Epilessia

Un’alterazione temporanea e ricorrente delle funzioni cerebrali che può provocare una crisi epilettica, ovvero perdita di coscienza, movimenti incontrollati o convulsioni a seconda della regione cerebrale colpita.

Alla base dell’epilessia c’è un’intensa e incontrollata attività elettrica delle cellule nervose, che si manifesta improvvisamente e rapidamente si risolve, senza lasciare conseguenze. Nell’epilessia focale, le cellule nervose coinvolte sono un gruppo limitato, mentre nell’epilessia generalizzata sono estese a vaste zone della corteccia cerebrale. I motivi scatenanti di un attacco epilettico possono essere i più vari, dalle luci intermittenti al semplice stress emotivo o fisico, alla mancanza prolungata di sonno, fino ai traumi e alla reazione ai farmaci. La malattia si definisce tale solo se è ricorrente e può essere spontanea o insorgere in seguito ad altri disturbi. Un attacco epilettico può colpire anche le persone sane in seguito a lesioni cerebrali, alterazioni metaboliche o febbre molto alta.

Durante l’attacco epilettico, solitamente di breve durata, il paziente può subire movimenti involontari, contrazioni e spasmi muscolari, sentire odori anomali, provare formicolii, sperimentare disturbi psichici o alterazioni del sistema nervoso. Nei casi più gravi, può perdere temporaneamente coscienza.

L’accertamento è compiuto dal medico sulla base dell’analisi dei sintomi e dell’elettroencefalogramma (EEG), che verifica eventuali anomalie nell’attività elettrica cerebrale. La Tomografia Assiale Computerizzata e la Risonanza Magnetica possono aiutare a escludere la presenza di traumi o tumori a danno del cervello.
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