Difetto interventricolare DIV

Il difetto del setto interventricolare (DIV) è una delle cardiopatie congenite più frequenti e rappresenta circa un quinto dei casi delle cardiopatie congenite totali.

Si tratta di una comunicazione anomala nella parete (il setto interventricolare) che separa il ventricolo destro da quello sinistro. Il DIV può presentare grandezza e posizione variabili, può essere isolato o associato a altri difetti interventricolari, o può far parte di patologie cardiache più complesse.

In presenza di Difetto Interventricolare isolato, in funzione della sua grandezza, una maggior o minore quantità di sangue può raggiungere il letto arterioso polmonare determinando iper-afflusso polmonare, con sintomi correlabili all’entità di quest’ultimo.

Il Difetto Interventricolare isolato si manifesta generalmente all’auscultazione del cuore come un soffio sistolico, che si percepisce meglio dopo la seconda o terza settimana dopo la nascita.
Il soffio cardiaco è determinato proprio dal passaggio del sangue attraverso il foro.

Non sempre l’entità del soffio è proporzionale all’importanza del difetto. I sintomi sono correlati alla grandezza del foro e possono essere assenti in caso di pervietà di moderata entità. Quando il foro è ampio, è frequente riscontrare, soprattutto dopo il primo mese di vita, difficoltà nell’attività respiratoria, che può presentarsi più frequente e difficoltosa.

Altro segno estremamente importante, secondario alla presenza di un ampio difetto interventricolare, è rappresentato, soprattutto dopo il primo mese di vita, da difficoltà nell’alimentazione e da una crescita ponderale ridotta.

La diagnosi del DIV è facilmente effettuabile attraverso ecocardiografia bidimensionale color Doppler, che permette di individuare l’ampiezza della comunicazione, la posizione, le ripercussioni sul circolo polmonare, l’eventuale presenza di anomalie associate.

Il trattamento invece è generalmente chirurgico e viene effettuato nei difetti interventricolari significativi sia in termini di ampiezza che di ripercussioni fisiopatologiche. Molti difetti interventricolari di modesta entità possono non necessitare di trattamento, né farmacologico né chirurgico.

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