Dispnea

La dispnea è la difficoltà a respirare che è possibile provare a causa di patologie polmonari, cardiache, metaboliche o condizioni d’altro tipo.
 

La respirazione è un processo fisiologico essenziale che garantisce l’apporto di ossigeno ai tessuti e l’eliminazione dell’anidride carbonica prodotta dal metabolismo cellulare. Tale processo può essere soggetto ad alcune problematiche, fra cui la dispnea. Cos’è e perché si sviluppa questo disturbo?

Che cosa è la dispnea?

La dispnea è la sensazione di faticare a respirare, descritta comunemente come "fame d’aria" o respiro corto. Questo sintomo può manifestarsi in diverse condizioni patologiche, ma anche in situazioni fisiologiche. La percezione della dispnea deriva da un’alterazione nei meccanismi che regolano la respirazione, coinvolgendo il sistema nervoso centrale, i muscoli respiratori e i recettori polmonari.

La respirazione si divide in diverse fasi:
  • Ventilazione polmonare: l’aria si muove tra l’ambiente esterno e gli alveoli polmonari attraverso inspirazione ed espirazione.
  • Scambio gassoso alveolare: l’ossigeno si diffonde dall’aria alveolare al sangue e l’anidride carbonica in direzione opposta.
  • Trasporto dei gas nel sangue: l’ossigeno viene trasportato principalmente legato all’emoglobina nei globuli rossi, mentre l’anidride carbonica viaggia in forma disciolta o come bicarbonato.
  • Scambio gassoso a livello tissutale: l’ossigeno viene ceduto ai tessuti, mentre l’anidride carbonica passa dal metabolismo cellulare al sangue per essere eliminata.
Il controllo della respirazione è regolato da centri nervosi situati nel tronco encefalico, i quali rispondono ai livelli di ossigeno, anidride carbonica e pH nel sangue. Quando uno di questi parametri si altera, il corpo può percepire la necessità di aumentare la frequenza e la profondità del respiro. La dispnea può quindi rappresentare un segnale di allarme e deve essere valutata attentamente attraverso un’analisi clinica e strumentale.

La dispnea provoca sintomi dalle diverse sfumature in base alle sue caratteristiche. In caso di:
  • Dispnea da sforzo, la sensazione compare durante attività fisiche e migliora con il riposo. Comune in patologie cardiovascolari e respiratorie croniche.
  • Dispnea a riposo, la difficoltà respiratoria si verifica anche senza sforzo fisico ed è tipica di condizioni più gravi, come insufficienza cardiaca avanzata o patologie polmonari severe.
  • Ortopnea, si prova fatica a respirare in posizione supina, che migliora alzandosi o sedendosi. Spesso associata a scompenso cardiaco.
  • Dispnea parossistica notturna, gli episodi improvvisi di difficoltà respiratoria svegliano il paziente durante la notte, caratteristici delle cardiopatie e delle apnee ostruttive del sonno (OSAS).
  • Platipnea, la dispnea peggiora in posizione eretta, condizione osservabile in alcune patologie polmonari e vascolari.

Quali sono i sintomi di una dispnea? Ecco alcuni segnali che possono indirizzare la diagnosi:
  • Tachipnea, un aumento della frequenza respiratoria spesso presente in condizioni di stress respiratorio.
  • Uso dei muscoli accessori: si contraggono in modo evidente i muscoli del collo e del torace per facilitare la respirazione.
  • Cianosi, ovvero colorazione bluastra della pelle e delle mucose, indicativa di ipossiemia grave.
  • Dolore toracico, che può suggerire cause cardiache come infarto miocardico o embolia polmonare.
  • Sibili e fischi respiratori, che sono tipici dell’asma e della broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO).
  • Edema agli arti inferiori, segnale di possibile insufficienza cardiaca con ritenzione di liquidi.
  • Sensazione di oppressione toracica, presente fra i sintomi della dispnea da ansia, attacchi di panico o condizioni cardiovascolari.

La dispnea può assumere diverse forme in base alla causa sottostante, alla durata e alle modalità di insorgenza. La classificazione dei principali tipi di dispnea consente di costruirsi un’idea più precisa del disturbo e dei passi da compiere in seguito.
 

Dispnea cardiaca

La dispnea cardiogena, o di origine cardiaca, è dovuta a un’insufficiente capacità del cuore di pompare il sangue, con conseguente accumulo di liquidi nei polmoni e riduzione dell’ossigenazione. La dispnea cardiaca genera sintomi come ortopnea, dispnea parossistica notturna e edema polmonare acuto (grave accumulo di liquido negli alveoli con sensazione di soffocamento). Questa forma è spesso associata a insufficienza cardiaca congestizia, valvulopatie e cardiomiopatie.
 

Dispnea ingravescente

Con questa definizione ci si riferisce a un progressivo peggioramento della difficoltà respiratoria nel tempo. Può manifestarsi in:
  • Dispnea a riposo, che dunque compare anche senza compiere attività fisiche particolari. La dispnea a riposo può avere cause come compromissione severa della funzione respiratoria o danno cardiovascolare.
  • Dispnea acuta, che insorge improvvisamente ed è tipica di condizioni gravi come embolia polmonare, crisi asmatica, edema polmonare acuto o pneumotorace.
Questa tipologia richiede un’attenta valutazione clinica per identificare tempestivamente la causa sottostante.
 

Dispnea polmonare

La dispnea polmonare o respiratoria è causata da patologie che ostacolano il flusso d’aria o compromettono la funzione degli alveoli. Si distingue la dispnea polmonare in base ai sintomi:
  • Dispnea inspiratoria, corrispondente a difficoltà nell’inspirazione. Dato che spesso è dovuta a ostruzione delle vie aeree superiori, la dispnea inspiratoria può avere cause come laringospasmo (contrazione non controllata dei muscoli della laringe), stenosi tracheale (restringimento della trachea) o epiglottite (pericolosa infezione batterica dell’epiglottide).
  • Dispnea espiratoria: la difficoltà nell’espirazione è in genere associata a patologie ostruttive come l’asma e la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO).
 

Dispnea cronica

La dispnea cronica persiste per più di quattro settimane ed è frequentemente legata a patologie progressive, come BPCO, asma persistente, fibrosi polmonare, enfisema, insufficienza cardiaca cronica, patologie neuromuscolari. La gestione della dispnea cronica prevede un approccio multidisciplinare che include terapie farmacologiche, riabilitazione respiratoria e supporto ventilatorio nei casi più avanzati.

Come si è già visto, la dispnea può avere cause di diversa natura, molteplici condizioni patologiche e fisiologiche che coinvolgono il sistema respiratorio, cardiovascolare, neuromuscolare e metabolico.
Le patologie polmonari rappresentano una delle principali cause di dispnea, poiché compromettono la ventilazione, la diffusione dei gas o la meccanica respiratoria. Fra queste vi sono:
  • Broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), con ostruzione irreversibile del flusso aereo con iperinsufflazione polmonare (aria intrappolata dentro i polmoni).
  • Apnee ostruttive del sonno (OSAS), patologie che si verificano durante il sonno e che possono portare a incremento delle patologie cardiovascolari (fibrillazione atriale, scompenso cardiaco, ictus, ecc.) se non diagnosticate e trattate tempestivamente. Oltre che con senso di soffocamento e respiro affannoso, si manifestano con russamento, irrequietezza nel sonno, sudorazione notturna, irritabilità, sonnolenza diurna.
  • Asma bronchiale, ossia l’iperreattività delle vie aeree con broncospasmo e infiammazione cronica.
  • Fibrosi polmonare, che comporta una perdita di elasticità del tessuto polmonare con riduzione della capacità ventilatoria.
  • Polmonite e infezioni respiratorie: l’infiammazione e l’accumulo di essudato negli alveoli ostacolano gli scambi gassosi.
  • Embolia polmonare, ovvero ostruzione acuta di un’arteria polmonare con ipossiemia e sovraccarico del cuore destro.
  • Pneumotorace, il collasso polmonare dovuto alla presenza di aria nella cavità pleurica.

Dal momento che il cuore e i polmoni sono strettamente interconnessi nella regolazione della respirazione, la dispnea può trovare la propria causa in:
 
  • Insufficienza cardiaca congestizia, con ridotta capacità del cuore di pompare il sangue e accumulo di liquidi nei polmoni.
  • Cardiomiopatie, alterazioni strutturali e funzionali del miocardio che riducono la gittata cardiaca.
  • Valvulopatie cardiache, in particolare stenosi o insufficienza valvolare, che compromettono il flusso ematico e la perfusione sistemica.
  • Ipertensione polmonare: l’aumento della pressione nelle arterie polmonari causa un sovraccarico del ventricolo destro.
  • Infarto miocardico acuto con conseguente compromissione della perfusione polmonare e cardiaca.
Le patologie che colpiscono i muscoli respiratori e i nervi coinvolti nella ventilazione possono essere:
  • Sclerosi laterale amiotrofica (SLA): la degenerazione dei motoneuroni compromette i muscoli respiratori.
  • Distrofie muscolari, poiché la perdita progressiva della forza muscolare influisce sulla ventilazione.
  • Lesioni midollari: traumi o patologie del midollo spinale interferiscono con il controllo della respirazione.

Anche alcune condizioni sistemiche e metaboliche possono alterare il controllo della respirazione e provocare dispnea:
 
  • Anemia: si riduce la capacità di trasporto dell’ossigeno con ipossiemia tissutale.
  • Acidosi metabolica: gli squilibri del pH stimolano una risposta ventilatoria compensatoria.
  • Ansia e disturbi psicogeni possono determinare iperventilazione e percezione alterata della respirazione.
  • Obesità severa, con aumento del lavoro respiratorio e riduzione della capacità polmonare.
  • Patologie endocrine: ipertiroidismo e diabete mellito possono influenzare il metabolismo e la respirazione.

Nello specifico, quali tumori causano dispnea?
  • Tumore del polmone, con ostruzione bronchiale, versamento pleurico e compressione delle strutture respiratorie. In caso di dispnea, questo tumore è uno fra i maggiormente indiziati.
  • Linfoma mediastinico: l’ingrossamento linfonodale può comprimere le vie aeree e i grandi vasi.
  • Mesotelioma pleurico. Il mesotelioma interessa la membrana che riveste gli organi interni. Con il coinvolgimento della pleura si restringe la capacità polmonare.
  • Tumori metastatici polmonari: la diffusione secondaria di neoplasie può alterare la funzione respiratoria.
  • Tumore del colon: è possibile associare dispnea e tumore al colon nei casi avanzati, in quanto la patologia può provocare anemia severa, che a sua volta riduce la capacità respiratoria.

Il disturbo può variare in gravità e derivare da condizioni differenti. Dunque, quando deve preoccupare la dispnea?

Alcuni sintomi associati indicano la necessità di una valutazione medica urgente:
  • Insorgenza improvvisa e grave.
  • Difficoltà respiratoria a riposo.
  • Cianosi, che suggerisce una grave ipossia (mancanza di ossigeno).
  • Dolore toracico.
  • Alterazione dello stato di coscienza: confusione, disorientamento o perdita di coscienza sono segni di insufficiente ossigenazione cerebrale.
  • Uso dei muscoli accessori, che indica un’importante difficoltà respiratoria.
È quindi fondamentale in caso di dispnea sapere quando preoccuparsi: la tempestività in molti casi è determinante.

La diagnosi della dispnea richiede un approccio multidisciplinare che prevede l’utilizzo di esami clinici, strumentali e di laboratorio per identificarne la causa. I primi passi della visita a cui ci si sottopone sono:

  • Valutazione della frequenza respiratoria, del pattern respiratorio e dell’uso dei muscoli accessori.
  • Auscultazione polmonare per rilevare rantoli, sibili o assenza di suoni respiratori.
  • Controllo della saturazione di ossigeno mediante pulsossimetria.
  • Rilevazione di eventuali segni di insufficienza cardiaca o patologie neuromuscolari.
 

In caso di dispnea, gli esami da fare sono:

Dal momento che le cause all’origine di questo disturbo sono numerosissime, come si può curare la dispnea e cosa fare?

Il trattamento dipende dalla causa sottostante e può includere interventi farmacologici, terapie respiratorie, strategie riabilitative e modifiche dello stile di vita per migliorare la qualità della respirazione. La dispnea richiede cure multidisciplinari, che coinvolgano pneumologi, cardiologi, fisioterapisti respiratori e nutrizionisti. È infatti fondamentale per capire come curare la dispnea non solo individuarne l’origine, ma anche tenere conto di tutte le caratteristiche della singola persona.
 

Per la dispnea, la terapia farmacologica può essere d’aiuto, attraverso:

  • Broncodilatatori, indicati per patologie ostruttive come l’asma e la BPCO. Agiscono rilassando la muscolatura bronchiale per migliorare il flusso d’aria. Possono essere a breve durata (per il sollievo immediato) o a lunga durata (per la gestione cronica della patologia).
  • Corticosteroidi, che riducono l’infiammazione nelle vie aeree in condizioni come asma, BPCO e patologie polmonari interstiziali. Possono essere somministrati per via inalatoria, orale o endovenosa, a seconda della gravità del quadro clinico.
  • Diuretici, utilizzati nei casi di insufficienza cardiaca per ridurre il sovraccarico di liquidi nei polmoni.
  • Ossigenoterapia, somministrata quando si manifesta ipossiemia cronica per mantenere un’adeguata ossigenazione sanguigna e alleviare il senso di soffocamento.
  • Anticoagulanti, prescritti nei casi di embolia polmonare per prevenire la formazione di nuovi trombi e favorire la risoluzione di quelli esistenti.
  • Ansiolitici nei casi in cui alla base della dispnea vi sia una condizione psichica riconosciuta.
 

In presenza di dispnea, la cura può anche prevedere:

  • Riabilitazione polmonare: si tratta di un programma terapeutico che include esercizi fisici, tecniche di respirazione e supporto psicologico per migliorare la funzione respiratoria in caso di patologie croniche.
  • Ventilazione non invasiva (NIV), impiegata per ridurre il lavoro respiratorio se vi è insufficienza respiratoria cronica o acuta, migliorando gli scambi gassosi e prevenendo l’intubazione.
  • Tecniche di respirazione e fisioterapia toracica: esercizi come la respirazione diaframmatica e il controllo del respiro aiutano a ottimizzare l’efficienza respiratoria.
  • Terapia con CPAP o BiPAP per il trattamento delle apnee ostruttive del sonno e alcune forme di insufficienza respiratoria.
  • Drenaggio posturale e tecniche espettoranti, utilizzati contro l’accumulo di secrezioni polmonari.

Quando chi ne soffre pensa alla dispnea e a come curarla, potrebbe non considerare alcune azioni più semplici da portare avanti nella vita quotidiana. In caso di dispnea, rimedi fondamentali sono proprio quelli che interessano lo stile di vita:

  • Smettere di fumare: il tabacco è uno dei principali fattori di rischio per la BPCO e altre patologie respiratorie.
  • Seguire una dieta equilibrata, che aiuti a mantenere sotto controllo il proprio peso e fornisca i nutrienti essenziali per mantenere una buona funzione muscolare, inclusa quella respiratoria.
  • Fare attività fisica regolare per migliorare la resistenza cardiovascolare e polmonare, riducendo l’affanno nelle attività quotidiane.
  • Evitare ambienti inquinati e irritanti.
  • Gestire lo stress tramite tecniche di rilassamento e supporto psicologico.
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