Dissezione Aortica

La dissezione aortica implica la pericolosa lacerazione della parete interna dell’aorta, con conseguente compromissione del flusso sanguigno.
La dissezione o dissecazione aortica, è una condizione vascolare che interessa l’aorta e rappresenta un’emergenza medica di particolare gravità. La rapidità nel riconoscerla e trattarla è essenziale per la sopravvivenza del paziente, in quanto l’aorta è indispensabile al mantenimento delle funzioni vitali.

La dissezione aortica si sviluppa quando la tonaca intima, lo strato più interno della parete aortica, subisce una lacerazione. Questo provoca una separazione graduale della tonaca intima dalla tonaca media, il che consente al sangue di infiltrarsi tra i due strati. Il suddetto processo porta alla formazione di un falso lume, un canale anomalo che si crea all’interno della parete dell’aorta e può estendersi fino a interessare anche le sue ramificazioni, sottoponendo i vasi sanguigni a una pressione anomala. Di conseguenza, il flusso sanguigno verso i vari organi può risultarne compromesso.

Per comprendere meglio le implicazioni della dissecazione aortica e cos’è esattamente, vale la pena approfondire l’anatomia dell’aorta.

L’aorta è l’arteria principale del corpo umano, sia per le sue dimensioni che per la sua straordinaria elasticità, e svolge un ruolo vitale nel sistema cardiovascolare. Attraverso questo grande vaso, il sangue ossigenato, proveniente dal ventricolo sinistro del cuore, viene distribuito a tutti i tessuti dell’organismo, ad eccezione dei polmoni, che sono irrorati dal ventricolo destro. La sua funzione non si limita a quella di canale per il trasporto del sangue: grazie alla capacità delle sue pareti di dilatarsi e rilassarsi, mantiene il flusso sanguigno costante.

L’aorta si estende per circa 30-40 cm in un adulto, con un diametro che varia tra 2,5 e 3,5 cm. Al suo interno, è composta da tre strati concentrici, ognuno con una funzione specifica:

  • Tonaca intima, lo strato più interno, a contatto diretto con il sangue. L’endotelio poggia su una sottile lamina basale di tessuto connettivo.
  • Tonaca media, lo strato centrale che conferisce all’aorta la sua caratteristica elasticità, fondamentale per sopportare le alte pressioni del flusso sanguigno. È infatti composta da tessuto muscolare liscio e tessuto connettivale elastico.
  • Tonaca avventizia, il rivestimento esterno in tessuto connettivale. Contiene i vasi sanguigni, detti vasa vasorum, che forniscono nutrimento alla parete arteriosa.

 

Il percorso dell’aorta è suddiviso in due principali sezioni: aorta toracica, che si trova sopra il diaframma, e aorta addominale, situata al di sotto. L’aorta toracica comprende tre tratte principali:

  • Aorta ascendente, il primo segmento, che ha origine dall’orifizio del ventricolo sinistro. Nei pressi della sua radice si trova la valvola aortica (o semilunare), composta da tre cuspidi, che regola il passaggio del sangue dal cuore verso l’aorta. In questo tratto si trova il grande seno aortico, una dilatazione naturale che tende a ingrandirsi con l’età, aumentando il rischio di aneurismi.
  • Arco aortico: è la curvatura dell’aorta, da cui si diramano arterie minori che portano il sangue al capo e agli arti superiori.
  • Aorta discendente, che prosegue verso il basso attraversando il torace e alimenta gli organi circostanti.

 

L’aorta addominale si estende fino al bacino, dove si divide nelle arterie iliache, responsabili dell’irrorazione degli arti inferiori. Da questa sezione partono arterie di fondamentale importanza, come quelle freniche inferiori, renali, surrenali, genitali e lombari.

Dissecazione aortica: i sintomi

I sintomi di dissecazione aortica non sempre vengono collegati alla possibile presenza della patologia. c’è però un segnale fondamentale di cui tenere conto: un acuto e improvviso dolore in caso di dissecazione aortica è quasi sempre presente, in genere descritto dai pazienti come una sensazione di strappo o trafittura. Si manifesta nella parte superiore del torace o della schiena e può irradiarsi verso il collo, il dorso e altre aree del corpo, seguendo il percorso della dissezione lungo l’aorta.

Se la dissecazione interessa l’aorta addominale, i sintomi dolorosi possono coinvolgere la parte lombare e addominale del dorso. In caso di dissecazione dell’aorta toracica, il dolore si concentra spesso tra le scapole.

Ulteriori sintomi di dissezione aortica possono essere:

  • Svenimento, spesso associato a riduzione del flusso sanguigno verso il cervello.
  • Dispnea, più frequente nei casi in cui è coinvolta la valvola aortica.
  • Sudorazione intensa in risposta al dolore e allo stress fisico.
  • Debolezza o paralisi di un lato del corpo, segno di compromissione della circolazione cerebrale.
  • Perdita della vista, dovuta alla riduzione del flusso sanguigno verso i vasi oculari.
  • Difficoltà di parola, indice di ischemia cerebrale.
  • Polso debole o assente, causato dall’ostruzione del flusso sanguigno nelle arterie coinvolte.

Le tipologie di dissecazione dell’aorta

La dissezione nell’aorta si classifica in base al tratto dell’aorta coinvolto e alla sua gravità: possono infatti verificarsi dissecazione nell’aorta addominale o in quella del torace. In particolare, la dissecazione nell’aorta toracica si divide in due tipologie.
 

Dissezione aortica di tipo A

Si tratta della dissecazione nell’aorta ascendente, che può anche estendersi all’arco aortico, ai tronchi sovraortici e persino alla valvola aortica, compromettendo ulteriormente la funzione cardiovascolare. Per questo, viene considerata la forma più grave e pericolosa per la vita. Se si verifica una dissezione aortica tipo A, la sopravvivenza è strettamente dipendente dalla diagnosi più tempestiva possibile e da un intervento chirurgico d’emergenza.

 

Dissezione aortica di tipo B

La forma di dissezione più comune, meno immediatamente rischiosa, che interessa l’aorta discendente. In molti casi, la gestione può essere di tipo conservativo, con terapia farmacologica mirata al controllo della pressione arteriosa. In presenza di complicanze, può comunque essere necessario ricorrere a interventi endovascolari.

Dal momento che l’evento e i suoi sintomi insorgono all’improvviso, si parla anche di dissecazione aortica acuta. Se la patologia persiste oltre i 15 giorni dalla sua insorgenza, si definisce dissecazione aortica cronica. Durante questa fase, la parete del vaso tende a stabilizzarsi, ma l’aorta può continuare a dilatarsi, portando alla formazione di un aneurisma. Ciò accade soprattutto in presenza di fattori di rischio, come ipertensione non controllata, fumo e predisposizione genetica.

In caso di dissezione aortica, le cause possono essere congenite o acquisite. Fra quelle congenite si considerano:
  • Sindrome di Marfan, patologia ereditaria rara, che causa alterazioni del tessuto connettivo, indebolendo le pareti dell’aorta e aumentando il rischio di dissezione. È spesso associata a caratteristiche fisiche specifiche e alterazioni cardiovascolari.
  • Sindrome di Ehlers-Danlos, altra rara patologia genetica che compromette la produzione del tessuto connettivo, rendendo i vasi sanguigni estremamente fragili.
  • Malformazioni come coartazione aortica, restringimento dell’aorta che causa un sovraccarico di lavoro da parte del cuore, o valvola aortica bicuspide, caratterizzata da due lembi invece dei normali tre.

Secondo alcune ricerche, la predisposizione genetica alla dissezione aortica è ereditaria in caso di storia famigliare di patologie cardiovascolari e aortiche.

Nelle cause acquisite è compresa quella in assoluto più frequente, ovvero l’ipertensione arteriosa: la pressione costantemente elevata indebolisce le pareti aortiche, rendendole più vulnerabili alle lacerazioni. Altre cause comprendono:

  • Aneurisma aortico, una dilatazione anomala dell’aorta più frequente nella porzione addominale del vaso. Le pareti sono rese più vulnerabili dalla formazione del tipico rigonfiamento. La diretta relazione fra le due condizioni è evidente nella definizione alternativa di dissezione aortica: aneurisma dissecante dell’aorta.
  • Arteriosclerosi, la riduzione dell’elasticità delle arterie, tipica dell’invecchiamento, che favorisce la fragilità vascolare.
  • Valvulopatie aortiche, specialmente insufficienza (la valvola non si chiude correttamente, causando il reflusso di sangue nel ventricolo sinistro) e stenosi (la valvola non si apre adeguatamente, ostacolando il flusso di sangue).
  • Aortite, l’infiammazione della parete ortica spesso associata ad aneurismi.
  • Traumi toracici: lesioni gravi, come quelle causate da incidenti stradali o interventi chirurgici, possono danneggiare l’aorta.

Alcuni fattori di rischio possono aumentare la probabilità di sviluppare una dissezione aortica:
  • Fumo.
  • Colesterolo alto.
  • Abuso di cocaina, che provoca un incremento temporaneo ma intenso della pressione arteriosa.
  • Età avanzata e sesso maschile: la condizione è più comune negli uomini tra i 40 e i 70 anni.
Rari ma possibili sono i casi di dissezione aortica durante la gravidanza, in presenza di anomalie preesistenti della parete aortica.

La diagnosi di dissecazione nell’aorta può risultare complessa, poiché i sintomi non sono sempre immediatamente riconducibili a questa patologia. Tra i metodi diagnostici principali, è possibile individuare una dissecazione aortica con ecografia, che si rivela particolarmente utile per la visualizzazione di dilatazioni o lacerazioni.

Per approfondire lo stato della dissezione arteriosa, si ricorre all’angio-TAC, che consente un’analisi dettagliata degli strati dell’aorta e la valutazione dell’estensione del danno. La risonanza magnetica, con la sua capacità di generare immagini tridimensionali, offre ulteriori dettagli sulla morfologia del vaso, mentre l’ecocardiografia transesofagea, effettuata inserendo una sonda nell’esofago, permette di identificare anche dissecazioni non visibili con altri metodi.

Secondo la letteratura scientifica, a 10 anni dall’insorgenza acuta della dissezione aortica, il tasso di sopravvivenza spazia dal 30 al 60%. La prognosi è estremamente sfavorevole senza trattamento, con un tasso di mortalità del 75% entro due settimane. Con un trattamento adeguato, il tasso di sopravvivenza aumenta al 70% per la dissezione aortica di tipo A e al 90% per la dissezione aortica di tipo B.


La dissecazione dell’aorta può infatti essere all’origine di gravissime complicazioni:

  • Ostruzione delle arterie ramificate dell’aorta, con relative conseguenze:
    • Insufficienza renale, in caso di occlusione delle arterie renali.
    • Danni neurologici, se sono ostruite le arterie spinali.
    • Ictus, causato dalla compromissione delle arterie cerebrali.
    • Infarto, se interessate le arterie coronarie.
  • Tamponamento cardiaco, ovvero l’accumulo di sangue nello spazio pericardico causato dalla rottura della tonaca avventizia, con rischio di compressione del cuore.
  • Rottura aortica, evento spesso fatale dovuto alla completa lacerazione dell’aorta.

 

La dissezione aortica è una vera e propria emergenza medica, che richiede un trattamento immediato. Inizialmente, il paziente viene subito ricoverato in terapia intensiva, dove viene monitorato costantemente e trattato con farmaci somministrati per via endovenosa. Questi servono a ridurre la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca, garantendo al tempo stesso un afflusso adeguato di sangue a organi vitali come cervello, cuore e reni.


Il trattamento successivo dipende dal tipo di dissecazione dell’arteria. Nel caso della dissecazione aortica di tipo A, l’intervento chirurgico è spesso indispensabile. Durante questa operazione complessa, il chirurgo asporta la parte dell’aorta dissecata, chiude il falso lume e sostituisce il segmento rimosso con una protesi sintetica. L’intervento può durare da 3 a 12 ore e richiede un ricovero postoperatorio di almeno una settimana.


Nel restante caso di dissezione aortica, la terapia può anche essere farmacologica. In alternativa, a seconda dei casi di questa particolare tipologia di dissecazione aortica, l’intervento di posizionamento di un’endoprotesi può essere un’ulteriore opzione. Effettuato per via percutanea, è meno invasivo e prevede l’inserimento attraverso la grande arteria femorale di uno stent per stabilizzare il flusso sanguigno e rafforzare la parete aortica. La procedura dura fra le 2 le 4 ore, dopo le quali il paziente può restare ricoverato da uno a tre giorni. È particolarmente indicata nei casi in cui si osservano sintomi evidenti, sanguinamento, interruzione del flusso sanguigno a organi vitali e arti inferiori, dilatazione progressiva dell’aorta o condizioni come la sindrome di Marfan.

Dopo l’intervento, il percorso di recupero del paziente richiede un’attenzione costante e un approccio multidisciplinare, volto a prevenire recidive e a migliorare la qualità della vita. La terapia farmacologica, indispensabile anche dopo l’operazione, ha un ruolo chiave nella gestione a lungo termine della pressione arteriosa. Farmaci come i beta-bloccanti o i calcio-antagonisti, spesso associati ad antipertensivi quali gli inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina (ACE-inibitori), aiutano a mantenere bassi i livelli di pressione, riducendo lo stress sulle pareti dell’aorta.


Per i pazienti con aterosclerosi, è inoltre essenziale assumere farmaci che controllino i livelli di colesterolo, associati a una dieta personalizzata e bilanciata. In ogni caso, un monitoraggio costante è cruciale per individuare tempestivamente eventuali complicanze, come la formazione di aneurismi aortici, il ritorno di una dissezione aortica o problemi legati alla valvola aortica, come un aumento del reflusso sanguigno. Qualora si verificassero queste condizioni, può essere necessario ricorrere a un nuovo intervento chirurgico.


Il controllo periodico del paziente si effettua attraverso esami diagnostici specifici, come la TC con mezzo di contrasto o la risonanza magnetica, per verificare l’integrità dell’aorta, rilevare eventuali anomalie e monitorare il corretto funzionamento delle protesi impiantate.


Un altro aspetto fondamentale è la scelta di una struttura sanitaria altamente specializzata, dove il paziente possa contare sull’esperienza di un’équipe multidisciplinare. La collaborazione tra cardiochirurghi, emodinamisti e altri specialisti, unita all’utilizzo delle tecnologie più avanzate, garantisce un approccio ottimale al trattamento e al follow-up della dissecazione aortica.
 

Le informazioni contenute nel Sito, seppur validate dai nostri medici, non intendono sostituire il rapporto diretto medico-paziente o la visita specialistica.

Le Strutture Sanitarie che accertano o curano questa patologia

Articoli correlati a Dissezione Aortica

29 settembre 2023 - Da gvmnet.it

Le procedure diagnostiche invasive in Cardiologia: quali sono e cosa studiano

Servono a identificare patologie cardiache e coronariche e a definire percorsi diagnostico-tereapeutici personalizzati
28 luglio 2022 - Da cardiochirurgia.com

Un cuore ricostruito a soli 40 anni: intervento salvavita a una donna a rischio di dissezione aortica fatale

L’Heart Team di Città di Lecce Hospital è intervenuto per trattare una complessa patologia della radice aortica e dell’arco aortico
Non trovi la patologia che stai cercando?
Clicca qui

Prenotazioni e appuntamenti nel palmo della tua mano

La nuova app MyGVM ti permette di trovare il tuo medico preferito, prenotare visite, controllare l’esito degli esami direttamente dal tuo telefonino! Scaricala ora: