Negli ultimi anni, l'incidenza delle
fratture del femore (anca) è aumentata a causa dell'invecchiamento della popolazione. Se non trattate adeguatamente e tempestivamente, queste fratture possono provocare severe complicazioni: circa il 35% dei pazienti non sopravvive entro un anno dalla frattura e il 60-70% manifesta una riduzione della funzionalità motoria con perdita di autonomia. Inoltre, una frattura del femore aumenta in modo importante il rischio di frattura dell'altro femore.
A
G.B. Mangioni Hospital di Lecco - struttura polispecialistica accreditata SSN - per prevenire il rischio di fratture femorali viene utilizzata
la femoroplastica metodica innovativa, mininvasiva ideata dal
Professor Rinaldo Giancola, Responsabile dell'
Ortopedia.
Con questo trattamento chirurgico, infatti, è possibile
trattare l’osso compromesso con un rinforzo meccanico in titanio e l'iniezione di sostanze osteoconduttive che ripristinano la resistenza originale ossea e stimolano la crescita di osso sano.
Femoroplastica: in che cosa consiste
La femoroplastica con BIOSScrew – spiega il Professore - consiste nell’inserire, sotto controllo radiologico e attraverso una piccola incisione (4 cm), una vite in titanio di 6,5 mm, per stabilizzare il collo femorale a rischio frattura. La vite cannulata con fori sull’asse longitudinale, permette di introdurre, in modo selettivo, all’interno del femore paste osteoconduttive (tricalcio fosfato) al fine di riempire il vuoto presente all’interno dell’osso porotico e stimolare la rigenerazione ossea dall'interno.
Al termine dell’intervento, il canale utilizzato per il filo guida e la cannula, che permettono di veicolare i materiali osteoconduttivi, viene chiuso con un apposito
plug per aumentare la resistenza meccanica e impedire la crescita di osso all'interno della vite. E’ possibile, inoltre, effettuare innesti biologici supplementari, qualora fossero necessari, anche dopo un intervallo di tempo.
Quali sono i vantaggi della femoroplastica con BIOSScrew
La femoroplastica con metodo BIOSScrew consente ai pazienti, a rischio di frattura del collo del femore per grave osteoporosi, di ottenere:
- stabilità meccanica
- possibilità di riempire, in modo selettivo, il vuoto tipico dell’osso porotico
- rigenerazione biologica dell’osso
- riduzione immediata del rischio di frattura.
La procedura è mininvasiva, infatti, può essere eseguita in anestesia locale, con sedazione e un minor rischio di complicanze perioperatorie. Al paziente è concesso un immediato carico sul femore operato e può essere dimesso il giorno stesso dell’intervento. Inoltre, la femoroplastica non preclude l'uso di terapie farmacologiche antiosteoporotiche, incluse la supplementazione di calcio e vitamina D.
Per quali pazienti è indicata
La fascia di popolazione maggiormente soggetta a fratture è quella degli over 70 - afferma il Professore - a causa dell'
osteoporosi, che aumenta la fragilità delle ossa e le espone a un rischio maggiore di lesione.
Questa procedura è pertanto indicata per
pazienti che hanno già subito una frattura femorale, ma anche per quelli con diagnosi di grave osteoporosi o pregresse fratture di spalla, omero, polso.
Efficacia della femoroplastica con metodo BIOSScrew nella gestione e prevenzione delle fratture femorali
La femoroplastica con BIOSScrew è una metodica valida per gestire e prevenire le fratture, perché
permette di ridurre, da subito, il rischio di frattura, bypassare la scarsa
compliance alla terapia, evitare i possibili effetti collaterali e i rischi delle terapie antiosteoporotiche maggiormente in uso.