Cervicalgia

La cervicalgia è un disturbo che comporta dolore nella zona cervicale della colonna vertebrale, ossia il collo. Al dolore possono associarsi altri sintomi.
 

Si tratta di uno dei disturbi più comuni nell’area occidentale del mondo: il che ha molto a che vedere con le sue cause. Parliamo della cervicalgia.

Il collo è una parte anatomica fisicamente limitata eppure notevolmente complessa: al suo interno sono infatti presenti, in stretta prossimità, non solo un alto numero di muscoli, ma anche elementi come la carotide, la giugulare, il nervo vago, la prima parte dell’apparato respiratorio e di quello digerente, nonché la tiroide e le paratiroidi.

Inoltre, bisogna ricordare che il collo funge da collegamento fra il capo e il resto del corpo e garantisce proprio alla testa una mobilità significativa: ciò è dovuto alla struttura delle prime due vertebre cervicali.

Che cos’è dunque la cervicalgia? Si definisce con questo termine la condizione caratterizzata da dolore nella regione cervicale della colonna vertebrale, ossia presso il collo stesso. Nello specifico, sono interessate da questo disturbo le vertebre da C1 a C7.

Cervicalgia: i sintomi

Una delle domande che maggiormente si pone un paziente è: come si manifesta la cervicale? Prima di tutto, è bene sottolineare che non è corretto parlare di “cervicale” come sinonimo di “cervicalgia”, in quanto l’aggettivo qualifica soltanto la zona interessata dal disturbo. In ogni caso, è significativo soffermarsi su tutti i sintomi della zona cervicale infiammata, poiché non si limitano a coinvolgere il collo.

Fra i sintomi della cervicalgia, il più evidente è il dolore localizzato nella zona cervicale, che può essere costante o intermittente. Spesso, una sensazione di rigidità muscolare accompagna il dolore, rendendo difficile la normale gamma di movimenti del collo. I pazienti possono inoltre sperimentare una limitazione nella flessione, estensione e rotazione del collo, che compromette la loro capacità di compiere attività quotidiane.

Oltre al dolore cervicale, sintomi comuni della cervicalgia possono essere:
 
  • Mal di testa, spesso descritto come un dolore che si irradia dalla parte posteriore del collo alla testa
  • Vertigini e disturbi dell’equilibrio: il paziente potrebbe lamentare capogiri e una sensazione di “svuotamento” della testa
  • Tensione muscolare che può anche causare la comparsa di noduli o punti di dolore palpabili lungo la linea dei muscoli del collo
  • Sensazione di formicolio o intorpidimento nelle braccia e nelle mani, con possibili coinvolgimenti nervosi
  • Dolori alla spalla e alla parte superiore della schiena, poiché i muscoli e le articolazioni in queste regioni sono collegati e possono essere influenzati dalla stessa condizione
  • Compromissione della postura, con una maggiore tensione muscolare e un aumento del dolor
  • Disturbi del sonno: la ricerca della posizione più confortevole per dormire può diventare una sfida, contribuendo a un circolo vizioso che può peggiorare la condizione

Possiamo considerare due principali tipologie di cervicalgia, che si distinguono principalmente in base alla durata e alla persistenza dei sintomi.
 

Cervicalgia acuta


La cervicalgia acuta corrisponde a un episodio di dolore al collo che si manifesta improvvisamente e che di solito ricopre un periodo limitato.

In genere, dura la cervicalgia acuta dura fino a quattro settimane. Le cause più comuni includono tensione muscolare o sforzi eccessivi, lesioni da colpo di frusta, posture scorrette o lesioni improvvise, ad esempio dopo un incidente automobilistico. La cervicalgia acuta provoca sintomi come dolore localizzato, rigidità muscolare e difficoltà di movimento.

Spesso tali disagi migliorano con il tempo e il riposo, tanto che per trattare una cervicalgia acuta la terapia può prevedere, oltre al riposo, la sola assunzione di farmaci antidolorifici e al massimo un periodo di fisioterapia.
 

Cervicalgia cronica


Chi soffre di cervicalgia cronica sperimenta sintomi per oltre dodici settimane, indicando una condizione che può diventare più difficile da trattare. Le cause possono essere più varie e complesse, coinvolgendo anche possibili fattori come l'infiammazione persistente, danni strutturali alla colonna vertebrale, o problemi neurologici.

Le persone con cervicalgia cronica possono sperimentare un dolore continuo o ricorrente, spesso accompagnato da limitazioni nella mobilità e nella qualità di vita. A livello terapeutico, può essere necessario un approccio più completo, che potrebbe includere terapie psicologiche, trattamenti mirati alle cause specifiche della condizione o più raramente interventi chirurgici.

In alcuni casi, avviene una transizione da cervicalgia acuta a cronica: tale dinamica non è sempre chiara e può variare da persona a persona. Alcuni individui potrebbero sviluppare una condizione cronica a seguito di un evento traumatico o di lesioni gravi, mentre altri potrebbero manifestare una persistenza dei sintomi a causa di fattori psicologici, come lo stress cronico o la depressione. Ecco perché è molto importante non trascurare il disturbo fin dal suo insorgere.

Dunque, cosa provoca la cosiddetta cervicale? La cervicalgia può essere causata da una serie di fattori. Questa condizione dolorosa può derivare da cause traumatiche, muscolari, articolari o nervose, e la comprensione della sua origine è fondamentale per una diagnosi accurata e un trattamento efficace.

Ecco alcune delle cause più frequenti:
 
  • Tensione muscolare nella zona del collo. La cattiva postura, lo stress e l'eccessivo sforzo muscolare possono causare contratture, portando a dolore e rigidità nella regione cervicale.
  • Lesioni da colpo di frusta: incidenti automobilistici o qualsiasi evento che provochi un repentino movimento avanti e indietro del collo, come una caduta, possono causare questo tipo di trauma. Possono quindi risultarne danneggiati i tessuti molli, i muscoli e i legamenti del collo, generando dolore e limitazioni nei movimenti.
  • Danneggiamento delle articolazioni cervicali, soprattutto a causa di processi degenerativi legati all'età, come l'artrosi. Tale dinamica può anche portare a un'irritazione delle strutture nervose circostanti.
  • Patologie della colonna vertebrale: condizioni come l'ernia del disco o la stenosi cervicale possono causare una compressione dei nervi. Possono inoltre contribuire a problematiche cervicali anche anomalie strutturali congenite.
  • Infezioni e infiammazioni, come meningite o spondilite, possono causare dolore al collo. Queste condizioni richiedono una gestione medica immediata per prevenire complicazioni.
  • Stress emotivo, che può portare a contratture e tensione nel collo.
  • Disfunzioni dell’articolazione temporo-mandibolare, che possono coinvolgere non solo la mandibola, ma anche riflettersi sul collo, causando dolore e tensione.
  • Uso improprio del computer o di altri dispositivi elettronici: la postura scorretta durante l'uso prolungato di questi strumenti può contribuire allo sviluppo della cervicalgia, a causa dello stress aggiunto sulla colonna cervicale.
  • Interventi chirurgici, incidenti o traumi diretti alla zona del collo possono causare danni strutturali, incluse fratture o lesioni ai tessuti molli.
  • Fattori ergonomici: sedie non ergonomiche, posti di lavoro mal progettati o attività che richiedono posizioni scomode possono influire sulla salute del collo.

Le conseguenze dei disturbi alla cervicale possono essere estremamente varie, in base alla tempestività e alla modalità di trattamento.

La cervicalgia quanto dura? Come si è accennato, dipende soprattutto dalle cause all’origine: in genere, soprattutto se è un trauma ad averlo provocato, il dolore al collo non dovrebbe andare oltre una settimana di tempo. Ma ciò a condizione che esso venga trattato con cura, poiché, se ciò non avviene, tende a manifestarsi nuovamente. Ecco perché le cervicalgie, di qualsiasi tipologia, non vanno mai sottovalutate né trascurate.

È dunque necessario rivolgersi a uno specialista fisiatra o a un ortopedico, che sono poi in grado di richiedere gli approfondimenti diagnostici necessari. Per prima cosa, lo specialista inizia con un’anamnesi accurata e un esame obiettivo: osserva dunque con attenzione la zona cervicale e la postura del collo, delle spalle e delle scapole; procede quindi a palpare la medesima zona e a valutarne la mobilità; infine, se è interessato anche il braccio corrispondente alla zona dolorante, esso viene esaminato dal punto di vista neurologico.

In base alle informazioni ottenute e ai risultati dell’esame, lo specialista può quindi richiedere i seguenti esami:
 
  • Radiografia, per visualizzare le vertebre del tratto cervicale e rilevare eventuali alterazioni.
  • Tomografia computerizzata, che, sfruttando sempre i raggi X, consente di ottenere immagini tridimensionali della medesima area.
  • Risonanza magnetica, con cui è possibile acquisire immagini ad altissima risoluzione dei tessuti molli, in modo da escludere la presenza di eventuali patologie più specifiche.
  • Elettromiografia, per ottenere dati sulla funzionalità di nervi e muscoli.
  • Ecografia e scintigrafia ossea, per analizzare il metabolismo delle ossa.

Per trattare la cervicalgia, la terapia può comprendere una combinazione di approcci che mirano a ridurre il dolore, migliorare la funzione del collo e prevenire recidive. I rimedi per la cervicalgia possono variare in base alla causa sottostante e alla gravità dei sintomi. Di seguito sono elencate alcune fra le opzioni di trattamento che lo specialista può indicare come opportune:
 
  • Riposo e riduzione delle attività, specie nelle fasi iniziali di una cervicalgia acuta: il riposo può infatti essere cruciale per consentire la guarigione dei tessuti danneggiati. Evitare le attività che possono aggravare il dolore, come sollevare pesi o eseguire movimenti bruschi del collo, può contribuire a prevenire ulteriori danni.
  • Applicazione di calore o freddo, che può offrire sollievo temporaneo dal dolore cervicale. Il calore può contribuire a rilassare i muscoli tesi, mentre il freddo può aiutare a contrastare l'infiammazione. L'applicazione dovrebbe essere eseguita con cautela e seguendo con grande rigore tutte le indicazioni dello specialista.
  • Assunzione di farmaci antidolorifici e antinfiammatori non steroidei (FANS): la terapia per cervicalgia può includere l'uso di farmaci come ibuprofene, naproxene o paracetamolo per aiutare a ridurre il dolore e l'infiammazione. Tuttavia, l'uso prolungato di alcuni farmaci può avere effetti collaterali.
  • Fisioterapia, che spesso svolge un ruolo essenziale nella gestione della cervicalgia. Gli esercizi di stretching e rafforzamento mirati possono contribuire a migliorare la flessibilità e la forza dei muscoli del collo, facendo così diminuire la tensione e il dolore. Il fisioterapista può anche indicare al paziente tecniche di rieducazione posturale per migliorare la biomeccanica del collo: indicazioni sulla postura possono quindi accompagnarsi alla chinesiterapia, con esercizi attivi, assistiti e passivi. Inoltre, può utilizzare tutta una serie di terapie strumentali per alleviare la sintomatologia: ionoforesi, laser, ultrasuoni e TENS.
  • Massoterapia: con diverse tecniche a disposizione, il massaggio terapeutico può contribuire a rilassare i muscoli tesi del collo e migliorare la circolazione sanguigna nella zona interessata, dando così il necessario sollievo.
  • Tecniche di rilassamento e gestione dello stress: la meditazione, la respirazione profonda o lo yoga possono aiutare ad abbassare la tensione muscolare e migliorare il benessere generale.
  • Dispositivi di sostegno, come cuscini ortopedici o collari cervicali. Questi possono fornire sostegno al collo, riducendo la pressione sui muscoli e sulle articolazioni.
  • Molto più raramente, intervento chirurgico: in casi gravi o quando altre opzioni di trattamento non hanno avuto successo, la chirurgia può essere considerata. Questa opzione è di solito riservata ai casi in cui vi è una compressione significativa delle strutture nervose o problemi strutturali specifici.
  • Rimedi complementari per cervicalgia: alcune persone trovano beneficio da trattamenti come l'agopuntura o la terapia cranio-sacrale. In ogni caso, è importante consultare lo specialista prima di intraprendere qualsiasi percorso alternativo.

La cervicalgia richiede un trattamento personalizzato in base alle esigenze specifiche del paziente. Una corretta diagnosi è essenziale per determinare la causa sottostante e programmare un piano terapeutico appropriato. L'autotrattamento senza supervisione medica può portare a complicazioni: è quindi sempre altamente raccomandato consultare il medico prima di dare inizio a qualsiasi tipo di terapia.

È indubbiamente possibile per il paziente mettere in atto tutta una serie di pratiche per agire soprattutto sul lato muscolare. Fondamentale, soprattutto sul posto di lavoro, è tenere una postura corretta: il collo deve restare diritto e in linea con il resto del corpo, mentre la testa non deve essere piegata in avanti.

Se si lavora in posizione seduta e davanti al computer, è bene monitorare la postura e aggiustarla quando necessario. Inoltre, altrettanto importanti sono le ore del riposo notturno, che spesso vengono trascurate ma occupano una parte rilevante della giornata.

Quando si va a letto, non bisogna distendersi a pancia in giù, perché questo costringe il capo a girarsi di lato, con conseguente posizione innaturale per il collo.

Sempre importante è il ruolo dell’attività fisica e della dieta: è bene muoversi regolarmente, anche soltanto con brevi esercizi quotidiani per il collo e le spalle, così come mangiare verdura e frutta e assumere la giusta quantità d’acqua.
Le informazioni contenute nel Sito, seppur validate dai nostri medici, non intendono sostituire il rapporto diretto medico-paziente o la visita specialistica.

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