Ravenna Medical Center / 04 marzo 2024

OCT Tomografia Ottica: diagnosi precoci e più accurate, in 15 secondi

OCT Tomografia Ottica
L’OCT (Optical Coherent Tomography o Tomografia Ottica a luce coerente) è uno strumento diagnostico non invasivo che sfrutta la luce per effettuare una scansione tomografica della retina, della macula e/o del nervo ottico, senza emettere radiazioni pericolose.  Rispetto alle metodiche tradizionali, la tomografia ottica permette di fare diagnosi più precoci e accurate, con un esame di 15 secondi al massimo. 

Presso l’Ambulatorio di Oculistica del Ravenna Medical Center è presente un OCT di ultima generazione, con una capacità di scansionare e distinguere dettagli anatomici piccoli fino a 2 micron.

Come funziona l’OCT                              

L’OCT è un dispositivo piuttosto recente, disponibile nella pratica clinica solo dai primi anni del Duemila. I raggi luminosi emessi sono in grado di scansionare tutte le strutture anatomiche dell’occhio umano, e  dopo aver  attraversato l’occhio, strato per  strato, tornano  all’apparecchio  dove  vengono rielaborati e trasformati in immagini.

L’esame è quindi  indicato per la prevenzione, la diagnosi e la gestione nel tempo per le maculopatie e per il glaucoma, ma si applica vantaggiosamente a molte altre patologie oculari della retina e del nervo ottico.

L’OCT è un esame indolore e non invasivo, della durata di pochi secondi, come una fotografia. 
Generalmente per  eseguire  un OCT si fa  a  meno dell’uso di gocce di farmaci per dilatare  la pupilla, e l’esame può essere effettuato anche con le lenti a contatto indossate o in pazienti con cataratta avanzata.
Inoltre, l’esame può essere ripetuto con frequenza, per il controllo della patologia (follow-up dei trattamenti come le iniezioni intra-vitreali  IVT). 

Quali patologie permette di diagnosticare l’OCT?

L’OCT permette di raggiungere un’elevatissima accuratezza diagnostica e individuare precocemente diverse patologie oculari, tra le quali tutte le malattie vascolari, ipertensione oculare  e glaucoma, problematiche dei capillari della retina, trombosi venose, maculopatie, nevi  oculari. 
È inoltre importantissimo per la diagnosi e il follow up di molte patologie neuro-oftalmologiche, cioè di malattie che partendo  dalle strutture  cerebrali coinvolgono la  vista, per  esempio l’OCT è molto utilizzato nella diagnosi e nel follow-up della  sclerosi multipla. 
Infine, grazie ad una funzione detta OCT del Segmento Anteriore (AS-OCT)  si riesce anche ad eseguire lo studio dello spessore corneale (pachimetria), fondamentale  nella  gestione dei pazienti con glaucoma. 
L’ AS-OCT è utile anche  dopo  chirurgia  corneale (trapianti), cross linking per cheratocono, patologie infettive e traumi corneali. 

Cosa cambia nella diagnosi?

Nel glaucoma:
L’OCT, studia il nervo ottico consentendo spesso una diagnosi estremamente precoce della malattia (il  glaucoma in Italia è fra  le prime cause  di cecità) perché analizza lo spessore delle fibre nervose intorno al disco ottico, che si alterano ben prima che  il disco ottico si assottigli  eccessivamente e  che i danni si  manifestino  con i classici difetti del campo  visivo  che rappresentano partanto  i deficit  visivi dei pazienti,   come annebbiamento totale  o parziale  della visita  fino alla  cecità completa. 
Risulta particolarmente vantaggiosa anche per il follow-up dei trattamenti, dal momento che il software integra automaticamente tutte le immagini acquisite dagli esami di controllo nel corso del tempo ed elabora mappe differenziali che fanno  comprendere immediatamente una  evoluzione negativa o un miglioramento delle condizioni del paziente. 

Nelle maculopatie:
Le maculopatie sono patologie piuttosto comuni, a carattere degenerativo, che riguardano la porzione centrale della retina, detta macula
La macula è la  struttura che ci consente di avere una visione nitida e dettagliata del mondo e ci  consente la visione dei colori. 
Tuttavia può andare incontro a processi degenerativi causati da età, come la  maculopatia senile,  patologie  maculari vascolari (diabete, ipetensione arteriosa, trombosi) o fattori genetici.

Grazie all’OCT, lo specialista può ottenere informazioni molto importanti sullo stato della retina.
Questo si ripercuote positivamente anche sul trattamento: se ad esempio lo specialista rileva una perdita di sangue dai capillari, ricorre a una terapia di iniezioni intravitreali per risolvere il problema. In tal caso l’OCT viene ripetuto a distanza di 3-4 settimane (per  valutare  la efficiacia della  terapia) e consente di avere un follow up molto dettagliato
In alcune  patologie  dette  sindromi  dell’interfacie  vitreo-retinica (pucker,  membrane  epimaculari, fori maculari, schisi maculari), l’OCT è di fondamentale importanza per determinare il  momento corretto in cui intervenire chirurgicamente. 

Nelle retinopatie diabetiche:
Il diabete porta con sé una serie di complicanze collaterali, tra queste le retinopatie diabetiche. Nei pazienti con diabete, quindi, l’OCT è un esame strategico per prevenire e rilevare precocemente i danni alla retina, e per intervenire tempestivamente all’esordio della patologia, con la laser o iniezioni intravitreali.
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Revisione medica a cura di: Dott. Pietro Paolo Vico

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