Herpes genitale

L’Herpes genitale è una patologia infettiva e contagiosa caratterizzata dalla comparsa di piccole bolle (vescicole) che provocano fastidio e bruciore all’interno della vagina. Le vescicole possono svilupparsi anche sulla cervice uterina e nell'uretra sia maschile che femminile e possono degenerare fino alla infiammazione dei linfonodi inguinali.

A causare l’Herpes genitale è il virus HSV-2 (herpes simplex virus di tipo 2), simile a quello che provoca l’herpes labiale (HSV-1). Il primo episodio di solito è il più forte e scompare in circa 15 giorni. Il virus, in genere, rimane nel corpo allo stato dormiente (di solito nei gangli nervosi regionali) per risvegliarsi nel 50-60% dei casi periodicamente, dando sintomi simili alla prima volta, anche se più lievi. Il risveglio è provocato da condizioni di indebolimento delle difese organiche (stress, febbre infezioni, traumi da coito, altre infezioni o anche le semplici mestruazioni).

Nella prima infezione, il periodo di incubazione è compreso tra i 2 e i  14 giorni. I sintomi sono rappresentati in tutte e due i sessi dalle tipiche piccole vesciche a grappolo, che dopo poco tempo si rompono provocando un bruciore intenso. Possono risultare gonfi e dolenti i linfonodi distrettuali. Il virus può essere trasmesso al neonato durante il parto spontaneo, con conseguenze gravi, per cui nei casi noti si preferisce il taglio cesareo. Se uno dei due partner è infetto, le probabilità di trasmissione sono circa del 12%.

La diagnosi si fa con l’osservazione delle lesioni e in base ai sintomi. La ricerca degli anticorpi può servire a stabilire, in assenza di segni, se ci sia stato un contagio. I cosiddetti farmaci antivirali servono soprattutto a rallentare la riproduzione del virus e ridurre la sintomatologia, ma per questo possono essere utili anche lenitivi locali e, in caso di dolore molto forte, analgesici.
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