Tumore del testicolo

Il tumore del testicolo è una delle forme tumorali più diffuse nei pazienti al di sotto dei 50 anni, benché non sia frequente. Colpisce soprattutto uomini tra i 15 e i 40 e ogni anno si stima vi siano circa 2500 nuove diagnosi di tumore testicolare, in Italia.

È una patologia neoplastica tra le più curabili, soprattutto quando viene trattata in fasi molto precoci.
Nei pazienti che hanno avuto in passato un tumore al testicolo, la complicazione più frequente è l’infertilità. Per questo i pazienti in cura sono informati della possibilità di conservare il seme presso una banca del seme.

Cause

La causa che produce la neoplasia è un’alterazione nelle cellule che compongono i tessuti del testicolo.
La metà circa dei tumori al testicolo ha origine nelle cellule germinali che permettono la formazione degli spermatozoi. In questo caso si parla di seminoma, con decorso solitamente più favorevole.
Gli altri casi sono definiti come non seminomi.

Ci sono alcuni fattori che aumentano il rischio di sviluppare la patologia:
  • il criptorchidismo alla nascita: un’anomalia per la quale il testicolo non scende all’interno della sacca scrotale. Se il difetto viene corretto nei primi mesi di vita, il rischio di sviluppare neoplasie diminuisce;
  • patologie che determinano alterazioni anatomiche dei testicoli, come la sindrome di Klineferter che si manifesta con testicoli di dimensioni ridotte;
  • la familiarità con la patologia;
  • il vizio del fumo;
  • l’esposizione continuativa a interferenti endocrini come pesticidi.

Il tumore del testicolo si manifesta con:
  • noduli palpabili
  • ingrossamento delle dimensioni del testicolo 
  • senso di pesantezza del testicolo
  • più raramente dolore improvviso acuto e localizzato o diminuzione di volume del testicolo
  • ingrossamento dei linfonodi addominali

Il tumore al testicolo è classificato in tre stadi, a seconda della diffusione della patologia:
  1. La neoplasia è localizzata nel testicolo
  2. La patologia si è diffusa fino ai linfonodi addominali
  3. Il tumore ha prodotto metastasi a carico di altri organi, frequentemente fegato e polmoni.
Quanto più il tumore è preso precocemente, tanto più probabile sarà la sopravvivenza.

Un importante presidio di diagnosi è l’autopalpazione del testicolo, che va fatta già in giovane età, a partire dai 15 anni circa, una volta al mese.
Serve a individuare eventuali noduli o anomalie sospette, anche in assenza di sintomi.

Se si individuano noduli, o se si accusano sintomi, è importante sottoporsi in primo luogo ad un esame obiettivo da parte dell’urologo.
Ulteriori esami strumentali per la diagnosi sono:
  • l’ecografia testicolare per valutare l’estensione della lesione e la sua compatibilità con la patologia neoplastica
  • le analisi del sangue per individuare la presenza di marker tumorali specifici (alfa feto proteina e beta-hcg)
  • intervento esplorativo con esame istologico estemporaneo al congelatore (se diagnosi dubbia), diversamente asportazione di testicolo e funicolo spermatico e successiva diagnosi istologica
  • TC addome con mezzo di contrasto o PET-TC per verificare l’estensione della lesione ai linfonodi addominali e eventuali metastasi.

Il trattamento consiste nell’asportazione del testicolo e del funicolo spermatico, un trattamento successivo chemioterapico o radioterapico varierà in base all’estensione della patologia e al caso clinico del singolo paziente.
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