Secondo la letteratura scientifica, a 10 anni dall’insorgenza acuta della dissezione aortica, il tasso di sopravvivenza spazia dal 30 al 60%. La prognosi è estremamente sfavorevole senza trattamento, con un tasso di mortalità del 75% entro due settimane. Con un trattamento adeguato, il tasso di sopravvivenza aumenta al 70% per la dissezione aortica di tipo A e al 90% per la dissezione aortica di tipo B.
La dissecazione dell’aorta può infatti essere all’origine di gravissime complicazioni:
- Ostruzione delle arterie ramificate dell’aorta, con relative conseguenze:
- Insufficienza renale, in caso di occlusione delle arterie renali.
- Danni neurologici, se sono ostruite le arterie spinali.
- Ictus, causato dalla compromissione delle arterie cerebrali.
- Infarto, se interessate le arterie coronarie.
- Tamponamento cardiaco, ovvero l’accumulo di sangue nello spazio pericardico causato dalla rottura della tonaca avventizia, con rischio di compressione del cuore.
- Rottura aortica, evento spesso fatale dovuto alla completa lacerazione dell’aorta.
La dissezione aortica è una vera e propria emergenza medica, che richiede un trattamento immediato. Inizialmente, il paziente viene subito ricoverato in terapia intensiva, dove viene monitorato costantemente e trattato con farmaci somministrati per via endovenosa. Questi servono a ridurre la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca, garantendo al tempo stesso un afflusso adeguato di sangue a organi vitali come cervello, cuore e reni.
Il trattamento successivo dipende dal tipo di dissecazione dell’arteria. Nel caso della dissecazione aortica di tipo A, l’intervento chirurgico è spesso indispensabile. Durante questa operazione complessa, il chirurgo asporta la parte dell’aorta dissecata, chiude il falso lume e sostituisce il segmento rimosso con una protesi sintetica. L’intervento può durare da 3 a 12 ore e richiede un ricovero postoperatorio di almeno una settimana.
Nel restante caso di dissezione aortica, la terapia può anche essere farmacologica. In alternativa, a seconda dei casi di questa particolare tipologia di dissecazione aortica, l’intervento di posizionamento di un’endoprotesi può essere un’ulteriore opzione. Effettuato per via percutanea, è meno invasivo e prevede l’inserimento attraverso la grande arteria femorale di uno stent per stabilizzare il flusso sanguigno e rafforzare la parete aortica. La procedura dura fra le 2 le 4 ore, dopo le quali il paziente può restare ricoverato da uno a tre giorni. È particolarmente indicata nei casi in cui si osservano sintomi evidenti, sanguinamento, interruzione del flusso sanguigno a organi vitali e arti inferiori, dilatazione progressiva dell’aorta o condizioni come la sindrome di Marfan.