Dismenorrea

Cos’è

Con il termine dismenorrea si intendono i dolori che insorgono prima o durante il ciclo mestruale.
Di solito colpisce maggiormente le donne che hanno:
  • meno di 20 anni,
  • avuto il primo ciclo mestruale prima di 12 anni,
  • un ciclo irregolare
  • un flusso sanguigno abbondante,
  • familiarità con la dismenorrea,
  • fumatrici.

La dismenorrea può essere di due tipi:
  • primaria, quando i sintomi non sono riconducibili a cause fisiche. Compaiono, in genere, 1-2 giorni prima e durano fino al primo giorno di ciclo;
  • secondaria, quando i dolori del ciclo sono causati dalla presenza di altre patologie della zona pelvica, quali endometriosi, fibromi, adenomi uterini. In questo caso i sintomi compaiono diversi giorni prima dell’inizio e continuano per buona parte del ciclo.
Più raramente alla base dei dolori mestruali possono esservi anche:
  • malformazioni congenite,
  • tumori,
  • malattia infiammatoria pelvica,
  • infezione che interessa cervice, tube di Falloppio e ovaie.

I sintomi che accompagnano il ciclo mestruale possono essere diversi e ognuno di diversa entità. Fra i più comuni ci sono:
  • dolore crampiforme al basso addome, che si presenta sotto forma di fitte di intensità variabile,
  • nausea e vomito,
  • vertigini,
  • diarrea,
  • sbalzi del tono dell’umore,
  • irritazione e nervosismo o, al contrario, tristezza immotivata,
  • tensione al seno,
  • mal di schiena,
  • sudorazione profusa.

Durante la visita ginecologica il medico esegue l’anamnesi raccogliendo le informazioni utili per determinare la presenza di dismenorrea, ed esegue una visita ginecologica per indagare lo stato degli organi riproduttivi. All’occorrenza il Ginecologo può anche eseguire esami di approfondimento come l’ecografia transvaginale, che si esegue con la paziente stesa sul lettino, e l’inserimento in vagina di una sonda ecografica avvolta da involucro di materiale sterile. L’esame è in genere ben tollerato dalla paziente e non necessita di anestesia.
A seconda dello stato di salute della paziente, possono essere richiesti altri esami diagnostici come, ad esempio, la Risonanza Magnetica e l’isteroscopia, un esame diagnostico che si esegue inserendo in vagina l’isteroscopio, una sonda dotata di telecamera in cima al fine di valutare lo stato dell’utero.
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