G.B. Mangioni Hospital / 05 novembre 2021

Patologie urogenitali nell'infanzia: possono avere conseguenze in età adulta?

Patologie urogenitali nell'infanzia: possono avere conseguenze in età adulta?
In età infantile possono sorgere patologie e anomalie a livello genitale per le quali la diagnosi e il trattamento tempestivi - come anche i controlli periodici che proseguono nell'adolescenza - sono sempre fondamentali soprattutto per risolvere le complicazioni che possono protrarsi fino all'età adulta.

La fimosi è una tra le più frequenti patologie a carico dei genitali e nei neonati, si manifesta con la naturale chiusura del prepuzio, rivestimento di pelle che ricopre la punta del pene. “E’ causata dall’adesione tra lo strato epiteliale interno del prepuzio e il glande, che chiude completamente il pene, - spiega il Dottor Paolo Piras, Urologo e specialista in Andrologia di G.B. Mangioni Hospital di Lecco - eccetto il piccolo foro che permette al bambino di urinare. Queste aderenze si scollano spontaneamente intorno ai 3-4 anni. 
E’ fondamentale, per evitare infiammazioni a ogni cambio del pannolino, seguire alcune regole di igiene intima: pulire il prepuzio e il glande abbassando delicatamente la pelle del prepuzio fino dove è possibile, senza forzature, per evitare di provocare lacerazioni che possono favorire l’insorgenza di infezioni e di fimosi patologica. Per favorire lo scollamento delle membrane si possono prescrivere creme a base di cortisone da applicare localmente, se la fimosi persiste dopo i 6 anni o il restringimento è tale da ostacolare l’emissione di urina si deve ricorrere all’intervento chirurgico”.

Quando la fimosi si manifesta in età adulta può provocare dolore durante il rapporto sessuale o l’erezione e disturbi minzionali.

Un’altra patologia che può essere diagnosticata alla nascita è l’idrocele caratterizzata dalla presenza di liquido all’interno dello scroto (borsa che contiene i testicoli), è provocata dalla non chiusura del piccolo canale che collega l’addome con lo scroto stesso. Solitamente si risolve spontaneamente riassorbendosi, nel caso in cui ciò non avviene o si riforma nel 1° anno di età si deve intervenire chirurgicamente. 
Se non diagnosticato in età pediatrica e correttamente trattato può provocare, nell’adulto, infertilità.

Altre anomalie, invece, possono interessare i testicoli e sono:
  • il testicolo ritenuto o criptorchidismo è l’assenza congenita di uno o entrambi i testicoli nella sacca scrotale e si può verificare nei bambini nati prematuri o sottopeso. Dal terzo all’ottavo mese di gravidanza, nel feto, i testicoli discendono gradualmente verso lo scroto, attraverso il canale inguinale, talvolta, però, la discesa non avviene in maniera corretta.  “Questa problematica, generalmente, si risolve entro il 6° mese di vita, in caso contrario - precisa il Dottore – si prescrive un trattamento farmacologico con gonadotropine e se la terapia ormonale risulta inefficace, per riposizionare il testicolo nello scroto, si opta per l’intervento chirurgico, mininvasivo e in day surgery. Il trattamento chirurgico è consigliato tra i 9 e 12 mesi o, comunque, non più tardi dei 2/3 anni, perché, altrimenti, la posizione del testicolo al di fuori dello scroto, lo può danneggiare, provocando, negli adulti, un deficit funzionale e compromettere la fertilità”.
  • il testicolo retrattile o "testicolo in ascensore", è una problematica che interessa uno o entrambi i testicoli che sono correttamente posizionati nello scroto, ma una contrazione involontaria del muscolo cremastere, ne può provocare la risalita dallo scroto verso il canale inguinale. Questa situazione si dovrebbe correggere spontaneamente con la crescita perché l’aumento di peso, nel bambino, dovrebbe favorire la discesa del testicolo verso il basso. Raramente si interviene chirurgicamente per fissare il testicolo con 2 punti di sutura dietro lo scroto. Nel caso in cui il testicolo retrattile rimanga nel canale inguinale, perchè non diagnosticato in età pediatrica, può provocare, nell’adulto, una riduzione delle dimensioni dei testicoli (atrofia testicolare) con conseguente infertilità e necrosi testicolare, per torsione del testicolo;
  • la torsione del testicolo, si verifica quando il funicolo spermatico, cordone che collega il testicolo all'inguine, ruota intorno al proprio asse. Può essere congenita o presentarsi tra 12 e 16 anni, in età puberale, poiché correlata con lo sviluppo dei testicoli.  Nei piccoli pazienti questa anomalia si manifesta con forte dolore improvviso a livello dello scroto e addominale, arrossamento e gonfiore.  Bisogna intervenire tempestivamente – afferma il Dottore – per preservare le funzioni del testicolo, perché il funicolo spermatico è ricco di vasi sanguigni e una sua torsione impedisce l’afflusso di sangue al testicolo stesso provocandone la necrosi e conseguente infertilità
  • il varicocele, anche se raramente, può insorgere nei bambini ed è provocato da patologie renali da compressione sulle vene spermatiche o da insufficienza venosa. Se non  trattato chirurgicamente, soprattutto in presenza di una riduzione del testicolo, in età adulta, può essere causa di infertilità.

Fondamentale, per coloro che hanno sofferto di patologie a livello dei genitali, nell'infanzia, effettuare visite ed esami periodici di controllo,  per prevenire ed evidenziare precocemente quelle anomalie che, se trascurate, possono compromettere la funzione sessuale e procreativa nell’età adulta.

Per prenotazioni e informazioni -> scrivi a G.B. Mangioni Hospital o telefona allo 0341 478111
Revisione medica a cura di: Piras Paolo
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