Extrasistole

L’extrasistole è la più comune alterazione del ritmo cardiaco. Significa letteralmente “battito aggiunto” e solitamente di natura benigna.

Extrasistole: caratteristiche, sintomi e cure

L’extrasistole è la più comune forma di aritmia cardiaca ovvero un’alterazione del regolare battito cardiaco. Il significato letterale della parola “extrasistole” è proprio “battito aggiunto” e solitamente è benigna ovvero non presenta rischi significativi per chi le riscontra. Viene scoperta solitamente durante le visite di routine attraverso l’elettrocardiogramma e spesso si manifesta con palpitazioni, ma non è l’unico modo.

La funzione di pompa rivestita dal cuore si concretizza nelle contrazioni cardiache, generate da un impulso elettrico: questo nasce dal nodo seno-atriale, situato nella parte superiore dell’atrio destro. Così vengono stimolati a contrarsi e distendersi gli atri prima e i ventricoli poi. La contrazione è nota anche come sistole, mentre il rilassamento è chiamato diastole. Le extrasistoli sono dei battiti anticipati rispetto alla cadenza regolare, consiste nella successione irregolare di due fasi di contrazione cardiaca prima della distensione, si generano quando la spinta alla contrazione non giunge dal nodo seno-atriale ma da altre aree: atri, ventricoli, giunzione atrioventricolare. In base alla sede di origine, pertanto le extrasistoli vengono comunemente distinte in extrasistoli atrialigiunzionali e ventricolari.

Ciò fa sì che il processo di conduzione dell’impulso elettrico si alteri. Poco prima del battito regolare, la persona spesso percepisce una brevissima pausa, che dà la sensazione di subire un piccolo arresto cardiaco: in realtà, è semplicemente la maggiore intensità del battito a favorire questa percezione. Anche se le extrasistoli possono presentarsi a qualunque età, anche nei bambini, sono più comuni con l’avanzare dell’età.

In una buona parte dei casi, le extrasistoli non vengono percepite dai soggetti, sono “asintomatiche”. Ecco perché il paziente ne viene a conoscenza solo tramite il controllo del polso, durante la misurazione della pressione o con esami diagnostici specifici, i soli che possono identificarla con assoluta certezza. In altri pazienti, l’extrasistolia è sintomatica e si manifesta con una sorta di sussulto all’altezza dello sterno, di colpo al petto a cui segue un vuoto: la sensazione del “battito in gola” comune nell’extrasistole. Nel caso siano legate a problemi più complessi e si tratti quindi di extrasistoli maligne, i sintomi potrebbero essere:
  • dolore al petto
  • sudorazione e debolezza
  • pallore
  • vertigini
  • dispnea (mancanza di respiro)
  • affaticamento
A tali sintomi può quindi seguire uno stato d’ansia, che, come vedremo, può a sua volta essere una causa scatenante dell’extrasistole. Il momento del riposo può essere indicativo: di solito, se il sintomo di extrasistole si presenta durante la notte o dopo i pasti e migliora con il movimento fisico, è probabile che si tratti di extrasistolia benigna. Se invece i sintomi sembrano peggiorare proprio durante l’attività fisica, è necessario sottoporsi a una visita cardiologica per verificare la presenza di altre patologie.

Le extrasistoli possono distinguersi in varie tipologie, a seconda dei modi e tempi in cui si manifestano:
  • singole ovvero fenomeni isolati
  • a coppie: a un’extrasistole succede subito un’altra
  • a salve, che vede il susseguirsi di tre o più extrasistoli consecutive
Se inoltre una o più extrasistoli si alternano al normale ritmo cardiaco, il ritmo stesso viene identificato come:
  • bigemino, se si alternano un’extrasistole e un battito regolare
  • trigemino, quando si succedono due battiti normali e un'extrasistole
  • quadrigemino, se in quattro sistoli si succedono un’extrasistole e tre battiti normali
Nonostante il caratteristico disagio causato dall’aritmia extrasistolica, in genere essa non si traduce in serie conseguenze, poiché può presentarsi anche in persone completamente sane.

L’extrasistole ventricolare è in assoluto la forma più frequente di questa aritmia. Può avere origine in una zona qualunque dei ventricoli, ed espandersi verso le altre aree ventricolari, risalire agli atri e al nodo del seno. Esistono due tipologie di extrasistoli ventricolari:
  • extrasistolia ventricolare monomorfa: il battito prematuro ventricolare può avere sempre la stessa morfologia
  • extrasistolia ventricolare polimorfa: il battito prematuro ventricolare può mostrarne diverse
Le extrasistoli a salve e polimorfe sono potenzialmente pericolose, possono infatti degenerare in un’aritmia mortale, la fibrillazione ventricolare, una patologia gravissima, poiché provoca l’arresto cardiocircolatorio. Solo un intervento immediato con defibrillatore può erogare uno shock e risolvere così la crisi.

Se l’extrasistole ha origine dagli atri, siamo di fronte a una extrasistole sopra ventricolare. In questo caso, essa può evolversi alcuni casi può evolvere in fibrillazione atriale: è la contrazione degli atri a essere irregolare, totalmente caotica, in quanto gli impulsi elettrici arrivano non solo dal nodo senoatriale, ma da diverse zone degli atri stessi.

Se non trattata, generalmente fa aumentare la frequenza della conduzione degli impulsi ai ventricoli, inoltre viene a mancare una contrazione meccanica coordinata degli atri, il che riduce la loro azione di riempimento di sangue dei ventricoli. Ecco perché la quantità di sangue pompata dal cuore diminuisce di circa il 10-20%, cosa che può tradursi in una ridotta efficienza fisica, e rivelarsi problematica nelle persone cardiopatiche, specialmente sotto sforzo.

Un’altra complicanza importante di questa aritmia è la possibile comparsa di ictus, dovuto al rallentamento del flusso ematico all’interno delle cavità atriali, al conseguente deposito di materiale trombotico, che può mobilizzarsi, giungere dall’atrio nel ventricolo e poi nell’Aorta e quindi nella circolazione generale. Qui, purtroppo, 9 volte su 10 giunge al cervello provocando un ictus.

 La fibrillazione può risolversi spontaneamente, nelle forme persistente bisogna ricorrere all’uso di farmaci o ad una cardioversione elettrica per ripristinare il ritmo regolare sinusale.

Si possono considerare due tipologie di cause per l’extrasistole:
  • cause non patologiche, come ad esempio stress psicofisico, eccesso di sforzo fisico, consumo eccessivo di sostanze eccitanti (caffeina, teina, ginseng) o bevande alcoliche e gassate, fumo, abuso di sostanze stupefacenti o di alcuni farmaci, stati febbrili, squilibri elettrolitici (carenza di potassio, calcio o magnesio o eccesso di calcio)
  • cause patologiche che possono essere connesse a diversi ambiti: digestione (reflusso gastroesofageo, ernia iatale, calcolosi della colecisti, meteorismo, stipsi), disfunzioni della tiroide (soprattutto l’ipertiroidismo), squilibri ormonali, ansia, ipertensione arteriosa, patologie cardiovascolari (infarto, scompenso cardiaco, malattie valvolari)
La gravidanza costituisce a sua volta un momento particolare, durante il quale le extrasistoli possono farsi molto frequenti: in questo caso, esse sono legate a stimolazioni riflesse vagali o simpatiche. Se legata a una causa non patologica, l’extrasistole tende a migliorare con il riposo, fino alla scomparsa. Il peggioramento dei sintomi durante l’attività fisica è spesso un segnale di cui tenere conto: potrebbe infatti nascondere un legame fra extrasistole e patologie cardiache. 

Nel caso si decidesse di trattare le extrasistoli, l’obiettivo principale della terapia è in questo caso limitare il più possibile la numerosità e la ripetitività delle extrasistoli, che in alcuni casi possono risultare particolarmente sgradevoli. Quando l’extrasistolia trova la propria origine in eventi non legati a patologie, potrebbe essere sufficiente agire sui fattori scatenanti per gestire il disturbo o risolverlo del tutto. Quando invece le extrasistoli emergono in relazione a patologie non relative al cuore, i trattamenti devono essere studiati in base a queste.

Una delle prime azioni utili è modificare positivamente il proprio stile di vita, eliminando quelle abitudini quotidiane che danneggiano la salute e intervenendo attivamente sulla sfera psicologica in caso di forte stress o ansia. Se ad esempio è il fumo a provocare l’extrasistole, fra i rimedi vi è certamente la scelta di smettere; lo stesso vale per la caffeina, la mancanza di riposo. Seguire una dieta equilibrata, praticare regolarmente un’attività fisica aerobica regolare e mantenere il proprio peso forma: ecco le azioni concrete che possono portare grande beneficio.

Se infine alla base del fenomeno c’è una patologia cardiaca, l’extrasistole potrebbe anche dare origine a forme più gravi di aritmia. Può quindi essere necessario utilizzare farmaci antiaritmici, betabloccanti, o calcio-antagonisti.

Se i farmaci non bastassero o l’aritmia finisse per causare modifiche sostanziali alla struttura cardiaca o alla sua funzionalità, in alcuni casi attentamente selezionati è necessario ricorrere a una procedura di ablazione transcatetere per l’extrasistole. Durante l’intervento, che si effettua con anestesia locale e richiede un breve ricovero, si introducono attraverso vene o arterie alcune sonde (cateteri) per analizzare gli impulsi elettrici del cuore e identificare l’esatta zona da cui origina l’extrasistole.  Le cellule responsabili dell’aritmia vengono distrutte tramite un passaggio di calore dalla sonda stessa.

Se guardiamo alla vita quotidiana e ai metodi per gestire l’extrasistole, le persone senza particolari patologie né sintomi associabili a cardiopatie, possono intraprendere una regolare attività sportiva, sia amatoriale che agonistica. È però normalmente diffuso il timore di veder peggiorare un’extrasistolia durante l’esercizio. Se la persona in questione è un atleta professionista, seppur abituato a sottoporsi a visite di controllo ed esami sotto sforzo a cadenza annuale, è assolutamente tenuto a segnalare a chi di dovere l’insorgere di possibili sintomi: abbiamo infatti visto come durante l’attività fisica, l’extrasistole potrebbe manifestarsi con particolare frequenza.

Ma nemmeno chi pratica sport per passione deve sottovalutare gli eventuali rischi e, oltre a presentare il dovuto certificato medico, deve costantemente prestare attenzione ai segnali che il corpo invia. In sintesi, è necessario mantenersi in uno stato di equilibrio costante fra monitoraggio e attività. Del resto, anche per i soggetti cardiopatici, se non in condizioni particolarmente complesse, l’esercizio fisico moderato può regalare notevoli vantaggi.

La prima raccomandazione in caso di extrasistolia sintomatica è forse la più difficile da mettere in pratica: non farsi prendere dalla paura e consultare il prima possibile il proprio medico di base. Eventualmente, se già in contatto, rivolgersi al proprio cardiologo di fiducia: è questa la figura adatta a valutare la situazione e prescrivere al paziente gli esami diagnostici necessari a identificare l’extrasistolia ed escludere (o rilevare) eventuali patologie cardiache.

Per comprendere se si tratta di extrasistoli benigne o maligne, è quindi prima di tutto indispensabile una visita cardiologica. Il racconto del paziente è essenziale in questo contesto: la migliore descrizione possibile del fenomeno, della sua durata e del suo termine consente al cardiologo di comprendere se il paziente sta attraversando un periodo emotivamente difficile, che può aver influito sull’extrasistolia. In questo caso, è sufficiente qualche tempo di riposo. Se invece il paziente non sembra associare il disturbo a stati emotivi particolari, è necessario ricorrere ad altri accertamenti.

Gli esami necessari, non invasivi e completamente indolori, sono:
  • elettrocardiogramma (ECG) a riposo, per identificare il tipo di extrasistole e la presenza di possibili alterazioni legate ad altre patologie, o sotto sforzo
  • ecocardiogramma-color-Doppler per visualizzare la struttura cardiaca e determinare la presenza di una patologia strutturale cardiaca
  • holter cardiaco, per registrare ogni attività del cuore durante tutto l’arco di una giornata. È una tipologia di esame molto preziosa in questo ambito, poiché permette di associare l’insorgere dell’extrasistole a certi orari o precisi eventi, valutare il tipo e la numerosità

L’extrasistolia è un disturbo dalle molte sfaccettature, che può insorgere per motivazioni assai differenti fra loro. Per questo, il paziente deve affidarsi a strutture specializzate, che possano offrire il contributo di equipe d’alto livello e l’ausilio delle tecnologie di ultimissima generazione. Non solo: è l’approccio multidisciplinare la risorsa vincente nell’affrontare una condizione che può coinvolgere l’organismo in molte delle sue componenti. Solo così, mettendo l’intera persona al centro, con la sua storia e le sue caratteristiche distintive, si può giungere al giusto percorso di diagnosi e trattamento. Una visione che è possibile trovare negli ospedali e nelle strutture GVM Care & Research.
Le informazioni contenute nel Sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto medico-paziente o la visita specialistica.

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