Asma

L’asma è la malattia infiammatoria cronica che provoca il restringimento delle vie aeree, con conseguente difficoltà nella respirazione.
Si tratta di un problema diffuso in tutto il mondo: secondo i dati dell’OMS, ne soffrono fra i 100 e i 150 milioni di persone (fonte ISS) e ogni anno sono circa 180.000 i decessi collegati a questa patologia. È l’asma, ovvero la condizione che vede le vie respiratorie restringersi in seguito a determinati stimoli. Prima ancora di comprendere cos’è l’asma, è necessario scoprire come sono fatti i bronchi.

L’albero bronchiale fa parte del tratto respiratorio inferiore e le vie aeree che lo costituiscono si presentano esattamente come rami di una pianta. La trachea si dirama in due bronchi principali o primari, ciascuno diretto verso i due polmoni e caratterizzato dalla medesima struttura cartilaginea della trachea.

Il bronco principale di destra è il più corto e dà origine a tre bronchi secondari o lobari. Il bronco primario di sinistra si divide in due bronchi secondari.
Tale differenziazione è dovuta al cuore, che, pur trovandosi al centro della zona toracica, tende a occupare più spazio verso sinistra, facendo sì che il polmone sinistro diminuisca di volume.

Nei bronchi troviamo cellule chiamate recettori, che rispondono a determinate sostanze per poi stimolare i muscoli alla contrazione (recettori colinergici che intercettano l’epinefrina) o al rilassamento (recettori beta-adrenergici che reagiscono all’acetilcolina): ciò influisce sul passaggio dell’aria.

All’interno dei polmoni, i bronchi secondari vanno a dividersi in diversi rami sempre più sottili. Si parla quindi di bronchi terziari o segmentali, che a loro volta danno origine a ulteriori ramificazioni: i bronchioli. Man mano che queste strutture si diramano, esse si fanno sempre più sottili, perdono cartilagine, ghiandole e cellule caliciformi, mentre guadagnano in tessuto muscolare liscio ed elastico. Questo fa sì che siano sempre più sensibili all’eventuale presenza di polveri e germi.
Dai bronchioli derivano i bronchioli terminali, il cui diametro è inferiore a 0,5 mm, e il processo di suddivisione si conclude con i bronchioli respiratori.

I bronchi hanno un ruolo essenziale: trasportare l’aria fino agli alveoli polmonari, piccole camere cave raggruppate in forma di grappoli e posizionate al termine dei bronchioli respiratori. È proprio attraverso questi ultimi che l’aria giunge dall’esterno fino agli alveoli, dove si verifica lo scambio respiratorio ossigeno e anidride carbonica. È questa area del corpo a essere interessata dall’infiammazione che genera l’asma.

Che cos’è l’asma

L’asma è dunque la malattia che comporta l’infiammazione dei bronchi: questi si restringono e si riempiono di liquido, con conseguente produzione eccessiva di muco. È così che diminuisce lo spazio in cui l’aria può circolare: un’ostruzione in fasi acute (broncospasmo) che di solito è reversibile.

Si manifesta soprattutto quando le vie respiratorie entrano in contatto con allergeni o agenti irritanti e i bronchi reagiscono in modo sproporzionato (iperattività bronchiale). In genere, è comune nei bambini, ma può anche colpire persone adulte e addirittura anziane. In alcuni casi sembra regredire per poi ripresentarsi diversi anni più tardi.

Si presenta in modo particolare nei soggetti maschi che non hanno ancora affrontato la pubertà e nelle ragazze che invece l’hanno già superata. C’è inoltre da considerare quella parte di popolazione che ne soffre senza rendersene conto, in quanto non ha dato ai sintomi il dovuto peso: un approccio diffuso soprattutto fra i pazienti più giovani.

Ancora oggi, l’asma non ha cause note: è altamente probabile che essa sia il frutto dell’interazione fra diversi fattori, come alimentazione, stato ambientale e geni. Sempre secondo i dati OMS, si verifica un aumento dei casi di asma del 50% ogni 10 anni: un incremento notevole che potrebbe avere a che fare con la sempre crescente urbanizzazione.

Si vive sempre di più in zone altamente inquinate, all’interno di ambienti in cui circola poca aria e in cui al contrario si concentrano polvere, acari e altri allergeni domestici (secrezioni di scarafaggi, peli animali, piume, ecc.). Con un apparente paradosso, anche l’eccessiva pulizia dell’ambiente, accompagnata a volte dalla somministrazione di vaccini e antibiotici, può abbassare le facoltà di resistenza dell’organismo infantile: si parla quindi di ipotesi dell’igiene.

Tra i fattori di rischio per lo sviluppo dell’asma sembra esservi anche la gravidanza in giovane età o la malnutrizione della futura mamma durante la gestazione. In generale, una dieta poco equilibrata può essere accostata alla patologia, in particolare la carenza di vitamine C ed E e di acidi Omega3.
Anche l’obesità sembra avere un’influenza negativa.

Per quanto riguarda i neonati, il rischio di sviluppare l’asma aumenta se essi sono prematuri, allattati artificialmente o caratterizzati da un peso troppo basso al momento della nascita. In Italia in particolare, l’asma sempre essere più frequente nelle aree mediterranee, con una maggiore prevalenza per le zone in cui aumenta la temperatura media e si riduce l’escursione termica.

Oltre ai già citati allergeni, fattori scatenanti (trigger) di asma possono essere:
 
  • infezioni delle vie respiratorie (raffreddore, bronchite, polmonite);
  • agenti irritanti come fumo, polveri sottili, profumi di fiori o sintetici, esalazioni da prodotti usati in casa, acido gastrico da reflusso, aria troppo fredda;
  • stress fisico ed emotivo;
  • farmaci antinfiammatori non steroidei e beta-bloccanti.

In genere, un attacco d’asma si presenta più facilmente di notte o all’inizio della giornata, soprattutto nei soggetti che già assumono farmaci protettivi: questo perché i loro effetti si sono ormai dissolti e il corpo fatica a combattere il restringimento dei bronchi.

I sintomi dell’asma possono comprendere:
 
  • Tosse stizzosa, talvolta presente come unico sintomo, soprattutto nelle ore notturne, al momento del risveglio o in seguito a uno sforzo. Si tratta di un segnale piuttosto variabile: può persistere oppure comparire solo in alcuni momenti. Può essere accompagnata da numerosi starnuti o dalla sensazione di avere il naso chiuso;
  • respiro sibilante, in alcuni casi affannoso:
  • senso di oppressione e soffocamento nei casi più gravi.

Inoltre, l’asma può contare fra i sintomi iniziali prurito al collo o sul torace, in special modo nei pazienti più piccoli.

Tali sintomi di asma non colpiscono nello stesso momento, possono emergere in periodi differenti e variano d’intensità. Se sono particolarmente violenti, si parla di vera e propria crisi d’asma. Questa può insorgere all’improvviso così come gradualmente, con un lento peggioramento dei sintomi.

Se l’affanno nella respirazione è particolarmente serio, possono presentarsi sudorazione dovuta allo sforzo di cercare l’aria e una comprensibile ansia, così come un aumento della frequenza cardiaca.
Dal momento che il flusso d’aria è ostacolato, diminuisce il sibilo del respiro, ma il mancato apporto d’ossigeno può provocare nel paziente perdita della parola per mancanza di fiato, sonnolenza, vertigini, confusione, cianosi delle labbra o delle dita e infine svenimento: tutti segnali che devono urgentemente portare al trattamento.

È raro che il trattamento non risulti efficace ed è altrettanto raro che le crisi siano a tal punto fulminee da non consentire l’assunzione della terapia.

Si valuta il tipo di asma in base alla sua gravità:
 
  • Intermittente (o episodica). Si manifesta per due giorni alla settimana o anche meno e non influisce sulla vita quotidiana.
  • Lieve persistente (o cronica). L’asma lieve si presenta più di due volte a settimana e interferisce con le normali attività solo in parte. Anche i sintomi dell’asma lieve vanno debitamente trattati così da tenere la patologia sotto controllo. Da questo livello in poi, si tratta a tutti gli effetti di asma cronica.
  • Moderata persistente. I sintomi sono quotidiani e inficiano le attività quotidiane.
  • Grave persistente. L’asma insorge durante tutto l’arco della giornata e limita gravemente la vita quotidiana.

È inoltre importante chiarire alcune terminologie, come ad esempio la distinzione fra asma bronchiale e asma allergica.
 

Asma bronchiale


È ormai chiaro che l’asma è una malattia respiratoria che interessa in modo particolare i bronchi. Proprio per questo, si definisce più esattamente asma bronchiale. I sintomi possono manifestarsi in maniera diversa a seconda della fase, se stazionaria o di attacco vero e proprio. L’asma bronchiale è una patologia cronica, con cui il paziente deve convivere e che può gestire grazie al trattamento opportuno.

Come si è visto, l’asma bronchiale può avere cause differenti all’origine: può essere congenita (quindi legata a difetti genetici o a un parto prematuro che non ha consentito lo sviluppo corretto dei polmoni) o acquisita (come nel caso di pazienti fumatori o esposti al contatto con agenti irritanti). Quando invece la condizione è generata da un’allergia precisa, si parla di asma bronchiale allergica.
 

Asma allergica


L’asma da allergia risulta quella più frequente nel 50% degli adulti e nell’80% dei pazienti più piccoli che ne soffrono. Secondo le statistiche fornite dall’ISS, in Italia circa 9 milioni di persone ogni anno vengono colpiti da allergie respiratorie connesse ai pollini presenti nell’aria. L’asma allergica si manifesta con sintomi quando avviene il contatto diretto con allergeni, il più delle volte tramite inalazione.

Fra i tipici sintomi di asma allergica c’è sicuramente la dispnea improvvisa, che però viene non di rado sottovalutata. L’allergia asmatica può anche accompagnarsi alla rinite allergica e alla congiuntivite allergica, specialmente quando allergia e asma hanno a che fare con la pollinosi stagionale.

Importantissima in caso di asma è la diagnosi precoce: se viene riconosciuta soprattutto in giovane età, più alte sono le probabilità che il paziente risponda bene al trattamento e abbia quindi la possibilità di vivere normalmente.
Sono i sintomi lamentati dal paziente la prima base per un sospetto di asma. Il medico raccoglie quindi le informazioni relative alla sintomatologia e alla storia clinica del soggetto.

Sono inoltre preziosi gli esami strumentali, soprattutto la spirometria: questa consente di identificare la presenza di possibili ostruzioni misurando la quantità d’aria che il paziente può inspirare ed espirare forzatamente in un secondo di tempo attraverso lo spirometro. Il paziente deve ripetere l’operazione prima e dopo aver inalato un farmaco che provoca il restringimento o il rilassamento delle vie aeree.

In caso di asma da sforzo, il paziente si sottopone ai test di funzionalità respiratoria prima e dopo l’esercizio fisico, ad esempio su una cyclette o un tapis roulant, per misurare la capacità polmonare.

Se si è presentata una crisi asmatica particolarmente grave, possono rendersi necessarie una radiografia del torace e la misurazione del livello di ossigeno e anidride carbonica nel sangue.

Nel caso si sospetti un’origine allergica, la diagnosi di asma può essere raggiunta anche attraverso test allergologici cutanei o sierologici, che permettono di riconoscere l’allergene coinvolto.

Infine, nei pazienti più anziani è più probabile che l’asma sia legata a patologie polmonari e la somministrazione di farmaci che la trattano è la prova più efficace per verificarne la presenza.

Il trattamento adatto viene individuato sulla base di vari elementi: intensità e gravità della condizione, età, eventuali altre patologie. È possibile intervenire su un attacco acuto così come intraprendere una terapia di mantenimento per prevenire ulteriori crisi.

Sono principalmente due le tipologie di farmaci utilizzate: antinfiammatori (soprattutto corticosteroidi) per eliminare l’infiammazione dei bronchi e broncodilatatori (beta-adrenergici) per far rilassare le vie respiratorie.
Il paziente li inala tramite nebulizzatori, in modo da raggiungere il più velocemente possibile i bronchi e ottenere un sollievo immediato.

Sono inoltre disponibili farmaci biologici, che agiscono solo sulle cellule o sui mediatori dell’infiammazione coinvolti nell’asma. È fondamentale identificare l’agente o l’allergene responsabile, così che il paziente possa evitare o quantomeno moderare il contatto. Una volta giunti a determinarlo, è possibile ricorrere a una sorta di “vaccino”, ovvero l’immunoterapia desensibilizzante: al paziente viene somministrato l’allergene in dosi crescenti per un periodo di tempo, fino a raggiungere una dose di mantenimento. In questo modo, il sistema immunitario impara a tollerare l’allergene e riduce progressivamente la risposta anomala.

È possibile prevenire l’insorgere dell’asma con diversi accorgimenti:
 

  • Prestare attenzione alle condizioni degli ambienti, pulendone frequentemente le superfici e non sottovalutando il ruolo di tappeti, poltrone, cuscini, letti, ecc.
  • Tenere sotto controllo l’aria delle stanze in cui si vive e si lavora: non deve essere troppo secca, ma nemmeno troppo umida.
  • La dieta deve essere sempre ben bilanciata e il fumo va evitato accuratamente.
  • Per evitare sbalzi di temperatura potenzialmente rischiosi, è bene coprire con cura la bocca quando il clima è molto freddo.


Tanti pazienti più piccoli riescono a guarire dall’asma durante il processo di crescita, ma anche da adulti potrebbero subire il presentarsi di respiro sibilante o altre manifestazioni della patologia. È quindi essenziale non trascurare anche i minimi segnali d’allarme inviati dall’organismo, in particolare la dispnea o la tosse: data l’importanza della diagnosi precoce e il contributo di tanti fattori, il paziente deve affidarsi a strutture specializzate in cui possa contare su competenza, alto livello tecnologico e approccio multidisciplinare.

Le informazioni contenute nel Sito, seppur validate dai nostri medici, non intendono sostituire il rapporto diretto medico-paziente o la visita specialistica.

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