Ospedale San Carlo di Nancy / 16 settembre 2020

Dalla prevenzione al follow-up, un team sempre presente per il paziente urologico

Dalla prevenzione al follow-up, un team sempre presente per il paziente urologico
L’Ospedale San Carlo di Nancy ha progettato un percorso completo di diagnosi e cura della patologia prostatica sulla base delle necessità del paziente per affiancarlo in tutti gli step: dal momento della diagnosi, al trattamento della patologia, anche complesso, fino al follow-up oncologico, funzionale e psicologico.
“Ci prendiamo cura del paziente - afferma il Prof. Pierluigi Bove, Responsabile U.O. Urologia Ospedale San Carlo di Nancy - e lo seguiamo durante tutto il percorso: nelle prime visite, spiegando quali possono essere le possibili alternative terapeutiche, durante la degenza in ospedale con una presenza costante del personale medico ed infermieristico, e infine nei successivi controlli post-operatori con una assistenza qualificata e secondo le diverse necessità." 
Il Dott. Bove, ci ha raccontato le varie fasi del percorso urologico che la struttura mette a disposizione del paziente.

Cosa si intende quando parliamo di patologia prostatica?
La patologia prostatica è la patologia del sesso maschile più frequente. Normalmente può essere divisa in due grandi settori: la patologia funzionale dovuta principalmente all’ipertrofia prostatica benigna che causa sintomi dell'apparato urinario (minzione irregolare) e la patologia oncologica. Il tumore della prostata, prima causa di neoplasia nell’uomo, è spesso silente e la diagnosi si ha principalmente con l'analisi del dosaggio sierico del PSA (enzima prodotto dalla ghiandola prostatica), che si consiglia di valutare a partire dai 45 anni di età, in particolar modo se esiste una casistica famigliare. 

Quali sono le tecnologie a supporto della diagnostica?
L’Ospedale San Carlo di Nancy ha una avanzata Risonanza Magnetica che consente di effettuare un esame multiparametrico della prostata. In questo modo è possibile identificare le aree più a rischio e, successivamente, approfondire l’esito mediante la cosiddetta biopsia di fusione (biopsia prostatica fusion), ovvero un esame che mette a confronto un’immagine ecografica effettuata in tempo reale con il precedente referto ottenuto con la risonanza magnetica multiparametrica. La biopsia di fusione risulta così particolarmente precisa e permette di ridurre il numero di prelievi bioptici alle sole aree individuate dalla risonanza come dubbie o molto sospette.

Se gli esami diagnostici individuano una neoplasia, come viene eseguito il trattamento?
La chirurgia radicale del tumore alla prostata viene oggi eseguita attraverso il sistema robotico da Vinci, una tecnologia all'avanguardia che consente di eseguire la procedura con grande precisione e accuratezza permettendo un ampio risparmio delle strutture nervose e vascolari deputate al mantenimento della continenza e della potenza. Sono possibili anche approcci mirati per quei pazienti affetti da tumore della prostata che possono beneficiare di trattamenti focali, andando a colpire esclusivamente la zona lesa. il Sistema da Vinci è il più evoluto sistema robotico dedicato alla chirurgia mininvasiva

Cosa prevede il follow-up?
La presa in carico del paziente non termina con l’intervento e le dimissioni, ma prevede anche un percorso riabilitativo della funzione erettile della continenza per chi dovesse averne necessità. Inoltre viene gestito anche l’aspetto psicologico con percorsi di supporto durante tutto l’iter diagnostico e terapeutico.
Revisionato da: Bove Pierluigi