Anoressia

Un disturbo del comportamento alimentare che nasce da una distorta percezione di sé e del proprio corpo, visto in sovrappeso, con conseguente rifiuto di nutrirsi.

Nonostante manchi ancora chiarezza sulle origini dell’anoressia, che possono includere familiarità genetica, disfunzioni ormonali e disturbi psichici, appare determinante per il suo insorgere il desiderio di apparire magri presente in modo ossessivo nella società dei consumi.

Il sintomo più evidente della malattia è la progressiva perdita di peso, che provoca debolezza, aritmie cardiache, tremori e abbassamento della pressione del sangue. Più diffusa fra la popolazione femminile, fra adolescenti e giovani (ma l’età d’insorgenza è sempre più precoce), l’anoressia comporta il rifiuto di nutrirsi, il vomito indotto, l’assunzione priva di controllo di lassativi, tutti comportamenti finalizzati alla perdita di peso e dalle gravi conseguenze sull’organismo, come ad esempio l’interruzione del ciclo mestruale, la compromissione dello smalto dentale a causa dell’acidità del vomito, la rottura di capillari sul volto e il gonfiore del collo.

L’accertamento della malattia è compiuto su base clinica, osservando il comportamento in relazione al cibo mediante test e verificando la perdita di peso. Gli esami clinici possono rilevare la presenza di patologie indotte dalla denutrizione e particolari carenze dell’organismo.
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