Chirurgia proctologica, interventi su misura con robot e laser

Chirurgia proctologica, interventi su misura con robot e laser

Il Dott. Pierpaolo Prestianni, medico chirurgo presso Maria Cecilia Hospital e San Pier Damiano Hospital presenta i trattamenti più innovativi per la cura di patologie quali emorroidi, ragadi, fistole e prolassi.

"Il mio ambito di attività riguarda, in particolare, la chirurgia del pavimento pelvico, che comprende la proctologia, quindi emorroidi, ragadi, fistole e tutta la sfera dei prolassi pelvici e retto-vagino-vescicaspiega il professionista.
Innovativo è soprattutto l'approccio, attraverso l'utilizzo di tecnologie mininvasive, quali la chirurgia robotica, che sono uno dei pochi a praticare in questo ambito, quella laparoscopica con l'impiego di strumenti chirurgici sottili e una telecamera miniaturizzata inserita attraverso piccole incisioni nell'addome, e quella laser o ultrasuoni-ultrafrequenze".

Tali tecniche, caratterizzate da incisioni più piccole e da un approccio meno traumatizzante, hanno rappresentato una vera e propria rivoluzione in colon-proctologia, portando vantaggi significativi rispetto alle procedure tradizionali, in quanto minimizzano il trauma ai tessuti, con conseguente minor dolore post-operatorio, recupero più rapido e un generale miglioramento della qualità di vita dei pazienti. 

"La sicurezza è un altro aspetto cruciale delle tecniche mininvasive, le quali presentano un rischio inferiore di complicanze come infezioni ed emorragie. La diminuzione del trauma chirurgico porta anche a un rischio inferiore di aderenze intra-addominali, che possono rendere più complessi eventuali interventi futuri".

Un ulteriore beneficio della chirurgia mininvasiva è la minore visibilità delle cicatrici.

"Poiché le incisioni sono più piccole, le cicatri post-operatorie risultano meno evidenti, contribuendo a una migliore soddisfazione estetica per i pazienti. Infine, la chirurgia mininvasiva consente una maggiore precisione e controllo durante l'intervento: tecniche come la chirurgia robotica offrono ai chirurghi una visualizzazione tridimensionale e un migliore movimento degli strumenti, facilitando la gestione di anatomie complesse e la resezione di tessuti malati con maggiore accuratezza. Questo approccio è particolarmente utile nella chirurgia colorettale, dove la precisione è fondamentale per garantire risultati ottimali e minimizzare il rischio di recidive".

L'ambulatorio proctologico presso Maria Cecilia Hospital e San Pier Damiano Hospital è già attivo e a breve prenderà il via anche l'attività chirurgica, che potrà essere svolta in una sala operatoria tecnologicamente avanzata, dotata delle più moderne soluzioni per la chirurgia robotica e laparoscopica. 

"Ciò che contraddistingue i nostri interventi è il loro taglio sartoriale, con l'operazione cucita sulle singole esigenze dei pazienti. L'approccio, infatti, varia non solo a seconda che si tratti di uomini, donne, giovani o anziani, ma delle peculiarità di ogni caso. C'è quindi un'estrema personalizzazione degli interventi, modellati a seconda che davanti si abbia uno sportivo, un atleta, un soggetto con particolari esigenze di lavoro, problemi di salute o di possibili recidive e in base all'orientamento sessuale di ciascuno.

Insomma, siamo attenti ai minimi dettagli e per riuscirci non basta possedere grandi capacità o un bagaglio tecnico importante, ma è necessario operare in una struttura dotata dei più moderni supporti tecnologici, requisito per nulla scontato".


Chirurgia del pavimento pelvico 

La chirurgia del prolasso rettale e del rettocele, dell'incontinenza e della stipsi rientrano nel più ampio settore della chirurgia del pavimento pelvico. "Sino a poco tempo fa, vuoi per le ridotte conoscenze mediche, vuoi per lo stigma sociale, vuoi perché certe problematiche, come l'incontinenza nell'anziano o le perdite urinarie e il dolore pelvico cronico nelle donne, erano considerati normali, era un ramo poco sviluppato, mentre ora è in forte espansione".

L'incontinenza fecale rappresenta la perdita di controllo sul passaggio delle feci e/o dei gas intestinali, creando disagi che spesso non vengono comunicati al medico per via dell'imbarazzo. Questa condizione, comune ma sottovalutata, può portare all'isolamento sociale e compromettere la qualità di vita."Le cause includono traumi da parto, invecchiamento dei muscoli anali, danni neurologici e malattie. Il trauma da parto, specialmente se non diagnosticato immediatamente, può provocare danni significativi. La diagnosi coinvolge un approfondito colloquio e una visita medica, inclusa l'ecografia transanale per valutare danni muscolari. Le opzioni di trattamento spaziano da cambiamenti nella dieta e farmaci a terapie chirurgiche, come la riparazione degli sfinteri anali o l'iniezione di sostanze per rinforzare i tessuti. La scelta dipende dalla gravità e dalla
causa sottostante".


Anche la stipsi, caratterizzata da difficoltà persistenti nell'evacuazione intestinale e dalla presenza di feci secche e dure, è un problema comune che può causare notevoli disagi. "Sebbene molte persone la possano affrontare attraverso modifiche dello stile di vita e trattamenti medici, ci sono situazioni in cui interventi più avanzati sono necessari. In questo contesto dalla riabilitazione all'intervento chirurgico, possono essere considerate varie opzioni terapeutiche. 

La disfunzione del pavimento pelvico, invece, è un termine che comprende una serie di disturbi che causano problemi durante l'evacuazione o manifestano dolore nella regione pelvica. "Questi sintomi possono essere significativi e socialmente limitanti, rendendo difficile per il paziente cercare un adeguato trattamento medico a causa dell'imbarazzo legato a questo tipo di problematiche. È fondamentale comprendere che tali disturbi sono abbastanza comuni e un approccio completo e graduale all'analisi dei sintomi può garantire una corretta diagnosi e un trattamento efficace per una condizione spesso persistente e frustrante". 


Emorroidi, ragadi e fistole sottovalutate 

Le patologie proctologiche, insomma, sono molto diffuse nella popolazione. "Almeno una volta nella vita tutti hanno avuto a che fare con la malattia emorroidaria. Spesso oggetto di imbarazzo e fraintendimenti, le emorroidi rappresentano una parte anatomica normale del corpo umano, simili agli occhi, al naso o alla bocca, e si distinguono in emorroidi esterne, situate a livello del canale anale, ed emorroidi interne, che rivestono l'ultima parte del retto e la porzione superiore del canale anale".

A livello anatomico svolgono un ruolo importante come cuscinetti che ammortizzano e proteggono il canale anorettale durante il passaggio delle feci, contribuendo anche al mantenimento della continenza a feci e gas.

"Contrariamente alla credenza diffusa, il sintomo principale della malattia emorroidaria non è il dolore, che insorge solo in presenza di trombosi del tessuto emorroidario, un evento meno comune rispetto ad altri disturbi emorroidari. È frequente che il dolore anale venga erroneamente attribuito alle emorroidi e molti pazienti si rivolgono a specialisti o farmacisti senza una diagnosi accurata"

Il sintomo più comune della patologia emorroidaria è il sanguinamento senza dolore, accompagnato talvolta da sensazioni di umidità anale, prolasso delle emorroidi, soiling (perdite fecali) e, occasionalmente, prurito.

"La classificazione tradizionale in quattro gradi della patologia emorroidaria ha perso rilevanza e la scelta del trattamento dovrebbe basarsi sul quadro clinico, la tipologia dei disturbi, l'età del paziente e l'impatto sulla qualità di vita, piuttosto che su una classificazione di grado".

La gestione iniziale della patologia emorroidaria coinvolge spesso cambiamenti nella dieta e nello stile di vita. "Aumentare l'apporto di fibre attraverso una dieta equilibrata, l'idratazione adeguata e l'esercizio fisico regolare possono migliorare significativamente i sintomi. Quando si aggrava, invece, diventa d'interesse chirurgico".

Spesso erroneamente confuse con le emorroidi sono le ragadi anali, lesioni minute localizzate nel canale anale che provocano dolore e sanguinamento durante la defecazione."I sintomi comuni includono dolore acuto durante l'evacuazione e perdite di sangue rosso vivo. Alcuni pazienti possono sperimentare timore nell'evacuare, cercando di ritardare il processo a causa del dolore".

Le cause principali sono il passaggio di feci dure e disidratate, ma anche feci molli e diarrea possono contribuire. "I pazienti con sfinteri anali ipertonici sono più suscettibili allo sviluppo delle ragadi, poiché la contrattura dello sfintere può ostacolare il flusso sanguigno, ritardando la guarigione".

Le ragadi possono essere acute o croniche, queste ultime più difficili da trattare e spesso associate a escrescenze cutanee o tessuto ridondante nell'ano. "La recidiva è comune e mantenere feci morbide attraverso uno stile di vita sano è fondamentale per prevenirla. Nel caso in cui il trattamento medico non sia efficace, i trattamenti chirurgici come l'iniezione di tossina botulinica, una coartazione laser ed eventualmente un'anoplastica (la riparazione con un lembo di cute) possono essere considerati".

Un'altra problematica è rappresentata dagli ascessi, che si formano principalmente a seguito di infezioni acute delle ghiandole anali. "Dopo il drenaggio spontaneo o chirurgico di un ascesso può persistere una fistola anale. I sintomi comuni di ascessi e fistole includono dolore, gonfiore, arrossamento e, in alcuni casi, febbre e malessere generale".
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Revisione medica a cura di: Dott. Pierpaolo Prestianni

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