Sciatalgia

Detta anche sciatica, è un’infiammazione dolorosa che coinvolge il nervo sciatico, o ischiatico, costituito dall’unione dei primi tre nervi sacrali e degli ultimi due lombari
I due nervi sciatici, i più lunghi e larghi del corpo umano, hanno origine proprio dalla zona lombo-sacrale, ovvero la parte finale della schiena, e, passando attraverso la zona lombare, scorrono lungo la gamba fino ad arrivare al piede: la loro particolare ramificazione rende possibili il movimento e la sensibilità degli arti inferiori. Il dolore dovuto all’infiammazione finisce quindi per interessare tutta l’area in cui il nervo sciatico si trova a passare, colpendo così una zona particolarmente ampia che può andare dalla zona lombare fino al ginocchio. Anche se la sciatica interessa in genere un solo lato del corpo - sciatica monolaterale - si presentano anche casi di sciatica bilaterale. Secondo le stime1, l’infiammazione del nervo sciatico colpisce soprattutto i soggetti di sesso maschile, in particolare dopo i 40-50 anni d’età. Ma da cosa è provocata?

1. https://www.nejm.org/doi/10.1056/NEJMra1410151

Sciatalgia: cause e origine

La sciatica può avere origine da alcune patologie, di cui le più comuni sono certamente le discopatie, ovvero le alterazioni che riguardano i dischi intervertebrali. Queste strutture di forma circolare posizionate fra le vertebre permettono alla colonna vertebrale di muoversi facilmente e ammortizzare le sollecitazioni, ma, con l’avanzare dell’età e in seguito a traumi o troppa attività sportiva, i tessuti possono irrigidirsi e perdere flessibilità. Possono quindi verificarsi due tipologie di discopatia:
  • L’ernia del disco, ovvero la compressione dei nervi della colonna vertebrale a seguito del versamento di liquido cerebrospinale, a sua volta dovuto alla rottura di un disco. Il paziente sperimenta un forte dolore nella zona dove il disco si è rotto, una sensazione che può espandersi in altre zone del corpo
  • La protrusione discale, che vede il disco fuoriuscire da quella che è la sua naturale localizzazione. Il disco giunge così a toccare le radici nervose più vicine, in questo caso il nervo sciatico.
Fra le altre possibili cause dell’infiammazione del nervo sciatico vi sono:
  • Artrosi lombo-sacrale, a causa della quale la cartilagine articolare e i tessuti a essa legati degenerano progressivamente. Questa patologia cronica può essere causata dal manifestarsi di altri disturbi e facilitata da fattori di rischio che contribuiscono all’usura delle articolazioni (obesità, avanzare dell’età)
  • Artrite della colonna vertebrale, da non confondere con l’artrosi. L’artrite provoca infatti l’infiammazione delle articolazioni, con rigidità e dolori che talvolta si traducono anche in deformazione articolare e perdita di capacità motoria
  • Sindrome del piriforme, dovuta alla pressione esercitata dal muscolo piriforme sul nervo sciatico. Il piriforme è il muscolo che si sviluppa dalla superficie pelvica dell’osso sacro fino all’estremità superiore del femore. Il dolore in posizione seduta o durante la corsa è dovuto alla compressione del muscolo sul nervo, che può essere generata da contratture o traumi
  • Stenosi spinale lombare: nella zona bassa della schiena si verifica il restringersi del canale spinale. All’interno della colonna vertebrale, questo canale racchiude il midollo spinale e i nervi che scendono dalla zona inferiore della colonna fino all’area lombare
  • Tumore spinale lombo-sacrale, ovvero con localizzazione nella parte più bassa della colonna vertebrale. La massa tumorale può infatti fare pressione sui nervi circostanti.
Oltre a queste patologie, la sciatalgia può anche essere la conseguenza di gravidanza avanzata, traumi pelvici o alla schiena, fratture alle ossa delle gambe, movimenti improvvisi e una lunga esposizione a temperature particolarmente basse. Vi sono inoltre alcune categorie di persone che corrono maggiormente il rischio di soffrire di sciatica:
  • Soggetti sovrappeso, in cui l’obesità genera una modifica strutturale della colonna vertebrale
  • Anziani, poiché il trascorrere degli anni contribuisce ai cambiamenti della colonna
  • Chi abitualmente solleva pesi, torce la schiena o tiene una postura scorretta
  • Pazienti diabetici, in quanto il diabete può esercitare un’azione dannosa sui nervi periferici
  • Chi segue uno stile di vita sedentario

Il sintomo caratteristico che mette in allarme il paziente, comune a tutti i soggetti che ne soffrono, è il dolore tipico della sciatica, che si manifesta gradualmente e si propaga nella zona interessata dall’infiammazione, in genere soprattutto nell’area fra anca e sottogluteo. A seconda delle cause, il nervo sciatico infiammato provoca una tipologia di dolore differente: in alcuni casi, il soggetto percepisce un dolore acuto e costante, mentre in altri casi il dolore non è così penetrante, ma può improvvisamente acutizzarsi, dando luogo a punture simili a scosse elettriche. Ma non è questo l’unico modo in cui si manifesta la patologia, soprattutto se si trova in una fase più avanzata, che merita una maggiore attenzione. Fra i sintomi di sciatica più grave vi sono intorpidimento della gamba o del piede, debolezza dei muscoli, formicolii lungo il percorso del nervo, sensibilità cutanea alterata e controllo motorio difficoltoso. I sintomi possono peggiorare in seguito ai movimenti che coinvolgono quella specifica area del corpo: dopo che la persona si alza o si siede, se tossisce o starnutisce, quando cammina o si piega in avanti, oppure nel corso della notte a causa della posizione supina. Se il nervo sciatico non viene trattato e risulta estremamente compromesso, il paziente può andare incontro a una complicazione invalidante: la zoppia.

La sciatica può presentarsi in due diverse forme, che si distinguono per le caratteristiche con cui si presentano: sciatalgia acuta e cronica. La sciatalgia acuta può avere una durata che va da alcuni giorni fino a quattro-otto settimane e, al contrario della sciatalgia cronica, risponde positivamente alle cure non di tipo chirurgico. Una nota a parte merita la perdita di controllo degli sfinteri: questa si verifica quando l'infiammazione del nervo sciatico ha coinvolto la cauda equina, ovvero i nervi che dalla fine del midollo spinale si espandono fino al rachide lombare, e anche in questo caso ci troviamo di fronte a una forma di sciatalgia acuta, ma particolarmente rara.
 

Si alternano fasi asintomatiche, anche piuttosto prolungate, ad altrettante fasi dolorose, lungo il corso di diversi mesi: così si manifesta invece la sciatalgia cronica, di solito legata a discopatie o stenosi spinale e quindi tendente a essere recidivante. Per questo è importante che un neurochirurgo specialista della schiena possa esaminare la situazione e capire se scegliere la strada dell'intervento chirurgico. Secondo gli ultimi studi, la microdisectomia, ovvero una tecnica microchirurgica per intervenire sull'ernia del disco, si rivela più vantaggioso per chi soffre di sciatalgia cronica rispetto alle tecniche più conservative.
 

È possibile diagnosticare la sciatalgia grazie all'esposizione dei sintomi da parte del paziente al medico, seguita da esame obiettivo (che prevede il controllo di riflessi e forza della persona) e anamnesi. Se i sintomi sono presenti da più di sei settimane, o se il soggetto lamenta intorpidimento o debolezza, il medico ricorre poi a esami strumentali, che permettono di scoprire le cause dell’infiammazione del nervo sciatico:
  • Radiografia alla colonna vertebrale, attraverso la quale è possibile determinare la condizione della colonna ed eventualmente individuare ernie o protrusioni discali, stenosi, ecc., quando sono ben visibili
  • Risonanza magnetica lombo-sacrale, esame non invasivo che consente in tutta sicurezza l’analisi più precisa della colonna vertebrale e l’identificazione di eventuali tumori spinali, ernie discali, stenosi vertebrali e altri disturbi, anche quando non sono di facile osservazione
  • TAC che sfrutta i raggi X per analizzare il corpo dividendolo in sezioni e produrre immagini tridimensionali, rendendo visibili le zone che è difficile raggiungere con altri strumenti
  • Elettromiografia, per analizzare la funzionalità del sistema nervoso periferico, in particolare lungo il nervo sciatico, e il livello di controllo dei muscoli a riposo e durante i movimenti volontari
Da una corretta diagnosi e dalla determinazione della sua origine deriva lo studio della terapia più opportuna. Vi sono poi situazioni in cui è assolutamente indispensabile rivolgersi al medico, in particolare se il dolore si fa lancinante, si prolunga per settimane o finisce perfino per svegliare il paziente durante la notte. È immediatamente necessario il consulto medico in caso di traumi associati, tumefazioni alla schiena accompagnate da febbre, intorpidimento a gambe, inguine o glutei, dolore durante la minzione, presenza di sangue nelle urine, incontinenza, perdita di peso non connessa ad altre cause. Una volta individuata l’esatta origine e compresa la portata dei sintomi, è possibile studiare la cura per la sciatalgia.

Ad esempio, se si tratta di un’infiammazione non seria e non collegata a cause gravi, è possibile trattare la sciatica con farmaci o fisioterapia. Ma se la sciatica deriva da una discopatia, è associata a debolezza e intorpidimento e risulta ormai cronica, è necessario intervenire chirurgicamente. È infatti possibile rimuovere il disco intervertebrale all’origine della compressione del nervo sciatico e in alcuni casi si rende necessario rimuovere anche una parte della vertebra interessata.

L’operazione standard si svolge solitamente in anestesia generale, con un ricovero di uno o due giorni. L’evoluzione tecnologica recente permette anche di eseguire questi interventi in modo assai meno invasivo, con un’incisione di piccole dimensioni accompagnata da un’anestesia spinale che va ad “addormentare” solo un’area limitata del corpo: questa procedura consente al paziente di tornare a casa subito dopo l’intervento, senza ricovero in ospedale. In seguito all’intervento, in un arco di tempo compreso fra sei settimane e tre mesi, il paziente può riprendere le proprie normali attività quotidiane.

Quanto tempo ci vuole per sfiammare il nervo sciatico? Tutto dipende dalla gravità della situazione e bisogna sempre distinguere fra sciatica cronica e sciatica acuta. In alcuni casi, il dolore scompare in autonomia. Per quanto riguarda sciatica e rimedi, basta fare molta attenzione alla comparsa dei sintomi. Nei quadri più lievi, in particolare di sciatica acuta, hanno spesso successo alcune azioni di auto trattamento: nelle prime 48 o 72 ore è infatti possibile applicare ghiaccio sulla zona dolente, per poi procedere con impacchi caldi.

È consigliabile inoltre indossare calzature chiuse e dotate di suola antiscivolo, per equilibrare il più possibile il peso sulla gamba. Anche alcuni giorni di riposo a letto possono ottenere l’effetto di calmare il dolore, ma non bisogna esagerare: un periodo troppo lungo di immobilità rende i muscoli ancora più rigidi e deboli. Il dolore può inoltre essere alleviato tramite l’utilizzo di farmaci da banco, in particolare FANS e paracetamolo. In alcuni pazienti, il nervo sciatico infiammato reagisce positivamente all’assunzione di farmaci rilassanti per i muscoli, oppure di anticonvulsionanti e antidepressivi triclici, che, nonostante siano stati studiati con altri obiettivi, agiscono anche sul dolore da compressione dei nervi. Quando il dolore si fa particolarmente incisivo, il medico può somministrare per endovena o per via orale dei corticosteroidi.

Anche la fisioterapia può dare un benefico contributo a un nervo sciatico infiammato, attraverso un programma riabilitativo sempre su misura del paziente e delle cause scatenanti dell’infiammazione. Nei casi meno seri di sciatalgia, la correzione posturale risulta spesso molto efficace. Nei casi invece più gravi di sciatica cronica, in cui forza e sensibilità sono ormai indebolite, oltre alla correzione posturale si deve procedere con una riabilitazione dedicata, che prevede specifiche tecniche ed esercizi ben precisi. È inoltre possibile ricorrere a movimenti ben calibrati, con uno stretching dolce che aiuta i muscoli a rafforzarsi e a gestire eventuali spasmi: questo tipo di attività fisica è anche un ottimo metodo di prevenzione.

A proposito di prevenzione, è possibile limitare le possibilità di sviluppo della sciatica conducendo una vita attiva, evitando di fare sforzi eccessivi e utilizzando dispositivi che aiutino a mantenere una postura corretta.
 

Proprio perché le cause scatenanti dell’infiammazione del nervo sciatico possono essere di natura estremamente varia, da un disturbo lieve fino a patologie gravi, e poiché non di rado coinvolgono diverse parti del corpo, si richiede un approccio naturalmente multidisciplinare. La terapia corretta dipende dalla giusta diagnosi: un’indagine che è possibile portare a termine solo contando su personale specializzato e strumenti di ultima generazione. Ogni paziente ha una storia unica, personale così come clinica, e ha le proprie giuste esigenze di benessere psicofisico. Va quindi accompagnato nel proprio percorso con cura e attenzione. Tutto questo, in un’unica visione virtuosa, è parte integrante degli ospedali GVM Care & Research, dove ogni singolo programma di diagnosi e trattamento viene studiato su misura.
 
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