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Dito a scatto

Dito a scatto: cos'è e come si manifesta


Piegare le dita di una mano sembra la cosa più semplice da fare, anche i bambini lo fanno in automatico, senza bisogno che gli venga insegnato. Con questo semplice movimento possiamo fare una infinità di cose: afferrare gli oggetti, scrivere, mangiare, pettinarci, guidare, allacciarci le scarpe… Ma in certe situazioni questo semplice gesto può non solo diventare difficile ma anche doloroso da fare. E la conseguenza è che tante delle attività quotidiane che facciamo diventano difficili da compiere. Questa situazione si verifica quando le dita vengono interessate da una infiammazione.

La tenosinovite stenosante dei flessori delle dita, conosciuta ai più come dito a scatto è una patologia infiammatoria che interessa i tendini flessori delle dita i quali, a loro volta, sono circondati da una sottile guaina sinoviale che forma un canale dentro al quale scorre il tendine stesso. Questa guaina permette ai tendini di piegarsi ed estendersi, per eseguire il piegamento e la distensione delle dita.

Quando la guaina si infiamma, come conseguenza, la sua membrana si ispessisce e il canale si restringe, impedendo il libero scorrimento del tendine. Le differenze fra un dito infiammato e uno sano spesso non sono visibili, ma ci si accorge che qualcosa non va quando si cerca di stendere il dito, da una posizione di chiusura. Il dito, infatti, rimane piegato, estendendosi a scatto solo in un secondo momento. Tale movimento è spesso accompagnato da dolore. In casi minori il dito può bloccarsi in flessione e, anche in questo caso, può essere molto doloroso doverlo raddrizzare.

Si tratta di una malattia che colpisce prevalentemente adulti fra i 40 e i 60 anni, con un’incidenza maggiore nel sesso femminile rispetto a quello maschile; ma il dito a scatto può interessare anche bambini di età compresa fra i 6 mesi e i 2 anni. Mentre negli adulti le dita maggiormente interessate sono il pollice, l’anulare e il medio (tanto che spesso può essere confusa con la tendinite al dito medio della mano), nei bambini riguarda prevalentemente il pollice, che si blocca in flessione. Le persone costrette ad eseguire azioni ripetitive di presa, per motivi occupazionali o per hobby, risultano maggiormente suscettibili all'insorgenza del dito a scatto.

Non è sempre vero che il dito a scatto guarisce da solo: se l’infiammazione diventa importante è bene intervenire per spegnere infiammazione e gonfiore, che rischiano, a lungo andare, di creare un circolo vizioso che aggrava la condizione di chi ne soffre.

Se soffrite di dito a scatto, vediamo cosa fare per poter alleviare e trattare tale patologia.
 

Dito a scatto: i sintomi


I principali sintomi del dito a scatto sono:
  • gonfiore del dito;
  • la rigidità articolare e la difficoltà di movimento;
  • il movimento a scatto che interessa il dito con la guaina sinoviale infiammata;
  • l’indolenzimento alla base del dito, che al tatto può rivelare la presenza di un piccolo nodulo sottocutaneo;
  • il dolore che si può estendere alla mano fino al polso.
Nei casi più gravi, il dito può rimanere in posizione piegata, senza riuscire a portare a termine l’estensione.
 

Dito a scatto: le cause


Le cause dell’infiammazione dei tendini flessori che provocano la malattia non sono ancora del tutto note.

Fra le ipotesi più accreditate delle cause del dito a scatto ci sono:
  • i traumi che interessano la mano: un incidente mentre si fa sport, una caduta dalla bicicletta, l’uso di macchinari che vibrano e che creano sollecitazione continua dei tendini possono facilitare la formazione di microtraumi che favoriscono la comparsa dello stato infiammatorio;
  • lo svolgimento di attività ripetitive: sforzi continui o movimenti ripetuti creano sollecitazione dei tendini della mano, che si possono infiammare. Ciò spiega come mai fra le persone più colpite ci sono musicisti, o coloro che usano cacciaviti o forbici per la maggior parte del tempo lavorativo. Negli ultimi anni, inoltre, ad esserne colpiti sono anche le persone che hanno l’abitudine di digitare messaggi al cellulare usando solo il pollice;
  • il sesso e l’età: questa malattia colpisce in prevalenza dopo i 40 anni e riguarda maggiormente le donne. Una delle cause di questa tendenza può essere la minor produzione di collagene, una sostanza che compone i principali tessuti molli, di cui fanno parte anche i tendini. Con minor presenza di collagene, i tessuti tendono a indebolirsi e a perdere la propria elasticità e tonicità;
  • altre patologie: chi soffre di gotta, diabete, ipotiroidismo, artrite reumatoide e rizoartrosi può essere più facilmente soggetto a soffrire di dito a scatto.
 

Dito a scatto: rimedi naturali


Se ancora la sintomatologia è lieve e i movimenti non compromettono l’uso della mano, si può ricorrere a dei rimedi naturali per il dito a scatto. Fra questi i principali sono:
  • gli impacchi con il ghiaccio: il freddo aiuta a diminuire la sensazione di dolore. È bene però non mettere mai il ghiaccio a contatto con la pelle (potrebbe causare ustioni anche importanti) ma mettere sempre un panno di cotone ripiegato fra la pelle e il ghiaccio;
  • la crema all’arnica: fra le piante officinali che vantano proprietà antinfiammatorie e antidolorifiche l’arnica è sicuramente una delle più note. Stendere un velo di pomata o di crema all’arnica è utile per aiutare a sfiammare e, allo stesso tempo, lenire il dolore. Il vantaggio di usare una crema è che si può stendere più volte durante il giorno.
 

Dito a scatto: la terapia più indicata


Quando, invece, le condizioni dell’infiammazione si fanno più gravi, tanto che rischiano di compromettere lo svolgimento delle normali attività manuali, per il dito a scatto le cure più efficaci possono prevedere l’utilizzo di un tutore da utilizzare di notte. Lo scopo del tutore è quello di mantenere il dito in estensione, evitando che l’articolazione subisca uno sforzo quando il dito si chiude. Con il tutore il dito viene mantenuto a riposo e i tendini flessori possono scorrere più liberamente all’interno della guaina.

Fra le terapie che rispondono in maniera positiva a come curare il dito a scatto ci sono anche le infiltrazioni, che possono essere, nei casi più gravi, a base di corticosteroidi. Le infiltrazioni si eseguono a livello della membrana del tendine e possono essere efficaci nella fase acuta.

Anche la ginnastica per il dito a scatto può rivelarsi utile per alleviare il dolore; in particolar modo, gli esercizi per il dito a scatto tendono a migliorare la mobilità articolare. Oltre a ciò è bene anche evitare i movimenti manuali ripetuti, così come quelle attività che richiedono movimenti di presa e di chiusura delle dita a pugno, ed evitare l’uso prolungato di macchinari che vibrano.

Per i casi più gravi, invece, può rendersi necessario il ricorso a farmaci antinfiammatori e analgesici per sfiammare la guaina sinoviale e per ridurre il dolore provocato dalla patologia. I farmaci che vengono utilizzati per la cura del dito a scatto sono soprattutto antinfiammatori non steroidei (FANS) e corticosteroidi. Il tipo di terapia da intraprendere, comunque, può variare in funzione della gravità del quadro clinico presentato dai pazienti.

Nei casi in cui i trattamenti appena menzionati non siano efficaci invece, per la guarigione del dito a scatto potrebbe essere necessario un intervento chirurgico.
 

Dito a scatto: gli interventi possibili


L’intervento per il dito a scatto può essere di due tipi:
  1. release percutaneo o liberazione percutanea del dito a scatto: si tratta di una procedura chirurgica eseguita in anestesia locale, in cui viene impiegato un ago per riportare il dito bloccato in posizione normale. Questo tipo di operazione per il dito a scatto è indicata soprattutto per l’indice, il medio e l’anulare;
  2. intervento chirurgico: tramite questa procedura chirurgica si esegue una tenolisi dei flessori che permette di liberare i tendini dalle aderenze della guaina che limitano i movimenti. In questo modo si ripristina la funzionalità dei tendini e si migliorano i movimenti delle dita.
Sebbene il paziente possa tornare a muovere le dita già dopo qualche giorno, in seguito all’intervento del dito a scatto la convalescenza può durare anche qualche mese: è importante rimanere a riposo e non sforzare la mano interessata al fine di poter ritrovare la corretta funzionalità. Inoltre, dopo l’intervento del dito a scatto i tempi di recupero possono essere ottimizzati se si segue anche un’adeguata fisioterapia, che permetta di svolgere esercizi mirati per le dita delle mani. 

L’intervento del dito a scatto ha complicazioni rare, che possono comprendere la rottura del tendine, la comparsa di infezioni, la rigidità del dito in fase post operatoria e le recidive a distanza di anni.

Al fine di poter decidere se il paziente debba essere operato oppure no e per capire la gravità del dito a scatto, una ecografia e un esame radiografico potranno aiutare il medico curante a definire la gravità della malattia e il tipo di percorso terapeutico più indicato per il paziente.

 

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