ADHD

Cos'è

Il disturbo da deficit di attenzione iperattiva (ADHD) è un disturbo evolutivo neuropsichico, che si manifesta soprattutto durante infanzia e adolescenza, e che causa una risposta inadeguata agli stimoli esterni provocati dalla difficoltà di mantenere l’attenzione, da iperattività e spiccata impulsività che rende quasi impossibile controllare i propri comportamenti.

Le cause che portano all’insorgenza del disturbo non sono ancora del tutto note. Ci sono, tuttavia, dei fattori che possono favorire la sua comparsa e sono di diversi tipi:
  • genetici: diversi studi riportano una forte componente genetica nell’insorgenza della patologia (fonte: Thapar et al, 2006);
  • ambientali: l’uso di fumo e alcol in gravidanza da parte della madre può favorire la comparsa del disturbo. La nicotina è una sostanza che provoca ipossia, cioè mancanza di ossigeno all’organismo o a una parte di esso. Anche le infezioni virali, come la varicella, prese dalla madre in gravidanza o dal bambino nei primissimi anni di vita possono favorire ADHD, così come possono incidere anche problemi emotivi e psicologici vissuti dalla madre durante la gravidanza;
  • fisici: la morfologia cerebrale, la presenza di traumi e di alcuni fattori prenatali possono diventare causa di ADHD. Anche abusi fisici possono portare all'insorgenza del disturbo;
  • comportamentali: secondo le ricerche i bambini che crescono in una famiglia conflittuale, con un rapporto difficile con uno o entrambi i genitori, hanno più probabilità di sviluppare il disturbo da deficit di attenzione.

Tre sono i sintomi principali dell’ADHD:
  • mancanza di attenzione: il bambino si distrae in continuazione, ha difficoltà a fare i compiti o a studiare, difficilmente riesce a terminare le attività che ha iniziato, manca di costanza e perseveranza, che si traducono in una disorganizzazione generale,
  • iperattività: il bambino che soffre di disturbo da deficit di attenzione non riesce a stare fermo, è in costante movimento, si dimena, può mostrare tic o comportamenti che non sono appropriati alla situazione (per esempio si alza in classe mentre l’insegnante spiega);
  • impulsività: il bambino non è in grado di controllare il proprio comportamento, e non si rende conto delle conseguenze che possono avere le sue azioni. L’impulsività si manifesta anche con troppa loquacità, oltre a parlare troppo, interrompe gli altri, risponde prima che l’interlocutore abbia concluso la domanda, o diventa invadente.
Generalmente, questi sintomi possono comparire tutti insieme oppure singolarmente: in quest’ultimo caso prevale la disattenzione. Spesso i sintomi mostrati dal bambino possono essere scambiati per altro, come svogliatezza, irrequietezza o anche maleducazione, senza essere messi in relazione al disturbo di deficit di attenzione, che generalmente viene ipotizzato e accertato quando il bambino comincia la scuola, poiché le sue difficoltà con l’ambiente scolastico e con l’interazione con i coetanei vengono messe maggiormente in evidenza.

La diagnosi di ADHD viene fatta da un neuropsichiatra infantile, o anche da uno psichiatra, che può richiedere alcuni esami diagnostici al fine di individuarne le cause.
Non trovi la patologia che stai cercando?
Clicca qui