Varicocele

Una dilatazione dei vasi sanguigni nello scroto, suscettibile di pregiudicare la normale produzione di spermatozoi.

L’irroramento sanguigno dei testicoli avviene grazie all’arteria testicolare, posta nell’addome. Una volta irrorati i tessuti, il sangue torna verso il cuore attraverso prima un complesso di piccole vene nello scroto, poi mediante la vena testicolare. La debolezza congenita delle pareti venose nella zona dello scroto può facilitare allargamenti e dilatazioni di questi vasi, determinando il varicocele. La stazione eretta mantenuta per lungo tempo, con stress venoso alla zona dei genitali, può facilitare l’insorgere della patologia. Più raramente, il disturbo colpisce le vene ovariche femminili (varicocele pelvico).

Il varicocele maschile è per la grande maggioranza dei casi asintomatico. Tuttavia, quando raggiunge dimensioni considerevoli, può provocare un aumento della temperatura nei testicoli che pregiudica in toto o in parte la formazione di spermatozoi, con conseguente sterilità maschile. L’aumentata pressione del sangue nello scroto può dare dolore, soprattutto in seguito a lunghe ore in piedi o sotto sforzo. Il varicocele pelvico femminile è generalmente doloroso, specie in concomitanza con il ciclo mestruale e dopo rapporti sessuali completi.

La visita diretta consente generalmente di accertare il varicocele maschile. Tuttavia, per indagarne le cause e l’estensione, si può compiere un esame del liquido seminale e un Eco-Doppler. Per il varicocele pelvico femminile si può ricorrere a un’ecografia transvaginale, risonanza magnetica o tomografia assiale computerizzata (TAC).
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