Idrocefalo normoteso comunicante

Allargamento dei ventricoli cerebrali con un aumento intermittente di liquido cerebrospinale.
E’ una patologia neurologica riscontrabile principalmente nei soggetti con più di 60 anni d’età, specie se di sesso maschile. L’incidenza nella popolazione anziana varia tra il 2 e il 6%.

Le cause dell’idrocefalo vanno ricercate nell’esito di traumi, nelle conseguenze d’interventi neurochirurgici, nei postumi di emorragie cerebrali e nelle meningiti.

L’innalzamento della pressione all’interno del cranio, causato dall’accumulo di liquido cerebrospinale, nel tempo tende a stabilizzarsi. La produzione del liquido (o liquor) viene equilibrata dall’assorbimento dello stesso. Tuttavia ciò non è sufficiente a ridurre in modo drastico la pressione intracranica che si mantiene su livelli ancora un po’ alti. Da qui i sintomi più eclatanti correlati alla patologia: difficoltà alla deambulazione, incontinenza, demenza (segnali comuni anche ad altre malattie come l’Alzheimer e il Parkinson).

La prima metodica volta ad accertare la patologia, consiste nella puntura lombare a cui seguono, su indicazione dello specialista, il Drenaggio lombare esterno, la TAC e la Risonanza Magnetica. Nei pazienti giudicati idonei, può essere risolto chirurgicamente attraverso l’inserimento di un dispositivo chiamato “shunt” (valvola) che permette di eliminare il liquido cerebrospinale in eccesso.
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