Adenomiosi

Una patologia ginecologica benigna, ma dolorosa, da non confondere con l’endometriosi. Cause, sintomi, trattamenti e buone abitudini.
L'adenomiosi è una patologia ginecologica benigna che consiste nella diffusione dell’endometrio (la mucosa che riveste internamente l'utero) anche lungo le pareti muscolari uterine. Questa patologia è detta anche endometriosi interna, ma non va confusa con la più nota l'endometriosi, in cui la mucosa va a ricoprire l’utero anche esternamente.

Origine

La causa dell’adenomiosi non è ancora del tutto chiara. Si osserva però una correlazione tra lo sviluppo dell’adenomiosi e i seguenti probabili fattori di rischio:
  • interventi di chiusura delle tube;
  • interruzioni di gravidanza;
  • parti cesarei o interventi chirurgici dell’utero;
  • molteplici gravidanze.
Un altro fattore che sembrerebbe avere un peso è la predisposizione genetica.
Ad ogni modo, sono gli ormoni femminili detti estrogeni a facilitare la crescita dell’endometrio lungo le pareti muscolari. Tanto che in menopausa, con il calo della produzione ormonale, la patologia tende a risolversi spontaneamente.

La patologia potrebbe svilupparsi in maniera asintomatica. Più comunemente si manifesta con i seguenti sintomi:
  • forti dolori durante il ciclo mestruale (dismenorrea) e sanguinamento eccessivo (ipermenorrea)
  • spotting e perdite tra i due cicli mestruali
  • dispaurenia, ovvero dolore durante un rapporto sessuale
  • dolore pelvico anche fuori dal periodo mestruale
  • anemia (più raramente e soprattutto in casi di ipermenorrea particolarmente accentuata).
Nelle donne in gravidanza, l’adenomiosi è un fattore di rischio per il parto pre-termine.

L'adenomiosi si accerta per mezzo di un'ecografia pelvica o transvaginale. La seconda risulta più accurata della prima, perché le onde sonore incontrano meno tessuti prima di arrivare all'utero. Anche la Risonanza Magnetica Nucleare è un esame diagnostico affidabile per l'adenomiosi.

Il trattamento dell’adenomiosi può consistere in quattro diverse soluzioni:
 
  1. Il trattamento del dolore attraverso farmaci antidolorifici FANS. Non risolve la causa della patologia, ma aiuta la donna a affrontare il ciclo mestruale con meno disagio;
  2. La terapia ormonale con la prescrizione della cosiddetta “pillola” anticoncezionale, per regolare la produzione di estrogeni;
  3. Termoablazione dei tessuti dell’endometrio presenti lungo la parete muscolare;
  4. Embolizzazione, una tecnica innovativa ed in espansione che permette di trattare l'adenomiosi in maniera mininvasiva  senza nè tagli nè bisturi.
  5. Il trattamento chirurgico di rimozione dell’utero o isterectomia, riservato a casi molto severi o non trattabili in altro modo.

Per prevenire lo sviluppo di forme severe di adenomiosi è buona consuetudine sottoporsi a controlli ginecologici periodici, anche in assenza di sintomatologie.
Inoltre, l’alimentazione potrebbe aiutare a ridurre i rischi di sviluppare la patologia. Andrebbero evitate sostanze che favoriscono i processi infiammatori, come ad esempio gli zuccheri, la caffeina, gli oli vegetali e gli alcolici.
Attenzione anche all’eccessivo consumo di soia, per la presenza di fitoestrogeni.
 
Le informazioni contenute nel Sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto medico-paziente o la visita specialistica.

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