La dieta chetogenica, terapia alimentare per rieducare il corpo

La dieta chetogenica, terapia alimentare per rieducare il corpo
La dieta chetogenica ha un duplice obiettivo: da una parte far dimagrire il paziente, dall'altra insegnargli a gestire la propria alimentazione in modo tale che i risultati raggiunti durino nel tempo.

"La dieta chetogenica è stata scoperta per curare l'epilessia, spiega la dottoressa Nicole De Sario, dietista presso Primus Forlì Medical Center, il principio che la ispira è ridurre il più possibile l'apporto di carboidrati e zuccheri, da cui il nostro cervello trae il proprio nutrimento, per indurre la produzione di corpi chetonici, che sono il loro naturale sostituto". Tali sostanze, su impulso del cervello, vengono generate utilizzando la massa grassa.

"In questo modo si determina un calo di peso. Contemporaneamente poi, si è visto che l'impiego di corpi chetonici, i quali a differenza, degli zuccheri non sono infiammatori, fa sparire sia le emicranie sia gli attacchi di epilessia. In generale, quindi, quella chetogenica può considerarsi una dieta antinfiammatoria. Molti pazienti, non a caso, arrivano da noi con tutta una serie di mali, tipo mal di schiena o, appunto, mal di testa, che poi in chetosi tendono a sparire".

Primo step

Per raggiungere gli obiettivi, occorre seguire un percorso articolato in varie fasi.
"La prima, che dura non più di 8-12 settimane, è caratterizzata da un basso apporto sia di carboidrati, pari a circa 50 grammi al giorno, sia calorico in generale, con l'assunzione di circa 5-800 kilocalorie al giorno. Rispetto a una dieta mediterranea classica, l'apporto di grassi e proteine è invece leggermente più elevato, ma non di tanto". Nel complesso, si può considerare quindi una dieta normoproteica anche perché, se diventasse troppo iperproteica, potrebbe danneggiare i reni.

"Questa fase iniziale è quella attiva, di chetosi vera e propria, in cui si hanno i corpi chetonici in circolo e si perde la maggior parte del peso, fino all'80% di quello totale previsto. In tale periodo, per semplificare la vita al paziente, si consiglia di ricorrere a prodotti ad hoc, già pronti. Non è obbligatorio, ma aiuta perché i pasti preimpostati sono più facili da bilanciare, soprattutto a livello di macronutrienti e micronutrienti".

Gli alimenti da assumere in questa fase si trovano facilmente su Internet, con la possibilità di ordinarli online, previa prescrizione da parte di uno specialista, e riceverli direttamente a casa. "Ce n'è per tutti i gusti, comprese sfiziosità come biscotti, barrette, panini, brioche, yogurt, bevande al cioccolato, frappè, creme, vellutate.Tuttavia, gli abbinamenti devono seguire una certa logica, ragion per cui, considerato che l'apporto totale di carboidrati non deve superare i 50 grammi giornalieri, e alcuni di questi prodotti possono contenerne una discreta quantità, all'inizio è il dietista che, sulla base delle preferenze del paziente, lo indirizza verso alcuni piuttosto che altri"

A livello di costi, le cifre non sono indifferenti. "Ci sono formule tutto compreso, dove sono previsti anche integratori e shaker, che si aggirano sui 260 euro al mese. Come esborso iniziale non è poco, tuttavia, se lo andiamo a dividere per il numero di pasti, alla fine risultano 45 euro per ciascuno, senza considerare che per un mese o un mese e mezzo si è a posto".

In questa prima fase, infatti, sono previsti colazione, pranzo, cena e una o due merende, tutti a base di prodotti preconfezionati ai quali, in occasione dei pasti principali, si può aggiungere la verdura, anche se con alcune limitazioni a livello sia di tipologia sia di quantità. "Vanno bene asparagi, bietole, carciofi, finocchi, peperoni, melanzane, rucola, sedano, spinaci, zucchine. Per alcune di queste non ci sono vincoli, per altre, invece, non bisogna superare i 100 grammi giornalieri.
Contemporaneamente, trattandosi di una dieta molto scarica a livello di micronutrienti, è bene assumere integratori a base di minerali, utili a evitare che si generi una chetosi acida, foriera di danni per l'organismo".


I primi giorni sono i più difficili. "Non sono da escludere piccoli disturbi iniziali: quando si entra in chetosi, nei primi 23 giorni si possono avvertire mal di testa, stanchezza, senso di fame che poi progressivamente tendono a sparire, anzi, la maggior parte dei pazienti vorrebbe rimanere stabilmente in chetosi, un po' perché utilizzando pasti già pronti non bisogna preoccuparsi di nulla, e sono pure gustosi, un po' perché si ha una sensazione di
benessere generale"
.

La seconda fase

L'attività fisica, però, è meglio evitarla. "Essendo questa prima fase caratterizzata da un basso apporto sia di calorie complessive sia di carboidrati, il corpo non ha sufficienti energie per praticarla e si stanca molto velocemente".

Verso la fine delle 8-12 settimane, si compie il primo step. "Siamo sempre nel periodo attivo, tuttavia, si iniziano a reintrodurre le proteine naturali, dapprima a pranzo o a cena, poi in tutte e due. I pasti sostitutivi vengono così rimpiazzati da carne, pesce, uova, alcuni tipi di affettati. Siamo, comunque, ancora in chetosi, ragion per cui se il regime alimentare è corretto, il calo di peso rimane abbastanza importante.

Ovviamente, quando parlo di calo di peso, intendo la diminuzione della massa grassa, non di quella magra: il muscolo, infatti, pur non aumentando, non viene intaccato".
Conclusa tale fase, si reintroducono anche i carboidrati. "Inizialmente, la scelta è limitata esclusivamente a latticini, quindi latte, yogurt, formaggio primo sale, feta, ricotta, fiocchi di latte, e cereali, ovvero pane, preferibilmente integrale, fette biscottate, farro, riso, avena, orzo segale: se ne può assumere una porzione al giorno, di entrambi".

Con l'aumento delle calorie assunte, è possibile riprendere anche l'attività fisica perché il corpo, avendo più energie, può sostenerla senza problemi. "L'ultima fase è quella in cui si può tornare a mangiare frutta e legumi.
Anche in questo caso, si parte con una porzione al giorno, di entrambe, per arrivare a due porzioni di frutta al giorno. Una volta concluso anche questo periodo, gli alimenti sono stati reintrodotti tutti e il nostro regime alimentare è di nuovo completo, in quanto ci sono i carboidrati, le proteine e la verdura con l'olio. A questo punto, per mantenere i risultati raggiunti, si deve seguire un tipo di dieta mediterranea, ovvero mangiare di tutto
ma nella giusta quantità"
.

La gestione degli alimenti

Quella chetogenica, insomma, non è solo una dieta, ma un vero e proprio percorso di educazione alimentare progressiva a una corretta alimentazione. "Avanzando nelle varie fasi, si impara nuovamente a gestire gli alimenti: prima si reintroducono solo le proteine, poi piano piano anche i carboidrati e si capisce così come combinarli e quali sono le corrette quantità in cui assumerli. Spesso, infatti, quando il paziente arriva da noi per un consulto è abbastanza confuso, poi intraprendendo questo iter impara come si deve comportare".

La dieta chetogenica, tuttavia, non è adatta a tutti. "Essendoci controindicazioni, non la possono seguire quanti hanno il diabete di tipo uno, le donne che si trovano in gravidanza o allattamento, chi soffre di insufficienza
sia renale o epatica che cardiaca
, compresi quindi tutti coloro che hanno avuto ictus, infarti, aritmie. Parimenti, è preclusa a chi presenta disturbi del comportamento alimentare o ha fatto abuso di alcol o sostanze.


D'altra parte, è raccomandato a un numero di casi ben precisi e limitati. "In primis, è indicato a chi presenta un'obesità severa o prima di sottoporsi a un intervento di chirurgia bariatrica. Allo stesso modo, è un'utile strategia per chi deve affrontare un'operazione e ha bisogno di dimagrire in breve tempo. Inoltre, è utilizzato in tutti i casi di sindromi metabolica e steatosi epatica, nonché nella prevenzione del diabete 2. Si tratta, infatti, di una vera e propria terapia, con un inizio e una fine: non può durare tutta la vita".

"Come già visto, possono esserci piccoli disturbi iniziali, come senso di fame o leggero mal di testa e stanchezza, ma spariscono appena si entra in chetosi. Durante tutto il periodo in cui dura quest'ultima, eventuali problematiche sono rappresentate da alito pesante, stitichezza e/o diarrea, che tendono a diventare più frequenti quando si reintroducono gli alimenti naturali al posto di quelli preconfezionati".

Fondamentale è seguire e informare il paziente step by step. "Spesso la dieta non funziona perché si sottovalutano o non approfondiscono certi aspetti. Ad esempio, un errore comune è non considerare l'utilizzo di alcuni farmaci che contengono zuccheri, tipo gli sciroppi, o di caramelle o gomme da masticare, anche senza zucchero. Sono tutti prodotti che, avendo carboidrati e zuccheri, non consentono di entrare in chetosi e, di conseguenza, avere gli effetti desiderati".

Se, al contrario, la dieta è seguita bene, il paziente tende a conservare i risultati raggiunti. "A tal fine, è necessario essere seguiti e consigliati, perché bisogna trovare le strategie migliori per ciascuno. Una volta che si capisce come gestire ogni macroalimento, ovvero proteine, carboidrati, verdure, olio, diventa tutto più semplicee difficilmente si riacquista peso. Proprio per questo, durante la dieta sono previsti una serie di controlli. Il primo, di norma, si fissa 10-15 giorni dopo l'inizio della fase di chetosi, perché bisogna essere subito sicuri che vada tutto bene.

Successivamente, si programmano ogni volta che si deve passare a uno step successivo, quindi poco prima di reintrodurre le proteine, poco prima di inserire la prima e poi l'ultima parte di carboidrati. Nella fase di mantenimento, in genere è sufficiente un controllo al mese, ma la frequenza può variare in base alle esigenze individuali. Se il paziente raggiunge una buona autonomia, è possibile programmare i controlli ogni due o tre mesi.

L'obiettivo principale, infatti, è trasmettere uno stile di vita corretto che consenta al paziente di proseguire in modo autonomo. Con il tempo, questo percorso porta naturalmente a una progressiva riduzione degli incontri".
Per maggiori informazioni e prenotazioni
CHIAMACI o SCRIVICI
Revisione medica a cura di: Dott.ssa Nicole De Sario

condividi o salva l'articolo

Le informazioni contenute nel Sito, seppur validate dai nostri medici, non intendono sostituire il rapporto diretto medico-paziente o la visita specialistica.

Prenotazioni e appuntamenti nel palmo della tua mano

La nuova app MyGVM ti permette di trovare il tuo medico preferito, prenotare visite, controllare l’esito degli esami direttamente dal tuo telefonino! Scaricala ora: