Autismo

Cos’è

Autismo (il termine corretto è disturbo dello spettro autistico) è il nome che viene utilizzato per identificare un gruppo di disturbi che interessano lo sviluppo neurobiologico, che si manifesta con deficit legati alla comunicazione, alla relazione con altre persone e anche di interazione con l’ambiente. Questi problemi si manifestano a partire dall’infanzia e non sono reversibili, seppur si possano alleviare i sintomi con terapie comportamentali.

Le cause che provocano i disturbi dello spettro autistico non sono ancora del tutto note, sebbene le fonti siano concordi nell’affermare che si tratta di un disturbo multifattoriale. Fra questi, sono maggiormente coinvolti fattori:
  • genetici: secondo gli studi, alla base dell’autismo possono esserci delle mutazioni che interessano più geni contemporaneamente che alterano la corretta connessione fra le cellule specializzate del cervello. Anche il fattore ereditario è una ipotesi che viene presa in considerazione come possibile causa della malattia;
  • ambientali: fra questi vanno segnalati: la nascita prematura e sottopeso del bambino, l’età avanzata dei genitori, l’esposizione della madre a forte inquinamento e l’uso di alcol, fumo farmaci e durante la gravidanza;
  • fisici: l’attività cerebrale in chi è affetto da autismo è differente rispetto a quella di una persona che non ne è affetta. La differenza consiste in una minore capacità di connessione neuronale a medio raggio a livello interemisferico. Anche la presenza di epilessia può essere un fattore che favorisce l’autismo.

Sebbene i sintomi e la loro gravità varino da persona a persona, tre sono i principali segni presenti in chi è affetto dai disturbi dello spettro autistico:
  • difficoltà legate alla comunicazione: che si manifestano anche con difficoltà di interazione con gli altri a causa di un ritardo nello sviluppo del linguaggio. Spesso i bambini autistici preferiscono comunicare usando parole singole, piuttosto che frasi complete, e possono ripetere alcune parole o gruppi di parole. Hanno evidenti difficoltà a mostrare i propri sentimenti: mentre parlano utilizzano un tono di voce sempre piatto e monotono, indipendentemente che si tratti di un fatto allegro o triste o neutrale. Hanno difficoltà a instaurare rapporti con i loro coetanei, tanto che spesso giocano da soli, e anche quando sono in compagnia, non mostrano alcun segno di divertimento o partecipazione. Se viene chiesto loro come si chiamano, non rispondono, e quando qualcuno si rivolge a loro non stabiliscono alcun contatto visivo;
  • difficoltà legate al comportamento: i bambini autistici spesso fanno gesti ripetitivi, e sono molto abitudinari, tanto che possono andare in crisi se queste consuetudini vengono improvvisamente cambiate. Sono in continuo movimento, ma possono avere difficoltà di coordinazione, e mostrano un’attenzione maniacale verso gli oggetti che li attraggono;
  • legati agli stimoli sensoriali: possono essere particolarmente sensibili alle luci intense, a suoni troppo forti o acuti, e al contatto fisico.

Per diagnosticare la presenza dei disturbi dello spettro autistico è necessaria la collaborazione di una équipe multidisciplinare di professionisti, che comprenda:
  • psicologi,
  • psichiatri,
  • logopedisti,
  • neurologi
che svolgono dei test specifici al fine di determinare la presenza del disturbo, che preveda l’uso di scale di valutazione standardizzate, come l’Autism Diagnostic Observation Schedule (ADOS). Questi test mirano a determinare la capacità comunicativa e di interazione del bambino, oltre che a valutare il suo comportamento. L’équipe può inoltre richiedere alcuni esami specifici, come l’analisi del profilo genetico, per mettere in evidenza la presenza di eventuali mutazioni genetiche.
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