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Angina pectoris

Angina pectoris: cos'è e come riconoscerla


L’angina pectoris, detta anche angina da sforzo o angina cronica stabile, si manifesta con dolore al petto  irradiato alle braccia, alla schiena, al collo ed alla mandibola. Tale dolore è causato da uno scarso afflusso del sangue, temporaneo, che provoca la mancanza di ossigeno al cuore (il termine medico è ischemia). Lo scarso afflusso di sangue che provoca dolore anginoso può essere causato, a sua volta, dal restringimento (stenosi) delle arterie coronarie che irrorano il tessuto cardiaco.

Mentre fino a qualche anno fa le malattie cardiovascolari – angina, ictus e infarto – erano considerate malattie prettamente maschili, oggi interessano in numero crescente anche le donne, soprattutto molto giovani – ne soffre il 3,3% degli uomini contro il 3,9% delle donne dai 35 ai 75 anni – come conseguenza di uno stile di vita errato. Le donne hanno, inoltre, maggiori rischi quando entrano in menopausa.

L’attacco di angina può svilupparsi in seguito ad attività fisica intensa o a un episodio di stress acuto. Il sintomo per eccellenza è proprio il dolore al torace, che può essere talmente intenso da impedire di proseguire le normali attività. In genere l’angina pectoris ha durata complessiva di circa cinque- dieci minuti, per poi rallentare o fermarsi. In questi casi, comunque, è sempre bene chiamare tempestivamente i soccorsi in modo da fare accertamenti approfonditi sulle condizioni di salute.

L’angina al petto si può manifestare anche più volte nella stessa persona: coloro che hanno già subito episodi e a cui è stata diagnosticata l’angina, devono ricorrere ai farmaci prescritti dal proprio medico. Anche in questo caso, se il dolore dura più di cinque minuti è bene chiamare i soccorsi.

L’angina al cuore è principalmente di due tipi: stabile e instabile.


L'angina pectoris stabile


L’angina pectoris stabile è detta comunemente angina da sforzo, poiché si manifesta sotto particolari condizioni come, ad esempio, durante una intensa attività fisica. Generalmente tale condizione migliora con il riposo e l’assunzione di farmaci appositi (trinitrina). 

Un episodio di angina stabile non mette la persona in pericolo di vita, ma rappresenta un chiaro campanello di allarme di una condizione che, se trascurata o sottovalutata, può portare a disturbi ben più seri e irreversibili l’infarto del miocardio.

Il restringimento delle arterie è causato dall'accumulo di grassi e colesterolo nel sangue (aterosclerosi). In questo caso, oltre alla cura farmacologica per l’angina, è fondamentale curare la propria alimentazione, correggere lo stile di vita, inserendo fra le proprie pratiche quotidiane dell’attività fisica leggera, come una passeggiata di almeno trenta minuti.

Dopo l’episodio di dolore al petto, la persona viene sottoposta a esami diagnostici che possano accertare la presenza o meno della patologia. Per l’angina stabile l’ecg è l’esame diagnostico più comune. Si tratta di un normale elettrocardiogramma che registra il ritmo e l’attività elettrica del cuore, producendo un tracciato, interpretato dal medico specialista.

Se trascurata, l’angina stabile, col tempo, può svilupparsi nella forma più grave, l’angina instabile.
 

L'angina pectoris instabile

 

L’angina instabile è caratterizzata dalla comparsa di dolore improvviso, anche a riposo, o per sforzi fisici non importanti. L’angina instabile è causata da un’ostruzione temporanea di una coronaria, per la presenza di un coagulo, o trombo, che si forma, in genere in seguito allo sviluppo dell’aterosclerosi.

Rientra in questo tipo di patologia anche l’angina di Prinzmetal detta anche angina variante, che è causata da uno spasmo coronarico che puo' determinare, a sua volta, un restringimento importante che limita – anche se in maniera temporanea – il flusso di sangue. Ne consegue una ischemia che si manifesta con dolore toracico. Il dolore anginoso si manifesta a riposo, spesso di notte, o in determinati momenti della giornata. Oltre al forte dolore si possono verificare anche aritmie e sincope. Questo tipo di angina è più frequente fra i giovani, soprattutto se sono fumatori abituali.

Essendo una forma molto più grave di angina, non è affatto da ignorare: è bene non temporeggiare e chiamare tempestivamente i soccorsi anche se il dolore passa, poiché questa variante può portare a infarto acuto del miocardio.

Anche nel caso di angina instabile l’ecg è un modo sicuro e indolore per arrivare alla diagnosi.
 

Altri tipi di Angina pectoris


Esistono altri tipi di angina meno frequenti, che includono:
 

1. Angina microvascolare


Questo tipo di angina è causato da una disfunzione della microcircolazione coronarica senza che vi sia ostruzione delle 3 coronarie. Questa disfunzione al momento non è ancora del tutto nota; è più comune fra le persone che soffrono di ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia e diabete, così come di cardiomiopatia ipertrofica o dilatativa.

Al fine di trattare l’angina microvascolare è bene ridurre i fattori di rischio – diabete, colesterolo e pressione alta – e intervenire con farmaci che sono in grado di ripristinare la normale funzione del microcircolo.
 

2. Angina da discrepanza


Questo tipo di angina è causata da una discrepanza tra la capacità di aumento del flusso coronarico – la riserva coronarica – in risposta alle necessità del muscolo cardiaco. 

Il dolore anginoso si presenta più facilmente quando la persona è sotto sforzo ma anche sotto stress emotivo, e si verifica spesso nelle persone con anemia, ipertiroidismo.


3. Angina addominale


Questa sindrome si caratterizza per forti dolori addominali, peri-ombelicali e post postprandiali. La causa è una ostruzione che riduce il flusso sanguigno, ma l’ischemia, in questo caso, non è tanto legata al cuore quanto all’intestino.

Con la digestione aumentano le richieste di ossigeno e di sangue nell’intestino. Essendo però l’afflusso ridotto, si generano dolori addominali, di tipo crampiformi, che possono durare anche qualche ora. Altri sintomi che si possono presentare sono: diarrea, malassorbimento e flatulenza. Spesso i dolori sono così forti che la persona che ne soffre tende a non mangiare, con la conseguenza di una cospicua perdita di peso corporeo.
 

Angina pectoris: i sintomi principali


L’angina ha sintomi che includono:
  • dolore acuto al torace, che viene avvertito come un oppressione, costrizione o peso. Questo può irradiarsi fino alle spalle, alle braccia, alla schiena e alla gola;
  • mancanza di respiro (soprattutto nelle persone diabetiche);
  • vertigini;
  • sudorazione;
  • stanchezza;
  • svenimento.
In alcune persone i sintomi dell’angina pectoris possono essere confusi con quelli di una cattiva digestione.

Non essendo una malattia, ma un segno di una sofferenza cardiaca che può diventare grave, e che interessa nella maggior parte dei casi le coronarie, l’angina invia sintomi premonitori che se ascoltati in tempo possono salvare la vita.

Purtroppo, se questo è vero per gli uomini, ben diverso è, invece, la realtà che riguarda le donne. In generale le malattie cardiovascolari oggi sono la prima causa di morte nelle over 50. Ciò si spiega con il fatto che l’angina pectoris ha sintomi nelle donne che sono spesso fraintesi con altri di entità minore e quindi trascurati.
 

Angina pectoris: le cause principali


Le cause dell’angina pectoris vanno ricercate in un danno delle pareti delle coronarie. Questo lento decorso, che può cominciare in età giovanile e “non sospetta” si deve a uno stile di vita errato, che comprende:
  • il fumo,
  • l’ipertensione arteriosa,
  • il diabete di tipo 2,
  • la dislipidemia,
  • l’obesità,
  • la predisposizione genetica,
  • lo stress intenso e incontrollato.
Uno o più di questi fattori provoca la formazione di placche nelle coronarie, o aterosclerosi, che riducono o bloccano le coronarie, impedendo il corretto afflusso di sangue al cuore.

Una vita equilibrata, con un’alimentazione sana a base di cibi salutari e una lieve attività fisica sono, quindi, il primo alleato della salute del cuore, e di tutto l’organismo in generale.
 

Angina pectoris: cure e terapie 


Per curare l’angina pectoris si procede su fronti diversi, che comprendono:
  • i farmaci,
  • le terapie mediche,
  • i cambiamenti nello stile di vita.
I farmaci per l’angina pectoris stabile possono essere utilizzati come trattamento principale quando i sintomi sono lievi e non peggiorano con il tempo. Diversamente, l’angina instabile richiede un intervento medico, poiché i farmaci da soli non sono sufficienti.

La terapia per l’angina pectoris comprende tecniche anche mininvasive che permettono un ritorno alla propria vita quotidiana molto più celere. Fra queste vi sono:
  • l’angioplastica coronarica percutanea con impianto di stents: questa tecnica invasiva non chirurgica permette di dilatare il tratto dell’arteria occluso attraverso l’inserimento di un palloncino gonfiato ad altissima pressione. Infine viene posizionato uno stent, una struttura tubolare con maglie di rete (una specie di implacatura), che permette di mantenere aperto il segmento interessato e di far tornare il flusso sanguigno regolare;
  • il bypass coronarico: si tratta di un intervento cardiochirurgico che prevede il prelevamento di vasi – la vena safena, nella gamba, o meglio l'arteria mammaria, nel torace – che vengono suturate a valle del restringimento e che sono in grado, in questo modo, di bypassarlo. In questo modo il flusso sanguigno torna normale. Questo tipo di intervento viene effettuato soprattutto quando l’ostruzione è molto diffusa, come nel caso di pazienti diabetici.
 

Angina pectoris o infarto?


Angina pectoris e infarto non sono uguali. La prima è una sofferenza del muscolo cardiaco, che si verifica quando il cuore riceve un flusso di sangue insufficiente. L’infarto, invece, si verifica quando una parte del cuore viene severamente danneggiata e muore a causa di una otturazione delle arterie che gli forniscono il sangue.

Non è sempre facile riconoscere la differenza fra angina e infarto, ma ci sono alcuni indizi da tenere in considerazione che possono aiutare:
  • il dolore viene scatenato da uno sforzo o da uno stress eccessivo nel caso di angina, mentre nel caso di infarto si può manifestare anche a riposo;
  • nell’angina il dolore viene alleviato dal riposo e dura al massimo dieci minuti, nell’infarto il dolore non si allevia nemmeno a riposo e può durare anche molte ore;
  • l’infarto è associato ad aritmia, che non si verifica con l’angina.
In ogni caso, se si manifestano uno o più sintomi è indispensabile chiamare tempestivamente i soccorsi: pochi minuti per il cuore fanno una gran differenza.
 

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