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OCT

L’OCT o Tomografia Oculare Computerizzata a Coerenza Ottica (o più brevemente Tomografia ottica o retinica) è uno strumento di indagine per immagini di ultima generazione non invasivo e indolore. L’esame dell’OCT permette di avere una visione dei tessuti oculari  superficiali e profondi dell’occhio.

Attraverso il raggio laser, l’OCT ispeziona retina e cornea permettendo, da un lato, la diagnosi di patologie oculari che interessano nervo ottico, cornea e retina. Dall’altro, la Tomografia retinica permette di seguire il follow-up delle persone affette da tali patologie, che hanno subito interventi terapeutici.

L’indagine dell’OCT all’occhio permette soprattutto di avere una scansione della parte centrale della retina, della macula e della papilla.
L’esame all’occhio dell’OCT è simile a una ecografia ma eseguita con l’uso di raggi laser. Veloce e senza necessità di mezzi di contrasto, può essere eseguito su tutti i pazienti compresi i bambini, le donne in gravidanza e può persino essere effettuato indossando lenti a contatto.

L'Angio-OCT


L’angiografia OCT è un’evoluzione dell’OCT classica. Si tratta di una moderna tecnica diagnostica per immagini, molto efficace per fare diagnosi precoci di patologie oculari.

L’angiografo, tramite una complessa analisi computerizzata delle scansioni ottenute, permette, semplificando, di evidenziare il movimento dei globuli rossi nei vasi per creare una mappa tridimensionale di tutto l’albero vascolare retino/coroideale.

L’angio OCT ricostruisce 4 strati della retina:
  • il plesso vascolare superficiale,
  • il plesso vascolare profondo,
  • lo strato retinico esterno,
  • lo strato della coriocapillare.
Dire che l’OCT è l’angiografia è inesatto, è più corretto affermare che l’angio-OCT permette di visualizzare i vasi sanguigni della retina senza dover ricorrere a iniezioni endovena di mezzi di contrasto. Attualmente è fondamentale per rilevare la presenza di patologie quali:
  • malattie vascolari, come trombosi venose e capillaropatie,
  • retinopatia diabetica
  • retinopatie infiammatorie,
  • retinopatie sierose centrali acute e croniche,
  • neovascolarizzazioni nelle degenerazioni maculari legate alla miopia o all’età,
  • misurazione dello strato delle fibre nervose e delle cellule ganglionari nel glaucoma,
  • degenerazioni maculari atrofiche.
     
Non utilizzando coloranti e mezzi di contrasto, l’angiografia OCT non presenta nessun rischio nè controindicazioni e può essere eseguita anche su donne in gravidanza e persone affette da patologie cardiache, epatiche, polmonari e renali anche gravi. Nel caso ci siano condizioni patologiche evolutive rapide, l’angio OCT può essere ripetuta anche a breve intervallo di tempo.  
 

OCT per glaucoma


L’OCT per glaucoma è un test sicuro e non invasivo che permette di evidenziare e individuare le alterazioni delle fibre del nervo ottico. In particolar modo, l’OCT indaga il nervo ottico fin dai primi stadi del glaucoma lo spessore delle fibre nervose tende ad assottigliarsi;  permette, inoltre, la monitorizzazione delle modificazioni dell'aspetto della papilla ottica, utile nella stadiazione e nella comprensione della velocità di evoluzione della patologia.
 
Si tratta di un esame veloce, che, integrato con quanto l'oculista osserva in visita, completa il percorso diagnostico,fornendo indicazioni essenziali per le scelte terapeutiche.

Il glaucoma è una malattia oculare  causata dall’aumento della pressione interna dell’occhio che provoca carico del nervo ottic; esso è composto dalle fibre ottiche le quali trasmettono gli impulsi elettrici al cervello, centro di conversione e di percezione visiva.

La pressione è conseguenza dell’ostacolato deflusso dell’umore acqueo e conseguene aumento pressorio con compressione delle fibre del nervo ottico e morte delle fibre nervose. Il tutto si riperquote nella progressiva alterazione del campo visivo, che viene ristretto, in maniera lenta e progressiva, senza essere avvertita dal soggetto.

I sintomi possono manifestarsi solo quando la malattia si trova ormai a uno stadio avanzato. Se non fermata in tempo, il glaucoma, può portare a cecità.
Il glaucoma colpisce più frequentemente persone affette da:
  • età avanzata,
  • traumi oculari,
  • diabete,
  • ipertensione sistemica,
  • miopia,
  • uso di terapie a base di cortisonici,
  • predisposizione ereditaria.
 
Al giorno d’oggi è possibile effettuare una adeguata prevenzione e follow up tramite visite oculistiche ed esami diagnostici quali il campo visivo e l’oct.
 

OCT: cos'è


L’OCT è una tecnica diagnostica per immagini. Simile a una radiografia, utilizza dei raggi laser a bassa potenza e non nocivi, che permettono di visualizzare una sezione di tessuti con risoluzione compresa fra i 3 e i 10 micron. Il raggio laser esegue una scansione delle strutture retiniche e le ricostruisce in immagini bi e tridimensionali.

Per chiarire in che modo funziona l’OCT, cerchiamo di capire cos’è la tomografia. Per tomografia si intende un’indagine radiografica che permette di ottenere l’immagine di un piano di sezione o strato dell’organismo attraverso dei radiazioni, in questo caso, innocuo laser. Tramite le scansioni è possibile analizzare le strutture oculari e poter fare una diagnosi precoce delle principali patologie che interessano maggiormente l’occhio, come le degenerazioni maculari, le trombosi venose, le capillaropatie di varia natura e le patologie ipertensive.

Le maculopatie, in particolar modo, possono essere a volte legate all’età, altre volte giovanili, oppure essere la conseguenza di una malattia diabetica non curata, di alterazioni genetiche ed esposizioni a radiazioni. Con l’OCT si riesce a identificare il tipo di maculopatia e a sorvegliarne l’evoluzione nel tempo, sia nel caso delle maculopatie senza sversamenti che nel caso di perdite ematiche del microcircolo interno all’occhio. 

Come strumento diagnostico preventivo, l’OCT è molto utile per diagnosticare un eventuale glaucoma, sia attraverso l’esame del nervo ottico e delle fibre ganglionari, sia valutando l’angolo iridocorneale.
Permette, inoltre, di eseguire la pachimetria corneale, misura dello spessore della cornea, importante fattore di correzione della misura della pressione oculare.
 
Infine, l’OCT è fondamentale per visualizzare la camera anteriore dell’occhio, sede di delicati processi di drenaggio dell’umore acqueo che in presenza di glaucoma viene ostacolato nel suo deflusso.
 

Come si legge un OCT


L’esame dell’OCT permette di avere delle immagini in scansione delle varie parti dell’occhio. Le immagini acquisite possono essere a colori oppure in scala di grigio, ma sono, in entrambi i casi, molto accurate e permettono di vedere dettagli che altri esami  non riescono a cogliere. I tomografi più avanzati permettono persino di avere delle immagini in 3D che sono particolarmente utili in caso di patologie al nervo ottico o alla retina.

Le immagini ottenute con l’esame evidenziano delle regioni di colore diverso: attraverso i colori si possono distinguere le regioni iper-riflettenti (come l’interfaccia vitreoretinica, lo strato delle fibre nervose, l’epitelio pigmentato retinico) che appaiono di colore giallo-verdi, e le regioni ipo-riflettenti (gli strati nucleari interni e lo strato dei fotorecettori) che sono di colore blu-nere.

Eseguito l’OCT, i valori di riferimento riportati dalle scansioni permetteranno allo specialista di leggere la tomografia in 3 distinte fasi:
  • identificazione del problema - lo specialista riscontra l’eventuale patologia;
  • quantificazione del problema- valutazione dell’entità dell’anomalia riscontrata, come per esempio l’assottigliamento delle fibre nervose;
  • diagnosi conclusiva-  il medico deciderà se è necessario sottoporsi a intervento chirurgico o a terapia farmacologica.
La macchina rileva, infatti, dei parametri che mettono in evidenza se ci sono delle patologie in atto oppure no.  
 
Esame OCT: come si esegue

Abbiamo detto che si tratta di un esame veloce e indolore, ma l’OCT del nervo ottico come si esegue in concreto? In un modo molto semplice. Una volta che la persona è seduta davanti all’OCT viene invitata a fissare un punto luminoso, mentre il raggio a bassa intensità (non fastidioso e senza effetti dannosi per la salute) esegue la scansione.

La struttura oculare viene messa a fuoco in modo che possa avere inizio la scansione. Vengono cioè scattate delle fotografie alle varie parti dell’occhio. In pochi minuti si ottiene una mappa retinica molto precisa e affidabile. Il tutto avviene senza bisogno di dilatare la pupilla o di iniettare mezzi di contrasto.

Ci sono però dei limiti per l’utilizzo dell’OCT. Ad esempio, diventa poco utile nei casi di importante opacità del cristallino, edema della cornea, importanti alterazioni del film lacrimale, emorragia del corpo vitreo. In tutti gli altri casi l’OCT si sta dimostrando un esame fra i più affidabili nel campo dell’oculistica.

Inoltre, essendo un esame computerizzato e fornendo mappe relative allo stato dell’occhio, permette di confrontare gli esami eseguiti nel tempo dal paziente e avere una panoramica dell’evoluzione della patologia o del suo recupero. Attraverso l’identificazione di alcuni punti di repere sul margine della papilla ottica o sui vasi retinici principali, è possibile ritrovare la localizzazione esatta delle tomografie precedenti. In questo modo il confronto e il relativo follow-up diventano molto precisi.

Privo di controindicazioni, l’OCT può essere eseguito da giovani e anziani, soprattutto da coloro in cui si sospetta la presenza di una patologia corneale, retinica e del nervo ottico.

 
OCT del nervo ottico

Come detto, l’OCT è un esame fondamentale soprattutto perché permette di fare diagnosi precoce di malattie importanti e invalidanti che riguardano l’occhio, e che colpiscono la macula e il nervo ottico. È uno dei pochi strumenti in oculistica in grado di fare diagnosi precoce del glaucoma.

Misurando la regione della retina che è vicino al nervo ottico, l’OCT – oltre al glaucoma – permette di individuare patologie quali:
  • l’edema maculare,
  • la degenerazione maculare giovanile e senile,
  • la neovascolarizzazione intraretinica e preretinica,
  • l’atrofia retinica,
  • le corioretinopatie acute e croniche,
  • l’occlusione venosa retinica,
  • la retinopatia diabetica,
  • la retinoschisi foveale,
  • il distacco sieroso ed emorragico del neuroepitelio retinico e dell’epitelio pigmentato,
  • il foro e il pseudoforo maculare,
  • le patologie dell’interfaccia vitreo-retinica.
Si tratta di malattie che possono diventare invalidanti, perché in alcuni casi, se non trattate in tempo, possono portare a un sensibile abbassamento della vista, fino alla cecità, oppure creare problemi legati alla qualità della vista, come: visione distorta, riduzione parziale o totale della visione centrale, visione di macchie scure al centro.
 
L’OCT è in grado di rilevare eventuali lesioni e di stabilirne la gravità, così come di permettere al medico di scegliere il tipo di terapia più idonea alla situazione personale e di seguire il follow-up pre e post operatorio delle patologie che necessitano di intervento chirurgico.

Ad oggi l’OCT ha un ruolo molto importante anche nella prevenzione dei danni retinici causati dal diabete. Permette infatti di diagnosticare precocemente al fine di permettere terapie adeguate al rallentamento della patologia fin dai primissimi stadi di sviluppo.


L'OCT del segmento anteriore dell'occhio


Il segmento anteriore dell’occhio è la parte anteriore del globo oculare, che comprende:
  • la cornea,
  • l’angolo camerulare,
  • il cristallino,
  • l’iride.
L’analisi di questa porzione dell’occhio attraverso l’OCT permette di coadiuvare la diagnosi di:
  • glaucoma ad angolo chiuso e stretto
  • cataratta,
  • patologie corneali,
  • neoformazioni del segmento anteriore,
  • cheratocono.
La scansione del segmento anteriore permette di evidenziare e localizzare con estrema precisione la presenza di lesioni corneali fra le quali: ferite, corpi estranei, degenerazioni.

Negli interventi di trapianto corneale lamellare l’OCT è di fondamentale importanza poiché permette di visualizzarne l’interfaccia e di misurarne con precisione gli spessori degli strati che la compongono. Permette la visualizzazione, altresì,  di presenza di cisti o sinechie iridolenticolari.
 
 

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