Bunionette o callo del sarto

Bunionette è una deformazione del piede, in particolare è un’ipertensione dell’articolazione metatarso-falangea a livello del 5° dito che devia verso l’interno.
E’ contraddistinta da una protuberanza laterale (esostosi o in gergo cipolla) alla base del mignolo del piede. E’ anche detta 5°dito varo o callo del sarto (per la posizione a gambe incrociate tenuta dai sarti, molto tempo fa, che implicava una pressione alla base del mignolo). Questa callosità oltre a provocare dolore altera la camminata e rende difficile indossare scarpe.

Questa deformazione può essere:
  • congenita, causata dalla brevità del tendine estensore del dito che lo fa incurvare all’interno,
  • causata dall’uso di calzature strette, con tacchi alti e a punta, che provocano sfregamento e pressione alla base del 5° dito. Per questo ne soffrono più le donne degli uomini.
  • dovuta a patologie reumatiche o neurologiche
  • associata ad altre problematiche podologiche, come l’alluce valgo o rigido che, causando un’andatura detta “antalgica”, sulla parte laterale del piede provoca un sovraccarico a livello del 5° metatarso
  • a un errato sviluppo del legamento metatarsale tra il 4° e il 5° dito

Il dolore è il sintomo principale cui si associa la difficoltà a indossare le normali calzature, la presenza di un callo sulla pianta del piede (dovuta al sovraccarico provocato dalla deformazione), tumefazioni e, negli stadi più avanzati, il 5° dito si può collocare sotto o sopra il 4° dito. Questa deformazione può anche procurare la borsite ossia un’infiammazione dolorosa delle borse articolari contenenti il liquido sinoviale, il cui compito è di ridurre l’attrito tra le ossa durante i movimenti.

La diagnosi può essere fatta dal medico anche solo esaminando il piede del paziente, ma la radiografia è l’accertamento diagnostico più indicato perché permette di valutare l’angolo compreso tra il quinto e il quarto metatarso che, in un piede normale è inferiore a 8°. 

Generalmente, i primi trattamenti sono di tipo conservativo qualunque sia la causa e sono:
  • cerottaggi e guaine in silicone (ortensi) per proteggere la callosità da sfregamenti e urti
  • terapia con antinfiammatori e cortisonici
  • uso di scarpe con tomaia morbida e a pianta larga
  • plantare con scarico sotto il 5° metatarso
  • esercizi di fisioterapia per mantenere la motilità del dito
Quando la terapia conservativa non ha avuto esito positivo, si ricorre all’intervento chirurgico che si esegue con diverse tecniche quali:
  • tecniche osteotomiche (cioè con taglio chirurgico dell’osso) triplanari, autostabilizzanti che consentono la modifica dei valori angolari non corretti nei tre piani dello spazio, nello specifico la modifica dell’angolo di deviazione laterale.
  • tecnica detta di Chevron o Austin, consente di praticare una piccola incisione alla base del 5° dito, tagliando, con una sega circolare, il collo del 5° metatarso, con disegno a V di circa 60° e con apice distale, per correggere la deviazione angolare ed eliminare l’osso in esubero. Per stabilizzare l’articolazione si usano viti e fili di Kirschner. Poiché la Bunionette può essere causata da un alluce valgo, è necessario correggere anche questo difetto. Questo approccio consente un carico immediato, cioè il paziente può camminare da subito con calzature speciali, anche il dolore post-operatorio è facilmente controllabile.
  • tecnica di Weil modificata secondo Ronconi, permette la modifica dell’angolo di deviazione laterale con un taglio dell’osso orizzontale, riposizionamento dell’osso e uso di viti e fili di Kirschner per stabilizzare l’articolazione. Anche questo tipo di chirurgia permette al paziente di deambulare subito con calzatura speciale.

  • tecnica Secret-Bridge al 5°dito varo, permette di intervenire con dei piccoli forellini correggendo il 5°dito, riposizionandolo correttamente, senza ricorrere al taglio dell’osso. L’intervento consiste nell’impianto di un legamento sintetico, al posto di quello logorato, che fa da ponte tra il 4° e il 5° metatarso ancorando e modificando la posizione del 5° osso metatarsale.  Il legamento sintetico è costituito da 2 mini bottoni in titanio collegati da un ponte di polietilene intrecciato ad alto peso molecolare. Il titanio è il materiale più usato nelle tecniche chirurgiche ortopediche (protesi di ginocchio, anca ecc) perché è resistente, leggero, elastico come le ossa e compatibile con la loro crescita.  Anche con questa tecnica il dolore è lieve e i segni dell’intervento impercettibili perché non vi sono cicatrici.

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