L'
osteoporosi è una malattia sistemica dello scheletro che comporta una ridotta massa ossea e l'alterazione della microarchitettura del tessuto osseo. Si pensa che interessi solo le donne anziane, ma in realtà è riscontrabile in qualunque sesso ed età.
La Dott.ssa
Erika Meleddu,
medico specialista in
Reumatologia in malattie del metabolismo osseo, presso
Primus Forlì Medicai Center ci spiega quanto siano fondamentli la diagnosi e il trattamento tempestivo dell' osteoporosi.
In Italia si stima che l'osteoporosi colpisca circa 5 milioni di persone, in prevalenza donne. Nel mondo interessa 500 milioni di persone e si registra una frattura al minuto:
560mila all'anno.
Numeri in continua crescita, soprattutto in relazione all'aumento dell'aspettativa di vita, anche se la consapevolezza dei rischi non è così diffusa. Si tratta di una malattia silenziosa e il più delle volte ci si accorge di averla solo quando ci si rompe un osso. Una
frattura, in particolare di
femore,
polso,
omero,
caviglia o
vertebre, può essere il primo campanello d'allarme, soprattutto se si verifica spontaneamente o dopo una piccola caduta che non giustifica un trauma del genere.
Le cause dell'osteoporosi
Le
cause possono essere diverse. Per questo motivo, se è vero che è spesso legata all'età che avanza fino ai trent’anni si raggiunge il picco di massa ossea che poi comincia a calare, ci sono molti altri fattori da considerare, il caso più classico è quello delle donne in
menopausa, che presentano ossa fragili per il calo degli estrogeni e la carenza di vitamina D, ma esiste anche l'osteoporosi in gravidanza, oppure quella dovuta al prolungato uso di cortisone, ai farmaci utilizzati nella terapia del tumore della mammella o della prostata.
Ci sono forme di osteoporosi causate da malattie endocrine, reumatiche, renali o ematologiche. Contano anche stili di vita errati, la malnutrizione nel periodo dell'accrescimento e la predisposizione familiare.
Come affrontare la malattia
Se le cause sono molteplici, uno
stile di vita attivo può allontanare il rischio di osteoporosi.
Camminare, utilizzare le scale e fare ginnastica aiuta a mantenere ossa sane. Sono indicate tutte le attività che hanno un impatto sul piede (non il nuoto perché in acqua manca la gravità e, dunque, l'osso non è stimolato ad aumentare massa) e fa bene anche usare pesi perché rinforzare la massa muscolare aiuta a mantenere quella ossea e l'agilità necessaria a ridurre le cadute.
Il ballo, essendo un'attività fisica a basso impatto, è un toccasana per le ossa. Valzer, tango, rumba, samba: tutti gli stili sono utili per la prevenzione. La
sedentarietà va evitata, ma occorre fare attenzione nel sollevare carichi, ad esempio una busta della spesa troppo pesante o una cassa d'acqua. Anche una dieta varia ed equilibrata è una forma di prevenzione. Poco sale (che aumenta l'eliminazione del calcio con l'urina) e circa 2 litri d'acqua che è la principale fonte di calcio al giorno, contribuiscono a mantenere le ossa in salute.
Quando fare i controlli
Dopo i 65 anni, la densitometria (
MOC), l'esame che stabilisce quanto la massa ossea si discosta dalla normalità, è raccomandata a tutti, anche se si è in perfetta salute. Basta rivolgersi al proprio medico che valuterà la situazione. Sono utili anche le
analisi del sangue per inquadrare lo stato del metabolismo osseo ed escludere altre patologie. Nel caso l'osteoporosi sia avanzata, è necessario invece rivolgersi a uno specialista che si occupa di malattie metaboliche dell'osso che può indicare una terapia farmacologica in ambiente ospedaliero.
Dall'osteoporosi non si guarisce, ma le terapie possono abbassare la possibilità di fratturarsi un osso, dal rachide al femore, evento in cui incorre il 2% della popolazione. Recentemente, la ricerca scientifica ha messo a punto anabolici che non solo evitano la perdita di massa ossea, ma sono in grado di ricostruirla, almeno in parte.