microchirurgica, quando questa patologia è ancora preclinica (in assenza di sintomi).

Il trattamento conservativo

I trattamenti si differenziano in relazione al grado di severità del linfedema, da semplici cambiamenti nello stile di vita, come evitare di fumare o stare nella stessa posizione (seduti o in piedi) per molte ore consecutive, all'utilizzo di calze elastocompressive, a trattamenti fisici come il linfodrenaggio, alla terapia farmacologica.
Microchirurgia e liposuzione guidata dalla navigazione linfatica per intervenire sull’ostruzione linfatica
“Nei casi di mancata risposta individuale del paziente al trattamento conservativo è possibile ricorre alla microchirurgia - conclude il dottor Campisi.  Identificata l’area con l’ostruzione linfatica, si realizza un sistema di bypass linfatico-venosi, con dei collegamenti (anastomosi) tra vasi linfatici e sistema venoso che favoriscono lo scarico della linfa nel circolo venoso, come avviene fisiologicamente. Con questa procedura si risolve l’ingorgo linfatico e si ripristina, immediatamente, la circolazione linfatica nell’arto trattato.
Una metodica innovativa, complementare alla microchirurgia, è la liposuzione guidata dalla navigazione linfatica che sfrutta le onde sonore per sciogliere gli ingorghi linfatici e agevolare la procedura chirurgica. Questa tecnica è stata ideata dal dottor Campisi.
Per informazioni e prenotazioni scrivici
Revisione medica a cura di: Dott. Corrado Campisi

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